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HebertismoSarà di certo sconosciuto ai più il nome di Georges Hebert, a meno non facciate parte della “grande famiglia degli scout” e non abbiate tentato di prendere la specialità che lo riguarda. Ma anche in quel caso, probabilmente, avrete associato il termine “hebertismo” all’attività di costruzione di ostacoli e dispositivi per la creazione di “percorsi” che di certo non esauriscono la bellezza e la complessità di questa disciplina. Perché quello di Georges Hebert è noto a livello internazionale come “metodo naturale” e altro non è che una tecnica di allenamento in natura e secondo natura. A voler esser completi e precisi, il nome sarebbe “metodo naturale di educazione fisica, virile e morale”, ma questo risale alla Francia del primo secolo scorso, alle vere origini. Il motto? “Essere forti per essere utili”, motto comune al più noto Parkour, diretto discendente dall’Hebertismo, ma che oggi pare esserne il tratto più distintivo: se il Parkour punta soprattutto alla bellezza e all’efficienza del movimento, l’Hebertismo intende valorizzare la completezza del movimento naturalmente umano. Anche senza scout, anche senza ingegneristiche costruzioni di palo e cordino, solo naturalmente. Ma qual è il movimento naturalmente umano? Tutto: ben dieci sono le famiglie che Hebert distingue nel progettare un allenamento completo: camminata, corsa, salto, arrampicata, nuoto/apnea, sollevamento e trasporto pesi, lotta e difesa, equilibrio, lancio e perfino quadrupedia. Esiste un istruttore, certo, ma uno dei principi essenziali del movimento naturale è che sia totalmente a misura della propria capacità fisica, puntando, va da sé, a superare sempre i propri limiti. Anche l’aspetto psicologico è importante: motivazione, divertimento, solidarietà. Tutto il movimento e tutto l’allenamento che possiamo fare non hanno fini puramente estetici, ma puntano a un generale benessere, a un maggior contatto con la natura, a mettersi in condizioni di essere utili a se stessi e agli altri con l’agilità, la resistenza, la forza… Altro aspetto fondamentale è, quindi, la cura dell’alimentazione: che sia sana, adeguata al fabbisogno energetico reale e, ovviamente, il più possibile naturale. In breve, Hebertismo è puntare a uno stile di vita sano e dinamico, al movimento nella pratica quotidiana, al contatto con la natura, alla condivisione.

Provare l’Hebertismo è un’esperienza rigenerante, ma soprattutto è divertente. Cercate il più vicino Percorso Vita nel parco o lungo l’argine e date un’occhiata qui: http://hebertismo.blogspot.it. Dopodiché, senza aspettare, cominciate a muovervi, magari seguendo l’ultimissima novità del gioco di carte a tema. Se, poi, vorrete ampliare i vostri orizzonti fino al panorama internazionale, ecco il sito di una delle principali associazioni in Europa, con sede in Belgio: www.sportnat.be.

Annalisa Scarpa, Redazione Ecopolis

One Response to “Hebertismo, ovvero allenarsi in natura e secondo natura”

  1. Diego ha detto:

    Gran bell’articolo!!
    Speriamo che l’hebertismo riesca asvilupparsi anche fuori dall’ambiente scout!

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