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cortina muraria via Volturno“Padova è le sue mura”: attraverso una lunga lettera aperta al nuovo Sindaco, l’Associazione Comitato Mura di Padova rilancia il problema della salute del monumento cittadino proprio a partire dal titolo della mostra realizzata dal Comitato stesso in collaborazione con il Settore Musei e Biblioteche del Comune. Non uno slogan, ma l’aver reso esplicito il concetto che le mura non siano “un mero relitto del passato o al più un monumento secondario fra i tanti” ma piuttosto “ciò che ha determinato il futuro assetto della città, fissandone la forma urbis”. Oggi, 11 km di mura sono un monumento nascosto e invisibile. Il Comitato, che esiste da quasi quarant’anni, si dedica alla loro valorizzazione e conoscenza, anche in collaborazione con altre associazioni e settori del Comune. Ma la situazione delle mura è tale che perfino una pubblicazione come la Guida al sistema bastionato rinascimentale diventa “una sorta di ‘guida impossibile’ a un monumento che esiste ma non è fruibile”. Ecco, quindi, le considerazioni rivolte al nuovo “custode delle mura” per i prossimi cinque anni.

1) Un progetto unitario

Superare la pratica dell’operare pezzo per pezzo, offrendo un quadro di riferimento per tutti gli interventi, un vero e proprio progetto, che si avvalga degli studi già disponibili, che abbia carattere pluridisciplinare e che tenga conto degli aspetti storico-critici, archeologici, urbanistici, ambientali e idraulici coinvolti.

Il progetto si deve prefiggere tre obiettivi, complementari e interdipendenti:

- ricostituire la continuità visiva e la percorribilità continua del sistema

- permettere la conservazione del bene mediante il restauro e la manutenzione

- garantire vita e valorizzazione del monumento mediante adeguate soluzioni di gestione

fino ad arrivare ad un vero Parco delle Mura, nel senso più pieno e articolato.

2)   Continuità visiva e percorribilità continua

Da ricostituire attraverso il contributo dei diversi proprietari e la costruzione di una “collana di punti di servizio e di interesse”, percorribile durante l’intero anno. Se un percorso esterno continuo è già possibile, andrebbe meglio protetto e valorizzato. Superando alcuni problemi potrebbero essere realizzati, almeno per alcune parti, anche percorsi superiori, interni e sotterranei.

3) Museo delle mura

Riunire i percorsi in un museo diffuso che, senza invadere completamente gli spazi, racconti le vicende storiche e renda comprensibili le caratteristiche architettoniche e strutturali del sistema.

4) Conservazione

Un progetto di restauro complessivo dovrebbe partire da un censimento del bene, stabilire criteri omogenei di intervento, prevedere il destino di tutte le strutture e gli edifici di proprietà pubblica, indicare priorità per gli edifici di proprietà privata, prevedere progetti di ricerca, prescrizioni per il riuso compatibile, un piano per la manutenzione.

5) Valorizzazione e gestione

Recupero integrato delle aree che il circuito attraversa, in dialogo osmotico, in un vero e proprio intervento urbanistico che tenga conto delle situazioni singole nell’ottica del progetto complessivo. Gli interventi dovrebbero essere improntati alla riconoscibilità costante delle mura come sistema unitario, all’accessibilità costante di spazi interni e ipogei attraverso un piano di gestione, alla presenza di una “didattica” realizzata attraverso pannelli, materiali a stampa etc.

Un progetto preliminare autonomo riguarda, inoltre, l’apertura del torrione dell’Arena. Le mura verrebbero, così, inserite in maniera permanente nel circuito monumentale della città e fin da subito riportate all’attenzione di cittadini e turisti.

Trovi QUI la lettera completa del Comitato Mura di Padova.

Si ringrazia il Comitato Mura di Padova per l’immagine (Cortina muraria di via Volturno)

Dalla lettera aperta al nuovo Sindaco del Comitato Mura di Padova

Sintesi a cura di Annalisa Scarpa, Redazione di Ecopolis

3 Responses to “Il monumento nascosto: un progetto per le Mura di Padova”

  1. Marco Suman scrive:

    Nobilissimo intento del Comitato mura che da tanti anni esiste e propone, propone…
    Tuttavia, un progetto di risanamento, rivalutazione, utilizzo pubblico della straordinaria cerchia muraria padovana non può non essere collegato ad ripensamento complessivo urbanistico. Insomma una rivoluzione che dista anni luce dalle proposte del nobile Comitato. Ci vogliono ben altre idee di città sostenute da ben altre forze politiche rispetto sia quelle della vecchia che della nuova amministrazione. Mi pare invece che di queste idee complessive non se ne parli affatto e che di forze politiche adatte allo scopo non se ne veda l’ombra…

    • diana ragazzo scrive:

      E’ un inno alla speranza! Poiché né chi c’è ora, né chi ha preceduto ha la sensibilità e altro necessari : LASCIATE OGNI SPERANZA VOI …

  2. Marco Suman scrive:

    Giusta citazione! Il buon Dante ha infatti scritto una commedìa: la vicenda inizia male ma fa a finire benino, come ben si sa. Per la feccenda mura, non si tratta di una tragedia, ma di una continua sceneggiata, una specie di commedia che sembra non avere mai fine. A ma pare di aver tratteggiato una evidenza. Più che lasciare ogni speranza, io suggerisco di rinnovarla questa speranza, parlando con schiettezza e pretendendo onestà intellettuale. Cambiare una città è affare complitatissimo, iniziare dai crocifissi è un segno pessimo. Forza, Diana, mai smettere di lottare.

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