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presidio 13 maggio 2014 (1)Una nuova infrastruttura autostradale, in fase di progettazione, che partendo da Orte, dovrebbe procedere fino a Mestre (la Nuova Romea Commerciale), attraversando cinque regioni, 11 province e 48 comuni, rischia di essere l’ennesimo episodio del consumo del suolo che cancella ogni anno importanti porzioni di territorio nel nostro paese.

In Italia il tasso del consumo del suolo è pari al 7,3 % all’anno (mentre negli anni’50 era fermo al 2,9%, come documentato dal dossier di Legambiente “Basta case vuote di carta“). In tre anni abbiamo perso, secondo Ispra, ben 720 chilometri quadrati di suolo.  Dei 22mila chilometri quadrati urbanizzati in Italia, il 30% è occupato da edifici e capannoni, il 28% da strade asfaltate e ferrovie.

In Veneto il tasso di consumo di suolo è oltre il 10% all’anno e, sotto questo aspetto, è assolutamente rilevante l’impatto dei nuovi progetti autostradali, con gli oltre mille chilometri di nuove autostrade previste in tutta la pianura padana dai governi regionali e nazionale. È il caso dell’autostrada Orte-Mestre, il cui tracciato prevede solo in parte la riqualificazione della E-45, si sviluppa in parallelo alla SS 309 Romea e ha numeri da brivido: 396 km di lunghezza, 139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli, con conseguenti danni a carico di importanti zone di interesse storico, paesaggistico e ambientale, con la perdita di ulteriore suolo agricolo ed il relativo aumento del rischio idrogeologico.

Ma la contrarietà all’opera non è dettata solo dalla preoccupazione per il consumo di suolo: i flussi di traffico attuali e le previsioni future non giustificano in alcun modo la costruzione della nuova autostrada, un inutile doppione delle esistenti A-1 e A-14/A-13.

Infine,la realizzazione della Orte-Mestre costerà 10 miliardi di euro (esclusi i costi dovuti a eventuali impatti a cose e persone) e sarà finanziata attraverso i noti “trucchi” del project financing, dei project bond e della defiscalizzazione. Tre meccanismi con cui le casse dello Stato copriranno i mancati rientri dei debiti contratti dalle imprese private, aumentando di fatto il debito pubblico presente e futuro.

Legambiente si oppone fermamente a questo progetto, perciò lo scorso 13 maggio, con i circoli di Saonara-Vigonovo, Riviera del Brenta e Piove di Sacco, ha effettuato un blitz ambientalista a Codevigo (Padova), dove nella campagna retrostante, pochi metri dall’attuale strada Romea, potrebbe concretizzarsi il progetto del nuovo asse viario da Orte a Mestre. Inoltre, Legambiente ha lanciato https://stopalconsumodisuolo.crowdmap.com/, un  portale nazionale creato perfavorire, grazie alle segnalazioni di tutti, un monitoraggio  dei  luoghi che rischiano di sparire, se non si cambiano le politiche, cancellando previsioni di piani urbanistici, progetti di grandi infrastrutture, piccole e grandi lottizzazioni che minacciano il suolo sopravvissuto a mezzo secolo di aggressioni alle terre fertili e alle aree naturali.

Dal comunicato stampa di Legambiente Veneto

A cura di Silvia Rampazzo, redazione ecopolis

One Response to “Autostrada Orte-Mestre, infrastruttura inutile”

  1. crotti scrive:

    Perfettamente d’accordo con il pezzo appena letto.
    C’è però qualcosa da aggiungere, proprio in merito alla sua sconvenienza strategica ed economica.
    La Mestre-Orte, in realtà arriva a Civitavecchia. Basta leggere i giornali locali.

    Il porto laziale avrà 18 mt di pescaggio, permettendo alle grandi portacontainer di attraccare sul Tirreno e di non dover risalire e ridiscendere l’Adriatico. In sostanza i Veneti e la loro dirigenza , sia politica che Confindustriale, sono così idioti da portare via camion le loro merci fino a Civitavecchia rendendo inutili o comunque improduttive altre opere infrastrutturali che pur pretendono: il Terminal off shore veneziano, la TAV corridoio 5, non avranno merci da movimentare (già ora, almeno, convengono sul fatto che non vi siano passeggeri sufficienti).
    Purtroppo una grande e molto confusa sostenitrice di tutte queste opere è la vice segretaria del Part Dem, Governatrice del FVG e resp, naz. per il suo partito per le Infrastrutture, Debora Serracchiani. (ma anche Zanonato)

    Se in autunno il Part Dem farà le sue Primarie per le Regionali in Veneto, forse è il caso di mettere subito sul tavolo della programmazione e della politica queste scelte sconsiderate.
    saluti
    C. Crotti

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