Feed on
Posts
Comments

3 (2)Giungi a Dreznik Grad, a tre ore d’auto dal confine italiano e per un momento ti chiedi stranamente cosa sei venuto a fare. Ti guardi attorno e vedi solo: un incrocio, un alimentari, un bar solitario e, di fronte ad esso, una piazza, una chiesa e un pozzo.

È un mondo che sembra uscito da un racconto di Stefano Benni dove, in appena mezz’ora, puoi incontrare l’intero campionario di paese: dal Sindaco rubizzo al comandante dei pompieri rubicondo, dalla giovane parrucchiera con taglio punk alla barista dall’aria troppo tosta e sigaretta tra le labbra perennemente accesa. Se sei un vero temerario puoi provare ad ordinarle un caffè ma subito capisci che, d’ora in poi, sarà meglio convertirsi al sorseggio di un più “amabile” bicchierino di ‘pelinkovac’. Ti rechi a prendere possesso del tuo prossimo giaciglio nella stanza privata, già adibita per te ed altri come te, presso un villino poco distante, laddove un nerboruto proprietario v’attende. Puoi iniziare da subito l’avventura.

Sappi che sei ad un campo di volontariato AdriaticGreeNet per la salvaguardia del territorio e devi essere pronto a tutto: dal condividere e preparare a turno pasti gastronomicamente discutibili, durante il giorno, fino alle nottate da trascorrere in bianco, in cantante compagnia, assieme a croati autoctoni, friulani e sloveni di confine e altra umanità migrante.

Dreznik Grad ha una Torre d’osservazione medievale e un fiume inspiegabilmente in secca. Un minuscolo paese situato a poche decine di chilometri dalla Bosnia dove, nelle sere d’estate, puoi sederti nel cortile di casa e riuscire ad udire il lamentoso canto dei muezzin provenire dai minareti oltre confine.

A Dreznik Grad ti attendono sette giorni di campo dove si asportano i rifiuti dal letto del fiume, si puliscono gli argini e si collabora con la cittadinanza nella pulizia e manutenzione di aree verdi. Naturalmente non ti mancheranno le occasioni di svago e di turismo. Durante il periodo si visitano suggestive grotte di tipo carsico; un’incantevole località limitrofa simile ad un minuscolo e antico villaggio olandese; si fa del rilassante rafting in territorio bosniaco; si scoprono stupende cascate sconosciute al turismo classico e, ovviamente, si visita la località regina dell’intera area: il Parco Nazionale di Plitvice Lakes, considerato uno dei più spettacolari e suggestivi luoghi di raccolta d’acqua del mondo. Una delle perle più luminose quale patrimonio dell’UNESCO.

In questi giorni si tessono relazioni spontanee e sincere con un’intera comunità di paese, assieme a volontari come te, di età e lingue diverse. Una gioiosa babele umana che tenta di gettare il cuore oltre qualunque ostacolo, d’incomprensione e di intolleranza, con un unico scopo: dimostrare che solamente l’unione d’intenti può dare forza per migliorare e valorizzare un qualunque territorio su cui si voglia intervenire.

Perché fuori da ognuno di noi, nel mondo senza confini geografici o storici, c’è un tesoro di luoghi che semplicemente ci appartengono e vanno custoditi, protetti e valorizzati. E’ l’idea ardita di un esperanto ambientalista che davvero sogna di contribuire al godimento di una bellezza per tutti e per le generazioni che verranno.

Flavio Boscatto, Legambiente Selvazzano

Leave a Reply