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Ospedale PadovaPuoi leggere la lettera completa del dottor Tullio Todesco cliccando QUI.

La programmazione e la gestione del Servizio Sanitario, delegate dallo Stato al governo delle singole Regioni, devono seguire criteri di massima razionalità, efficacia ed adeguatezza ai bisogni della popolazione e del territorio. […]

Secondo la Regione, d’intesa con l’Università, il Complesso Clinico Ospedaliero di Padova deve poter continuare ad essere il “Polo della Salute Veneto”, cioè un centro tecnico-scientifico di riferimento per l’assistenza e l’insegnamento nel campo delle discipline medico-biologiche. […]

Il dibattito circa l’opportunità di chiuderlo per costruirne uno nuovo si basa su motivazioni quali spazio insufficiente, difficoltà di traffico ed inadeguatezza delle strutture (che qualcuno, ignorando volutamente l’impegno e le grandi risorse sempre dedicate al loro rinnovamento, ha definito superate ed obsolete). In realtà non esiste alcun motivo concreto per giustificare la scelta presa: non è sostenibile la carenza di spazi, dato che nell’ultima elaborazione delle “schede ospedaliere” è stato stabilito di limitare a 930 il numero dei posti letto, quando in passato ne erano previsti quasi 3000; la posizione subcentrale e la viabilità multi direzionale rendono strutture e servizi facilmente raggiungibili […]; tutti gli edifici occupati dai servizi al pubblico sono in ottimo stato di agibilità e sicurezza […].

Delle tre alternative di intervento individuate dal gruppo di lavoro istituito dalla Giunta Regionale (adeguamento dell’esistente sotto il profilo edilizio-impiantistico, ristrutturazione con accorpamento razionale dei servizi ed, infine, costruzione del nuovo ospedale) l’Amministrazione Comunale, che aveva purtroppo facoltà di scegliere autonomamente, ha optato per la costruzione di un nuovo ospedale, senza procedere ad una accurata valutazione delle problematiche e dei reali impegni economici. Prima di questa decisione tutta la popolazione avrebbe dovuto essere informata e chiamata ad esprimersi.

Il trasferimento di tutti i Servizi coinvolti determinerebbe infatti conseguenze negative, tanto più che la Giunta ha indicata come possibile sede un’area a nord-ovest della periferia cittadina: un terreno di bassura, inadatto e poco accessibile perché chiuso tra barriere ferroviarie e viarie. Tali caratteristiche comporterebbero, a carico della Comunità, gravosi lavori di bonifica, la costruzione di nuove strade di collegamento e appositi servizi di trasporto pubblico. […]

Su quell’area è stato elaborato un progetto per la costruzione di un nuovo complesso edilizio capace di ospitare 930 posti letto ospedalieri, con un preventivo di 630 milioni di Euro a cui dovrebbero esser aggiunti i costi per l’acquisizione dell’area, per gli impianti, le attrezzature, l’arredamento, con spese reali complessive ben superiori al miliardo. […] Poiché nel Bilancio di Previsione regionale è stato inserito un apposito capitolo per lo stanziamento di 50 milioni di euro, per tre anni consecutivi, destinati proprio al finanziamento degli interventi a Padova, questa disponibilità rende possibile procedere ad un’accurata progettazione e programmazione dei lavori, senza dover attendere l’improbabile contributo dallo Stato o il ricorso a onerosi finanziamenti privati per mettere assieme le risorse necessarie alla costruzione di un ospedale nuovo, la cui realizzazione richiederebbe ben oltre un decennio e profondi sconvolgimenti nelle attività di servizio. […]

Sorprende che il Rettore dell’Università non abbia fatto presente l’errore di questa scelta: egli stesso, in un articolo del 3 aprile 2013, […] riflette su come la vicinanza relativa fra l’ospedale e gli altri istituti renda possibile la frequenza ai corsi in ore e sedi diverse. […]

La Regione e le università dovrebbero invece accordarsi in modo chiaro e determinato per progettare e realizzare anche nel Veneto il tanto atteso “Politecnico” per le ricerche utili anche allo sviluppo economico.

Trovi la lettera completa del Dott. Tullio Todesco QUI.

 Dottor Tullio Todesco,

ex dirigente apicale del SSR

Area medica Igiene e Organizzazione

2 Responses to “Nuovo Ospedale: le ragioni per cambiare opzione”

  1. gianni ha detto:

    Pare infatti,e solo alcune ore fa, sti qua abbiano cambiato di colpo idea.Giusto un attimo prima,forse, di nuovi arresti, e alla luce degli ultimi(Palladio Finanziaria e con tentativo di suicidio del loro capo).
    Ora restano da spiegare molte ma molte cose.
    Gianni

  2. […] ex dirigente apicale dell’Organizzazione dei Servizi Sanitari, è intervenuto in due occasioni (qui l’intervento del 2014) per sostenere le ragioni della rigenerazione dell’ospedale esistente […]

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