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festa_aquiloni_villa_draghiL’Associazione Villa Draghi, costituitasi nel dicembre 2005, è nata per contribuire alla salvaguardia e al recupero di Villa Draghi, patrimonio storico e conosciuto simbolo del comune di Montegrotto che, nonostante il suo indiscusso valore, per quasi 33 anni è rimasto inutilizzato e lasciato al degrado, escludendo due tentativi di salvaguardia (l’acquisizione del complesso, da parte del Comune, nel 1972 e il recupero del rustico nel 2001 da parte dell’amministrazione).

Essendo questo il principale obiettivo, stupisce il comportamento dell’attuale Amministrazione nei confronti di un’Associazione che, di fatto, opera da 9 anni nell’interesse della collettività, per il recupero di un luogo storico che ha un legame con il territorio e i suoi abitanti molto profondo, oltre ad essere regolarmente iscritta  nell’Albo delle Associazioni del Comune di Montegrotto Terme dal 17 giugno 2006. Data dalla quale non è stato cambiato lo Statuto, noto all’Amministrazione Comunale nei suoi contenuti e finalità apartitiche, di promozione sociale e culturale, di valorizzazione ambientale e senza scopo di lucro. Invece di essere sostenuta in questo percorso di recupero l’Associazione ha infatti ricevuto una diffida da parte del Sindaco ad usare il nome Villa Draghi, il Sito, le foto di Villa e Parco ed infine la richiesta di modificare lo Statuto: in sostanza, un tentativo di limitare la libertà di associazione e l’espressione di chi sente il dovere di segnalare le condizioni del nostro territorio.

Villa Draghi e il suo parco versano in uno stato di degrado insostenibile e la Villa, nonostante i lavori di restauro, manca ancora di agibilità e ascensore. Nonostante ciò l’amministrazione ha recentemente approvato un regolamento che rende il complesso usufruibile, previa autorizzazione e a discrezione del sindaco. Per non parlare della cauzione di 1000 euro da versare, che permetterebbe l’utilizzo della villa ad una sola fascia di popolazione non distinguendo, inoltre, fra associazioni no profit ed attività economiche di natura privata. Anzi, l’obiettivo del Sindaco è proprio quello di consentire al complesso di sostenersi da solo, e per ottenerlo si pensa di utilizzare la proprietà per matrimoni ed eventi remunerativi; obiettivi, quindi, che molto si discostano dallo scenario immaginato dall’Associazione presieduta da Luisa Calimani, che vede invece nella Villa e nel parco circostante un potenziale luogo di aggregazione per tutti i cittadini. Molte sono infatti le iniziative di successo organizzate che hanno richiamato tante persone e famiglie: visite guidate che in passato hanno coinvolto anche altre Associazioni come l’Unione Parkinsoniani di Padova, o la Festa degli Aquiloni e tante altre iniziative che puoi trovare nel sito, http://www.villadraghi.com.

L’Associazione ha quindi fatto partire una contro diffida, ribattendo punto per punto alle tematiche sollevate dai legali del sindaco Bordin. In particolar modo si è tenuto a sottolineare che l’Amministratore Comunale non è proprietario del bene comune “Villa Draghi”: esso è invece rappresentante della “Comunità Comunale”, ai sensi della vigente legge comunale e provinciale, e ne ha solo la gestione. Il vero proprietario è dunque la “Comunità” costituita dal complesso dei cittadini del Comune. L’Associazione agisce raccogliendo una “parte” di cittadini che, con impegno civico assolutamente gratuito, agisce per il bene comune di tutti i cittadini. L’Ente Comune ha l’obbligo costituzionale di “favorire” questa attività di interesse generale, come recita l’art. 118, non boicottarla.

Anche la diffida ad usare il nome di “Villa Draghi” ha un che di sorprendente: è stato infatti lo stesso Comune di Montegrotto ad approvare e recepire la denominazione dell’Associazione inserendola nell’elenco delle Associazioni riconosciute dal Comune.A tal proposito si vuole ricordare che l’Associazione è nata senza scopo di lucro, avendo quale finalità lo sviluppo culturale, la sua importanza associativa è riconosciuta sia dalla L.R. n.55/1983 sia dall’art.9 della nostra Carta Costituzionale che proclama l’assoluta libertà della cultura e della ricerca: libertà di darsi una propria denominazione sociale.

La diffida sembra dunque alterare profondamente il principio fondamentale contenuto nel terzo comma dell’art. 6 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, offrendo invece una visione assolutamente distorta del ruolo del Comune,che risulterebbe avere non già il dovere di favorire e sostenere la partecipazione dei cittadini, ma il potere di impedirne le iniziative.

Invece di utilizzare i soldi pubblici per diffidare attività associative, l’amministrazione dovrebbe piuttosto guardare alle opportunità di collaborazione che queste hanno da offrire: tante sono infatti le iniziative portate avanti dall’Associazione Villa Draghi, tutte mirate alla valorizzazione del complesso e all’avvicinamento dei cittadini alla storia del proprio territorio. Fra tutte vogliamo ricordare “Fiabe e leggende su villa Draghi”, un progetto portato avanti con le scuole di Albignasego che punta a favorire l’incontro dei bambini con il l’area, organizzando visite guidate, promuovendo concorsi di poesie e disegni, aiutando gli alunni a scrivere brevi racconti fantasiosi con protagonisti i fiori, le piante, gli animali e il “draghetto” di Villa Draghi. Iniziativa, questa, che potrebbe estendersi anche ad altre scuole della Provincia che si volessero avvicinare al mondo dei Colli in maniera giocosa e istruttiva (chi fosse interessato a questo tema può trovare maggiori informazioni qui o inviare una mail all’indirizzo riccardo.monaco@parte.it).

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