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carottaLa sedia vuota. Nel confronto tra i candidati a Sindaco con Legambiente e le altre associazioni ambientaliste di venerdì scorso, ha spiccato l’assenza del sindaco «reggente» Ivo Rossi.

Ha declinato l’invito, il che la dice lunga sul suo interesse a confrontarsi con il Terzo Settore e associazionismo…ci sarebbe piaciuto chiedergli perché ha siglato un patto con l’Ascom promettendo un parcheggio all’ex caserma Prandina, quando 10 giorni fa una marcia di 700 persone e una trentina di associazioni ne chiedevano la trasformazione a verde pubblico, come previsto da molto tempo. Oppure di come intende realizzare il parco agropaesaggistico dopo aver approvato la lottizzazione di un ampio terreno agricolo a Brusegana. Inoltre ci avrebbe potuto illustrare la sua idea di mobilità sostenibile, nuove linee tram e forme della città.

Rispetto ai 6 candidati presenti, per una cronaca più puntuale con le domande specifiche e risposte date rimandiamo all’allegato. Qui preferiamo tratteggiare alcune impressioni generali. In controluce alla richieste contenute nella cartolina “Via le mani dalla città”.

Il programma e il rapporto con la città – Francesco Fiore e Maurizio Saia hanno un programma articolato su questi temi, costruito in modo partecipato nei mesi passati, ascoltando e confrontandosi con cittadini e associazioni. Ci tengono a sottolinearlo e rimandano spesso ad approfondimenti. Ambedue sono molto perplessi sul nuovo Ospedale, vogliono vederci chiaro rispetto ai costi  e al rischio di drenare risorse e Saia propone un metodo: il referendum consuntivo.

La coerenza – Daniela Ruffini strappa spesso gli applausi. Non si sottrae a discutere questioni spinose dando soluzioni differenti a quelle fin qui ricercate: su auditorium, trasporto pubblico, gestione del verde: ha una freccia in più nel suo arco: quella della coerenza. Ricorda infatti i molti voti contrari che ha espresso in Consiglio Comunale rispetto a proposte non convincenti dell’amministrazione Zanonato-Rossi. “Non parlo in funzione della platea che ho davanti, la mia storia è lì a dimostralo, sapete da dove vengo e che cosa ho fatto”.

Uno slancio nuovo – Colasio e Fiore sono quelli che più di altri riescono a comunicare una visione complessiva ed innovativa per Padova, dalla quale derivano investimenti, opportunità, lavoro, economia. Andrea Colasio, in maniera immaginifica e forbita – ci ha parlato delle vocazioni di Padova: essere una grande capitale d’arte, un unicum irripetibile, non replicabile. A partire da questo deve derivare la politica urbanistica e di mobilità. Francesco Fiore invece coglie alcune opportunità normative europee di futura applicazione in campo di edilizia e risparmio energetico (ad es. la normativa sulle case ad emissione quasi zero) per proporre a Padova di anticiparle come città-modello che sperimenta nuove tecnologie e le modalità di applicazione. L’obiettivo? sviluppare nuova imprenditoria e diventare leader in un comparto – quello dell’edilizia – altrimenti fortemente in crisi.

Pragmatismo e esperienza – Massimo Bitonci è stato pacato e asciutto. Forse non si sente in sintonia con la platea, immaginata più propensa ad altri candidati. Dall’esperienza di Sindaco per 10 anni a Cittadella recupera alcune proposte (la riqualificazione della cinta muraria e il lavaggio delle strade) che vuol portare a Padova per risolvere due problemi: la tutela del patrimonio artistico e la lotta al PM10. Non favorevole al nuovo ospedale, non ha mai ricordato Luca Zaia dal quale lo dividono alcune idee: in primis sicuramente l’opportunità dell’investimento su nuovo Ospedale fortemente voluto dal Governatore del Veneto. Mentre, non citandolo, lo assolve da ogni responsabilità rispetto al mancato finanziamento regionale al trasporto pubblico, che ha già causato tagli ai servizi ed aumenti dei costi per gli utenti (e altri ne comporterà), e sul Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, incentrato sul cemento.

A macchia di leopardo – idee condivisibili qua e là sono quelle espresse da Giuliano Altavilla (“è l’efficienza delle abitazioni la chiave di svolta per il risparmio energetico domestico”, il Parco delle mura e il ridimensionamento del PAT) insieme però ad affermazioni più vaghe e meno condivisibili (il no al tram, un eccessivo e continuo riferimento al ricorso alla consultazione web dei cittadini).

Alcuni punti programmatici sono emersi come comuni a tutti e vanno nella direzione da noi auspicata: sì all’idrovia e al suo completamento come canale navigabile, lo stop al consumo di suolo passando attraverso la revisione del PAT e PRG, il risparmio energetico.

Questo forse permetterà – aldilà del Sindaco eletto – di trovarsi di fronte ad un Consiglio Comunale che si riapproprierà della sua centralità. Quello che Legambiente ha auspicato nelle conclusioni è che non sia solo un organo che ratifica deliberazioni di maggioranza ma entra nel merito della discussione e lavora ad elaborare proposte, non soltando pre-definite in base alla logica delle appartenenze, ma frutto del confronto ed alleanze -anche trasversali- su temi che interessano un futuro diverso e sostenibile per Padova.

Legambiente Padova

2 Responses to “Oltre la sedia vuota. Impressioni dal confronto con i candidati a Sindaco”

  1. spartaco vitiello scrive:

    L’ampia sensibilità sui temi ambientali dichiarata dai candidati sindaco è certamente positiva. Personalmente mantengo notevoli perplessità sul considerare il si all’idrovia un dato scontato. Certo non è possibile dirottare il consistente budget già stanziato verso opere di sistemazione idraulica più adeguate ed efficaci, ma devo dire che non sono ancora riuscito a trovare un documento che analizzi a fondo tutte le criticità di questo progetto, per cui non riesco veramente a capire come questo consenso si sia formato.

  2. Diego Bramanti scrive:

    Massimo Bitonci ha fiutato l’aria e si dice contrario all’ospedale, facendo finta di ignorara che è un progetto di governatore leghista Zaia.
    Poi, fa finta di non sapere o capire che gli aumenti dei biglietti dei treni regionali ed autobus cittadini dipendono dalla politica della coppia Zaia-Chisso (Lega-PDL) …. troppo comodo, abbiamo capito che di te non ci si può fidare, neanche il coraggio di difendere le idee del tuo partito. Alla faccia della coerenza.
    Nessun voto a Bitonci

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