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1280px-MuraTrevisoDa tempo come Legambiente denunciamo l’ingiustificato, eccessivo consumo di suolo generato nella nostra città da un Piano Regolatore Generale (PRG) e da un Piano di Assetto del Territorio (PAT) vistosamente sovradimensionati rispetto al reale fabbisogno. Nel programma del nuovo Sindaco si esprime la volontà di rivedere il PAT e il PATI di Padova sulla base di dati socio-economici e demografici aggiornati, salvaguardando aree naturali ed agricole (con espresso riferimento ai “cunei verdi” del piano Piccinato), recuperando l’esistente e le aree dismesse, implementando l’agricoltura urbana e ponendo uno stop allo spreco del territorio.

Sperando che alle buone intenzioni della campagna elettorale facciano seguito coerenti e concreti atti amministrativi finalizzati in particolare ad evitare nuove speculazioni edilizie nelle aree di “perequazione urbana”, ci sembra utile segnalare il caso positivo di Treviso, dove con un Atto di Indirizzo del Sindaco la nuova Amministrazione Comunale sta avviando un processo di radicale revisione del PAT finalizzato a perseguire “…nuove politiche di trasformazione urbana, che pongano fine al consumo di suolo ed al disordine urbano, condizione indispensabile per l’avvio di un nuovo ciclo di sviluppo economico e sociale […] ispirato ai principi della sostenibilità.

Nell’Atto di Indirizzo si prevede in primo luogo la riduzione di circa 1.000.000 di mc del dimensionamento residenziale complessivo del PAT: un provvedimento di immediata attuazione in quanto se ne prevede l’adozione senza alterare i principi informatori del PAT e pertanto senza necessità di riapprovazione del documento preliminare e di riadozione/ripubblicazione del PAT medesimo. Una riduzione che si stabilisce debba incidere sia sul dimensionamento strategico del PAT (cioè sulle volumetrie aggiuntive rispetto a quelle già previste dal PRG), sia sulle previsioni inattuate del PRG vigente (che con l’approvazione del PAT si trasforma nel primo Piano degli Interventi).

Per conferire operatività a detto ridimensionamento verrà predisposta una apposita Variante Generale al Piano degli Interventi incentrata esclusivamente su processi rigenerativi del tessuto urbano esistente, cancellando “… tutte le aree di espansione residenziale cui, alla data di adozione della variante medesima, non sia ancora stato apposto il sigillo di una approvazione attuativa”.

Precisi indirizzi vengono inoltre forniti per l’attuazione degli interventi di rigenerazione urbana: gli unici che potranno usufruire delle residue volumetrie previste dal dimensionamento strategico di piano. Detti interventi, oltre ad ispirarsi ai principi della sostenibilità ecologica, dovranno essere caratterizzati dal diretto coinvolgimento degli abitanti, dalla mixité sociale (attribuendo la preminenza al social housing) e funzionale, dalla presenza di servizi e spazi pubblici integrati con quelli destinati a nuove opportunità di lavoro (co-working e incubatori d’impresa) ed all’agricoltura urbana, nonché da procedure di evidenza pubblica per la selezione degli operatori.

L’Atto di Indirizzo del Sindaco pone infine il problema della dimensione metropolitana della pianificazione, in quanto a Treviso non risulta ancora adottato un Piano di Assetto Territoriale Intercomunale (PATI). Nel caso di Padova già esiste un PATI approvato dalla Comunità metropolitana, la cui elaborazione esclude però i tematismi dell’edilizia residenziale e dell’agricoltura, fondamentali per evitare il sovradimensionamento dei singoli PAT e per definire efficaci politiche di riequilibrio ecologico del territorio, che devono essere affrontati con l’adozione di una apposita variante al PATI e con l’attuazione del Piano d’azione per un Parco Agro-paesaggistico metropolitano elaborato nei mesi scorsi con le metodologie di Agenda 21 e con la partecipazione di oltre quaranta associazioni di categoria, culturali ed ambientaliste.

Sergio Lironi, Presidente Onorario Legambiente Padova

3 Responses to “Revisione del PAT: da Treviso un esempio positivo”

  1. berto zandigiacomi scrive:

    La diminuzione di 1 milione di mc è ancora poco rispetto alla sovrabbondanza di mc ereditata dal vecchio PRG che il progetto di PAT, redatto dalla vecchia maggioranza comunale, aveva acriticamente accettato. Una previsione di “sviluppo” (inteso come incremento) della popolazione deve essere confrontato con l’andamento della stessa: a Treviso è praticamente stazionaria da vent’anni, e con il patrimonio edilizio non occupato esistente. Poichè esistono quasi 4.000 alloggi liberi (secondo i dati del Censimento della popolazione) ed altri 1.000 edificati o in corso di edificazione in lottizzazioni già convenzionate ogni ipotesi di edificazione di 1.600.000 mc (quelli risultanti dopo il taglio del milione di cui si parla) è errata e furviante a fronde della enorme disponibilità di aree e di volumi attualmente non occupati o dismessi all’interno del tessuto edificato. Si aggiunga che per “tenere in piedi” queste previsioni il PAT adottato propone un cubatura/ abitante di 187 mc basandosi sui dati attuali e senza tener conto che l’edificato di questi ultimi anni si aggira sui 100 mc a causa dell’alto costo della casa: in pratica si aumentano oltre misura gli abitanti teorici sapendo bene di proporre una cosa sbagliata (è per caso un falso?)
    b.zandigiacomi- Italia Nostra Treviso

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