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lagoinvDomenica 6 luglio a partire dalle 19.30 nel Parco Etnografico di Rubano ci sarà una performance di danza Contemporanea, “Danzare la Natura”, nella quale lo spettacolo si fonderà con le bellezze del luogo. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la rassegna Rubano Art Festival, rientra nell’ambito del progetto Artisti di Paesaggio, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo attraverso il bando “Culturalmente”.

Per preparaci alla performance importante è conoscere il contesto in cui ci collocheremo. Il Parco Etnografico di Rubano sorse a seguito all’estrazione della sabbia da una vecchia cava, dalla quale affiorò una falda sotterranea che comportò la formazione di un lago esteso per quasi dieci ettari e profondo fino a sette metri. Numerose sono le associazioni di volontariato che intervennero nel contesto, le quali volevano dedicare l’area a iniziative con finalità naturalistiche ed educative, proposta ben accolta dalla cittadinanza e dall’amministrazione comunale, tanto che quest’ultima stipulò una convenzione con il cavatore che si impegnava a cedere gratuitamente 33.000 mq di terreno da destinare a riserva naturale.

Successivamente, il comune continuò ad acquistare ettari di terreno grazie a numerose campagne proposte da associazioni come il WWF che puntarono a raccogliere fondi per continuare ad acquistare terreno dando così vita al Parco Etnografico di Rubano. Negli anni ’90 è stato approvato formalmente dall’amministrazione il progetto di ripristino dell’area con una suddivisione in tre zone: a sud si prevedeva una riserva naturale; a nord un parco attrezzato per attività ricreative e didattiche e infine una zona esterna di rispetto con siepi, filari e coltivazioni biologiche.

Il parco vuole essere uno spazio in cui poter svolgere attività educative, ricreative o semplicemente fungere da luogo di incontro tra amici e famiglie. Per raggiungere tale obiettivo sono stati ristrutturati i casali e gli spazi già esistenti all’interno del parco, dai quali si ricavò un Museo Etnografico, una fattoria didattica, un forno per il pane, un ristorante e numerosi appezzamenti di terreno di 30 mq ciascuno adibiti ad orti sociali che il Comune di Rubano ha messo a disposizione dei cittadini. Inoltre, all’interno del parco vengono organizzate numerose attività didattiche, per famiglie, centri estivi, laboratori, dopo scuola, feste private e molto altro.

Nelle vicinanze del parco si possono osservare numerosi edifici architettonici storici come Villa Dondi-Scotti risalente al 1500-1600 ed altre strutture antiche come chiese e vecchie abitazioni le quali si presentano in buono stato di conservazione. La buona funzionalità del luogo è dovuta anche all’attenzione e all’interesse dell’amministrazione comunale per i contesti a forte valenza naturalistica e paesaggistica, ad esempio il PAT di Rubano ad inizio 2014 è stato sottoposto a numerose osservazioni proposte da associazioni locali, le quali hanno contribuito a riconoscere lo strumento urbanistico conforme al territorio sia per quanto riguarda tematiche volte alla moderazione del consumo di suolo e sia in termini di tutela dell’ambiente. Per quanto riguarda il consumo di suolo, le associazioni hanno chiesto che gli eventuali ampliamenti da realizzare siano già previsti all’interno delle volumetrie dichiarate dal PAT e che le estensioni riguardanti gli impianti produttivi possano esser realizzate solo dopo il recupero dei capannoni già edificati ma non utilizzati o sotto-utilizzati. Dal punto di vista ambientale, data la valenza agro paesaggistica e culturale di Rubano e delle sue frazioni, questi luoghi sono un nodo importante all’interno del progetto di Parco Agro-Paesaggistico tra la Brenta e il Bacchiglione.

Se vuoi avere più notizie sulla storia e sulle potenzialità di questo luogo leggi la scheda scritta dai volontari di Legambiente o la brochure informativa realizzata nell’ambito del concorso fotografico “Artisti di Paesaggio”.

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