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casa studenteAl Magnifico Rettore Giuseppe Zaccaria e a tutto l’Ateneo dell’Università di Padova.

Questo appello, promosso da il Sindacato degli Studenti, e da ASU (Associazione Studenti Universitari), ha lo scopo di segnalare un triste esempio di degrado urbano, per il quale la nostra Università si è resa sfortunatamente responsabile.

Ci riferiamo al complesso, ormai da anni abbandonato, formato dalla Casa dello studente “A. Fusinato” e dall’adiacente ex mensa Marzolo. Sito nel cuore di Padova, questo stabile di grandi dimensioni ha rappresentato, fino all’anno della sua chiusura nel 2009, una delle più importanti strutture dell’Ateneo, adibito all’erogazione di servizi fondamentali per gli studenti.

Le associazioni promotrici dell’appello riconoscono le difficoltà legate alla ristrutturazione e riapertura di una struttura così imponente. Tuttavia ritengono che si possa comunque cominciare, tenendo conto che allo stabile è annessa un’area verde di oltre 2000 mq, anch’essa in uno stato di totale abbandono.

La nostra proposta è di aprire un tavolo di discussione per progettare la riqualificazione di tale area verde; riqualificazione che dovrà prevedere una partecipazione diretta dei rappresentanti degli studenti.

L’obiettivo è quello di convertire tale spazio in una zona di aggregazione attrezzata allo studio, aperta a tutti gli studenti e alla cittadinanza. Senza contare che la riapertura di un polmone verde in piena zona universitaria sarebbe una grande vittoria per tutta la città.

Per dimostrare la sensibilità degli studenti, e dei cittadini padovani, le associazioni sopra citate si impegnano in una raccolta firme, che presenteranno assieme ad una prima proposta di progetto. I rappresentanti, e tutti gli studenti, che vorranno sostenere questo progetto si impegnano in prima persona nella pianificazione del recupero ed anche nella sua attuazione pratica.

A questa campagna di raccolta firme (scarica qui il modulo) aderiscono anche WWF Padova e Legambiente.

Il Sindacato degli Studenti

ASU – Associazione Studenti Universitari

8 Responses to “Casa dello Studente: la proposta arriva proprio da loro”

  1. Vincenzo De Filippis ha detto:

    Appoggio la proposta.
    Vincenzo De Filippis

    Professore Associato di Biochimica
    Dipartimento di Scienze del Farmaco
    Universita’ di Padova

  2. Maria Teresa Conconi ha detto:

    Finalmente! Sostengo la proposta con entusiasmo. Grazie ragazzi!

  3. Patrizia Debetto ha detto:

    Condivido a pieno le motivazioni della proposta degli studenti che appoggio senz’altro. Un sentito grazie ai nostri bravi giovani.

  4. Giacomo ha detto:

    E dove si può firmare? E’ già iniziata la raccolta firme?

  5. Siamo lieti di vedere che il tema della riqualificazione e riconversione degli spazi abbandonati a luoghi verdi di aggregazione sia sentito in questa città e vi ringraziamo per l’appoggio che ci date, con la preghiera di diffondere questo nostro appello.
    Lo potete firmare tramite moduli cartacei presso la sede dell’Asu, in via Santa Sofia 5, oppure nei banchetti informativi organizzati dai ragazzi de Il Sindacato degli Studenti e Asu presso le mense universitarie, nelle piazze e al Summer Student Festival (dal 30 maggio al 6 giugno).

    • ecopolis ha detto:

      scusate, è saltato il link al modulo per la raccolta firme!

      Lo trovate qui, scaricatelo e firmate.
      Lo potete restituire presso la sede di ASU e Sindacato degli Studenti in via Santa Sofia 5, Padova o negli altri luoghi indicati nel post sopra

  6. A Napoli, grazie al crowdfunding, il restauro di un antico chiostro nel centro storico della città potrà essere realizzato.
    Il progetto, lanciato sul sito specializzato “Kickstarter” qualche mese fa è andato a buon fine e sono stati raccolti oltre 90 mila euro, grazie ad oltre 300 donatori, in parte stranieri, che hanno contribuito con cifre variabili, da poche sterline fino a oltre 5 mila.
    Potrebbe essere un’idea.

  7. Roberta ha detto:

    Ma…c’è già un gruppo di studenti che ha occupato gli spazi della mensa marzolo e i giardini adiacenti, sistemati e resi fruibili! fin da febbraio! Ora c’è un’aula studio, iniziative, spazi comuni… Gli spazi verdi e il campo da calcio annesso sono stati ripuliti
    e sono nati pure due piccoli orti. (qui la pagina facebook: https://www.facebook.com/marzolo.occupata ) Altro che partecipazione diretta dei rappresentanti degli studenti…lì la partecipazione diretta è già degli studenti stessi in prima persona singolare.
    Il contenzioso legale Esu-università sta bloccando l’utilizzo del complesso fusinato e ci vorranno tempi biblici prima che la questione venga risolta. I ragazzi hanno quindi scelto di occupare quei luoghi per protesta in maniera informale spontanea e autogestita, e renderli fruibili a tutti. Si può anche non condividere con loro il metodo, gli obiettivi, le idee…ma da qui a non citarli neanche, né intavolare con loro un dialogo! Magari prima di sottoscrivere appelli, fare pressione sulle istituzioni e uscire sul Mattino sarebbe corretto quantomeno la discussione e il confronto. Così si rischia di metterli ulteriormente nei guai auspicando indirettamente sgomberi e denunce. Perché?

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