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Centro Commerciale Due CarrareAvevamo ragione ed abbiamo vinto!

Il 23 maggio scorso, con disposizione del dirigente del Servizio Ecologia della Provincia di Padova (clicca qui), è stato dichiarato improcedibile, e quindi archiviato, il procedimento per la Valutazione di Impatto Ambientale del Centro Commerciale di Due Carrare, in quanto gli atti sono contraddittori e incoerenti.

Ma non bisogna abbassare la guardia. Ecco perchè dovremo essere in tanti domenica 22 giugno ad Artisti di paesaggio (vedi altro articolo di ecopolis qui).

Ma cos’è avvenuto? Il promotore dell’intervento edilizio-commerciale, la soc. Deda, ha presentato lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) per il nuovo centro commerciale, omettendo che era già in possesso del titolo per costruire un diverso intervento, di dimensioni più ridotte, destinato ad ospitare solo due unità commerciali. Questo fatto è venuto alla luce nelle controdeduzioni che la Deda ha prodotto a seguito del parere negativo espresso dalla commissione VIA sul nuovo Centro Commerciale. A seguito della verifica che la VIA è stata impostata su una situazione dei luoghi diversa dalla realtà (area dichiarata libera, mentre invece è in fase di edificazione) la Provincia titolare del procedimento ne è ha decretato l’improcedibilità.

In sostanza l’intervento è stato bloccato per una dichiarazione non veritiera del promotore e non, come sarebbe stato più opportuno fare (almeno come motivazione concorrente), per incompatibilità ambientale. È l’incompatibilità ambientale dell’intervento, attestata dalla Commissione VIA (per leggere il testo clicca qui), il vero fattore rilevante su cui si sarebbe dovuto incardinare, non l’incerto provvedimento di improcedibilità assunto dal dirigente della Provincia, ma una radicale bocciatura del progetto.

Tanto premesso è bene, tuttavia, richiamare il decisivo contributo che hanno avuto nella decisione della Commissione VIA le osservazioni presentate da Legambiente, Italia Nostra, Lipu, ASCOM, comitati, gruppi consiliari e dallo stesso comune di Battaglia. È stato proprio sulla base di queste osservazioni  che la Commissione ha deciso di chiedere il parere del MIBAC – Direzione Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici del Veneto. Nella richiesta di tale parerela commissione ha peraltro stabilito che il Ministero dei beni e delle attività culturali ha titolo per formulare pareri anche per interventi ricadenti in ambiti non vincolati, qualora gli stessi siano situati in relazione storico/visiva con beni monumentali e paesaggistici. Significativo è, in tal senso, il seguente commento, che riportiamo per esteso:  “D’altra parte, ciò corrisponde a intuibili ragioni logiche prima ancora che giuridiche, se si pensa che la procedura di VIA riguarda opere particolarmente importanti sul piano dell’impatto ambientale e visivo, le quali potrebbero negativamente incidere sui valori paesaggistici anche se poste a notevole distanza dai territori vincolati.”

Il MIBAC, come era logico attendersi, si è espresso negativamente e di conseguenza la Commissione VIA ha bocciato il progetto, recependo pressoché tutte le osservazioni contrarie presentate dalle associazioni. Ecco le principali motivazioni del parere negativo della Commissione:

– Il mancato rispetto delle norme edilizie, che prescrivono nell’area una tipologia edilizia con edifici isolati o in blocchi articolati, che riducano al massimo l’impatto visivo e che siano coerenti con la realtà locale (tutt’altro rispetto alla progettata piastra di oltre 29.000 mq, alta fino a 12 metri);

– L’incremento delle emissioni legate alla viabilità, che si aggiungono a quelle prodotte dall’autostrada;

– Il mancato accertamento del rispetto del Piano di Zonizzazione acustica del comune;

– Lo screening di VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale), che non è sufficientemente argomentato e che non tiene conto della direttiva comunitaria relativa alla “Conservazione degli uccelli selvatici”;

– La soluzione progettuale, che si pone quale elemento antropico intrusivo e dissonante all’interno dell’omogenea visione del quadro panoramico, incidendo negativamente sulla visuale del paesaggio che si percepisce dal castello del Catajo e dall’autostrada verso il Catajo.

Sono questi gli aspetti salienti su cui si dovrà puntare per neutralizzare questo nefasto progetto qualora, a seguito di un eventuale ricorso al TAR con esito favorevole al committente, dovesse essere riproposto. Resta comunque da vedere cosa il Comune di Due Carrare ha già autorizzato alla Deda.

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

2 Responses to “Centro Commerciale di Due Carrare: progetto archiviato”

  1. littlefeather1980 ha detto:

    “La soluzione progettuale, che si pone quale elemento antropico intrusivo e dissonante all’interno dell’omogenea visione del quadro panoramico, incidendo negativamente sulla visuale del paesaggio che si percepisce dal castello del Catajo e dall’autostrada verso il Catajo.”

    Leggendo questo passo, non può che venirmi in mente quell’orrido grattacielo, stretto e altissimo, che è stato costruito sulla tangenziale est di Padova e che ha rovinato del tutto il panorama dell’Isola di Terranegra, una delle poche zone rurali rimaste in area urbana.

  2. gianni ha detto:

    Si,infatti.
    Io,casualmente, abito a 400 metri dal Catajo…ed il passo riportato sopra dice la sacrosanta verità.
    Il problema è che se si fa una passeggiata attorno, che va dai mille metri ai 20 km…di “elementi antropici intrusivi e dissonati” ce ne sono un P.U.T.I.F.E.R.I.O. !
    Gianni

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