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Ecco Ecosistema urbano, la “fotografia ambientale” dei capoluoghi che Legambiente scatta annualmente, in collaborazione con il Sole 24 Ore, giunto alla 19esima edizione. I dati sono stati forniti dai Comuni, e in alcuni casi dall’Istat e riguardano l’anno 2011.

Facendo un confronto con i dati dell’anno precedente salta subito all’occhio dove la città fa passi in avanti verso la sostenibilità ambientale avanti o dove invece peggiora. Il raffronto dei dati, pessimi sul versante mobilità e smog, positivi nel settore delle energie rinnovabili, contraddittori per gli altri indicatori, dipinge una città senza un nitido e globale impegno verso la sostenibilità urbana e fa giustizia delle troppe operazioni di sola immagine dell’Amministrazione.

A parte singole, rare eccezioni individuali, è il governo della nostra città, nel suo  complesso, a non vedere ancora l’ambiente come opportunità di sviluppo. Né il governo cittadino vede l’ambiente come elemento che deve attraversare e coordinare le altre politiche. Ad esempio la politica urbanistica continua la corsa all’edificazione con tutti i guasti a cascata che comporta: aumento della mobilità privata, inquinamento, perdita di qualità territoriale. La città sostenibili invece, insieme alla costruzione di un’economia a bassa emissione di anidride carbonica e la messa in sicurezza dei territori e degli edifici, rappresentano la via maestra per uscire dalla crisi economica e dal declino.

Ma vediamo gli indicatori di Ecosistema urbano nel dettaglio (vedi anche tabella comparativa allegata – clicca qui per visualizzarla):

Mobilità ed inquinamento atmosferico

Qui tutti i parametri tratteggiamo un quadro in peggioramento, o nel migliore dei casi stazionario.

La media annuale delle polveri sottili –PM10- passa dai 37,7 microgrammi per metrocubo d’aria del 2010 ai 43,7 del 2011, laddove il limite di legge è 40 microgranni. I superamenti del limite di legge giornaliero sono stato 96 contro i 35 ammessi dalla legge. I giorni di superamento dell’ozono (media di tutte le centraline) passano da 47 ad 83, quando il limite di legge è 25.  La media annuale del Biossido di azotoNO2 – passa da 39,7 microgrammi per metrocubo d’aria a 43,7 contro i 40 del limite di legge.

Questi dati negativi sono la diretta conseguenza della mancanza di adeguate politiche di contenimento del traffico, che in città è il principale responsabile dello smog.

Infatti diminuisce ancora l’offerta di trasporto pubblico in città (dovuta principalmente ai tagli di Stato e Regione). La percorrenza annua per abitante dei mezzi pubblici (Km/vettura/abitanti/anno) scende dai 32 del 2010 ai 29 del 2011e quindi la media dei viaggi per abitante anno scende da 150 a 146. Tanto è vero che non diminuisce il numero di auto circolanti nel Comune: 58 ogni 100 abitanti come nel 2010. Idem per i motocicli 13 ogni 100 abitanti, come nel 2010. Nessun passo in avanti per le isole pedonali che nel 2011 restano a 0,79 metri quadri per abitante come nel 2010, né per la Zona a Trafico Limitato che resta di 6.07 metri quadri per abitante, e dove, per altro non è rispettato il limite di velocità a 30 chilometri orari che vige in tutta la ZTL. Stazionarie anche le piste ciclabili.

Dati che denunciano la mancanza di concrete politiche per la mobilità sostenibile, per il contenimento del traffico e il supporto al trasporto pubblico ed ad altre modalità alternative ad auto e furgoni per lo spostamento di persone e merci.

Consumi, sprechi e rifiuti

Il quadro in questo settore è contraddittorio.

Diminuiscono le perdite della rete idrica, che dal 35% del 2010 passano al 32 % del 2011. Conseguentemente anche l’acqua potabile consumata diminuisce dal 155,8 litri al giorno per abitante a 145,2 litri. Anche la capacità di depurazione delle acque reflue migliora passando dall’87% degli abitanti allacciati al depuratore del 2010 al 93% del 2011.

Negativo, invece il dato riguardante i consumi elettrici domestici, che aumentano: 1303 chilowatt per abitante nel 2011 contro i 1285 del 2010.

Rifiuti urbani: la produzione procapite diminuisce nel 2011, con 659 chili all’anno contro i 691 del 2010. Effetto della crisi economica (che incide sui consumi e quindi anche sui rifiuti) o delle campagne di sensibilizzazione alla riduzione? Migliora la raccolta differenziata che guadagna un punto, passando dal 42% del 2010 al 43% del 2011, dei rifiuti urbani prodotti, beneficiando del passaggio al porta a porta a Camin, ma non ancora di quello negli altri quartieri, dati che peseranno il prossimo anno.

Verde

Stazionaria, quindi non positiva, la situazione del verde a Padova. Nel 2011 i mq per abitante di verde urbano fruibile restano 12,24, come nel 2010. Così come per le Aree Verdi totali: ferme a 526 mq di aree verdi per ogni ettari di superficie comunale (le aree verdi totali comprendono anche il verde non fruibile dai cittadini).

Energie rinnovabili

Va decisamente meglio per gli impianti di energia rinnovabile installati su edifici di proprietà comunale. Vistosa la crescita del solare fotovoltaico che passa dai 2,91 Kilovatt ogni 1000 abitanti del 2010, ai 28,24 kilowatt nel 2011. Bene anche per il solare termico i che passa da 0,22 metri quadri ogni mille abitanti a 0,38.

 Consumo di suolo

Il PAT (il nuovo piano regolatore) di Padova,  infatti, è assolutamente sovradimensionato: aggiunto alla volumetria ancora edificabile del vecchio Piano Regolatore, di 2.607.892 metri cubi altri 2.084.232 mc. per un volume edificabile totale di 4.692.124 metri cubi. Una spaventosa colata di cemento. A chi possa servire questa nuova volumetria  non si capisce, visto che la popolazione in città sta diminuendo e che ci sono già più di 7000 case che non riescono ad essere vendute.

Chi volesse il dossier completo di Ecosistema Urbano può richiederlo all’ufficio stampa nazionale di Legambiente 06.86268379-99-53-76

Lucio Passi – Portavoce Legambiente Padova

2 Responses to “Padova, la città immobile”

  1. Giovanni ha detto:

    scusate ma non capisco.
    Pochi giorni fa su IPadovaOggi, il portale del comune, leggevo questa notizia: “DIFFERENZIATA, PADOVA AL TOP: nella classifica regionale della raccolta differenziata, Padova si conferma al secondo posto con il 60%, insieme a Verona, (…) classifica presentata dall’omonimo Osservatorio a Palazzo Balbi,” e poi seguivano le altre città.
    Qui voi parlate di raccolta differenzaita salita al 42%. Una bella differenza.
    Chi ha ragione?
    Non è che Legambiente è troppo severa?
    così non si aiutano gli sforzi dell’amministrazione!

    ecco la fonte http://www.ipadovaoggi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10422:raccolta-differenziata-padova-seconda-con-il-60&catid=1:ultime-notizie&Itemid=106

    • ecopolis ha detto:

      Caro Giovanni
      non è Legambiente ad essere severa.
      I numeri riferiti alla RD pubblicati in Ecosistema urbano ci sono stati forniti dall’Amministrazione Comunale (come tutti i dati contenuti nel rapporto). La città di Padova nel 2010 era al 42% di RD, nel 2011 è salita al 43%.

      Il dato pubblicato nel comunicato stampa cui lei fa riferimento riguarda L’INTERA PROVINCIA (peccato che non sia stato specificato in nessun punto dell’articolo di IPadovaOGGI!!!).

      L’ottima performance totale dei comuni in PROVINCIA di PADOVA è dovuta principalmente ai risultati nel Bacino Padova 3 (estense) e Bacino Padova 4 (piovese) dove TUTTI I COMUNI hanno ampliamente superato il limite di legge del 65%, toccando cifre medie di raccolta differenziata del 75-80%.

      Sono marziani? no, semplicemente adottano da anni il porta a porta.
      Per questo motivo Legambiente da molto tempo chiedeva l’adozione di questo modello di raccolta anche a Padova; ed oggi che viene attuata in modo sperimentale siamo presenti nei quartiere per spiegarla ai cittadini.

      redazione di ecopolis

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