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ares sacro cuoreNelle ultime settimane alcuni cittadini di Padova, venuti a conoscenza che un privato vorrebbe vendere del terreno agricolo in via Adige in zona Sacro Cuore, hanno abbracciato l’idea di un possibile acquisto collettivo di tale area, 14.4 ettari di terra.

L’intera superficie, in vendita ad un prezzo superiore al milione di euro, si renderebbe disponibile ad essere venduta anche in appezzamenti minori (tra i 90000 e i 100000 euro per ettaro).

Nasce così l’idea di un’aggregazione di persone (e/o associazioni) che siano disposte a investire denaro nell’acquisto di tali appezzamenti, con l’obiettivo principale di porre un freno a possibili future speculazioni edilizie. Attualmente il terreno è ad uso agricolo e quindi già utilizzabile dal punto di vista privato o sociale.

Le possibilità di utilizzo per questi terreni potrebbero essere orti urbani, fattorie didattiche, un parco fino a eventuali progetti più complessi che necessiterebbero di appositi finanziamenti europei ottenibili attraverso la Regione.

Secondo i promotori dell’iniziativa l’investimento risulterebbe certamente conveniente in quanto si prevede, per i prossimi anni, un sicuro aumento del valore dei terreni agricoli, soprattutto quelli in prossimità delle città, ed un ritorno alla produzione agricola per il fabbisogno personale o vendita localizzata.

Pur nella consapevolezza che il progetto, nel dettaglio, dovrà essere deciso da chi sarà l’investitore, una prima ipotesi su cui si sta ragionando è quella della creazione di frutteti a basso trattamento, piante aromatiche ed officinali, apicoltura ed orti sociali, oltre ad un possibile uso dello spazio per eventi culturali legati a tematiche ambientali.

Esistono altre realtà italiane con una discreta esperienza riguardo l’utilizzo collettivo dei terreni,  alle quali potersi ispirare per la gestione di questo investimento (ad esempio “Campi Aperti” di Bologna).

La prima fase per concretizzare questo progetto è la ricerca di “Grandi Acquirenti”, ovvero 15-20 persone (o realtà associative) disposte a investire una somma dai 5.000 ai 10.000 euro a testa per l’acquisto della propria quota di proprietà collettiva. L’obiettivo della raccolta è raggiungere la quota minima di 100.000 euro in maniera da poter avviare un’adeguata trattativa d’acquisto con potere di decisione in merito all’uso del terreno.

La seconda fase prevede la partecipazione all’acquisto anche con quote di media dimensione (dai 500 ai 1000 euro) per l’acquisto di un orto urbano, di dimensioni dai 30 ai 50 mq, utilizzabile per un periodo dai 20 ai 50 anni. Sarebbero ovviamente ben accetti anche eventuali contributi liberi a sostegno dell’iniziativa.

Si pensa con tutto ciò che la voglia di un altro modello di sviluppo (in questo caso  agricolo piuttosto che cemento) sia molto diffuso in città e che il bacino potenziale di utenza possa risultare molto ampio.

Nel caso la ricerca dei “Grandi Acquirenti” andasse a buon fine verrebbe fissata, nella seconda metà di ottobre,  una prima assemblea degli aderenti al progetto.

Al più presto, inoltre, è previsto un sopralluogo con persone competenti per una stima e valutazione esatta del terreno in questione.

Per informazioni sulla partecipazione si può contattare Marco Sangati o inviare a titolo indicativo il modulo sottostante a: mar.san.80@libero.it

a cura di Flavio Boscatto, Redazione Ecopolis

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