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I dati riportati dal Sole 24 Ore del 6 ottobre, anche se sottostimati, mettono a nudo una scottante realtà. Padova è una delle città italiane in cui si concentra il maggior numero di case invendute, almeno un terzo delle quali di nuova costruzione. E’ una realtà che da tempo denunciamo. Navigando nei siti web delle agenzie immobiliari non è infatti difficile scoprire che nel Comune di Padova le case invendute sono circa 10.mila, mentre di analoghe dimensioni è l’invenduto nei comuni della corona metropolitana. (Per conoscere i dati su Padova clicca QUI)

Ci si sarebbe potuti aspettare che la crisi di questi anni interrompesse il diluvio di cemento che ha deturpato l’immagine della nostra città, distrutto risorse agricole ed aggravato il rischio idraulico. Non sembra purtroppo che ciò stia avvenendo ed anzi vi è chi sta lavorando per ridar fiato alla bolla speculativa immobiliare che è stata una delle cause principali della crisi attuale. Sintomatico è quanto si sta discutendo nella Commissione Urbanistica comunale, che dopo la pausa determinata dal periodo elettorale e dalla formazione della nuova Giunta, ha ripreso in queste settimane la propria attività.

Già nella prima riunione sono state presentate quattro richieste di proprietari privati per la perimetrazione di nuove aree da lottizzare: in via Forcellini / via Colleoni, in via dell’Ippodromo, in via Guasti / via Pontedera, ad Isola di Torre. Nella seconda riunione (rinviata per sopraggiunti impegni del Sindaco) all’ordine del giorno è stato posta la domanda relativa alle aree verdi in zona Parco Iris, che prevede l’edificazione di quasi 34.mila mc di nuove costruzioni. Certo è difficile immaginare che vi siano oggi le risorse finanziarie per dar immediato inizio ai lavori, ma intanto si pongono le premesse per acquisire un diritto all’edificazione che diverrà effettivo solo con l’approvazione del Piano Urbanistico Attuativo da parte della Giunta… un’urgenza probabilmente motivata dal fatto che sono annunciate in dirittura d’arrivo una legge nazionale ed una legge regionale volte a porre un freno al consumo di suolo.

Nel suo programma elettorale il neo-eletto Sindaco Bitonci aveva dichiarato che avrebbe posto un freno alla cementificazione del territorio attuata dalla precedente Amministrazione, tutelando i cunei verdi esistenti e l’idea di città stellare espressa dal piano urbanistico di Luigi Piccinato. Le aree prossime al Parco Iris costituiscono di fatto uno dei pochi residui cunei verdi che consentono alla città di respirare, un corridoio ecologico essenziale per la vita dell’organismo urbano e per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. E allora come si spiega la disponibilità del nuovo Sindaco ad accogliere senza remore le richieste dei privati?

In un recente incontro Bitonci si è giustificato affermando che le responsabilità ricadono interamente sulla precedente Giunta che ha predisposto il piano urbanistico ed avviato le trattative con i privati, i quali ora minacciano una pesantissima richiesta danni per il lungo tempo trascorso dalla prima domanda di perimetrazione dell’area risalente al 2009. Se però si esaminano gli atti, o quantomeno quelli di cui il Settore competente ci ha ufficialmente fornito copia, recriminazioni e minacce dei privati non risultano motivate. Come contestato nel passato dagli uffici, le domande presentate non recavano le firme di tutti gli interessati (obbligatorie per legge) e la proposta di piano non rispondeva alle esigenze di pubblica utilità espresse dall’Amministrazione comunale. Analoghe osservazioni possono essere fatte anche nei confronti dell’ultima domanda presentata nel dicembre dell’anno scorso. Anche in questo caso l’assenza di alcune firme rende improcedibile la pratica, mentre la soluzione planovolumetrica proposta contrasta con alcune specifiche indicazioni della Normativa di PRG e con le richieste in precedenza formulate dalla Commissione Urbanistica.

Se dunque non sussiste l’alibi della possibile richiesta di danni da parte dei privati, perché la nuova Amministrazione non rende operativi gli impegni contenuti nel programma del Sindaco adottando con la massima urgenza una Variante al Piano degli Interventi che, prendendo atto delle errate previsioni di crescita demografica contenute nel PAT e del rilevante stock di alloggi invenduti, sia in primo luogo finalizzata alla salvaguardia dei residui cunei verdi presenti nella nostra città? 

Sergio Lironi – Presidente Onorario Legambiente Padova

2 Responses to “Riprende l’assalto agli ultimi cunei verdi di Padova”

  1. luca luciani ha detto:

    … “la possibile richiesta di danni”, a volte, non è affatto un “alibi”.

  2. Comitato Iris ha detto:

    In riferimento ai terreni della zona Parco Iris, abbiamo scritto una lettera aperta al Sindaco Bitonci rivolgendogli un appello affinché respinga il progetto, senza scendere a compromessi su spostamenti della cubatura all’interno dell’area e attivandosi per una diversa pianificazione urbanistica che riconosca e tuteli l’importanza dell’area verde. La sicurezza idro-geologica del territorio è un elemento fondamentale per il benessere della comunità da affrontare con la massima urgenza e determinazione, e speriamo che il Sindaco voglia ascoltarci tenendo fede agli gli impegni elettorali.
    Qui il testo della lettera: http://eepurl.com/42wCv.
    Il Coordinamento del Comitato Iris

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