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PADOVA 01/04/2011 ©BERGAMASCHI MARCO  ESTERNO CASERMA ROMAGNOLIDomenica 11 Marcia per la Pace; tra gli obiettivi quello di attirare l’attenzione su due “vuoti urbani” presenti all’interno del comune di Padova, per i quali non si conoscono le sorti future. Due ex caserme da riconvertire ad un uso sociale e pubblico.

La prima è l’ex Caserma Romagnoli, abbandonata a seguito della riforma che cancellò il servizio di leva obbligatorio, attualmente è in stato di abbandono e degrado (vedi video di Bruno Maran). All’interno delle sue inaccessibili mura si nasconde un’ampia area composta da vari edifici militari e da estese zone verdi. Non lontano da essa si trovano il Parco Brentelle e l’argine della Brentella, luoghi ideali per praticare attività sportive, passeggiare e fare giri in bicicletta. A sud dell’ex caserma estese aree sono riservate ad attività di formazione agro-alimentare, sfruttate dagli alunni dell’Istituto di Agraria per la coltivazione di prodotti successivamente venduti dagli stessi.

Gli spazi dell’ex Caserma Romagnoli non possono continuare ad essere sottratti alla città, ma devono esser ridati alla collettività: si possono infatti ricavare luoghi in cui organizzare eventi ricreativi, o dove praticare attività agricole tali da poter contribuire all’approvvigionamento sostenibile di chi vive nei dintorni. A tale proposito le aree attorno all’Istituto di Agraria possono essere utilizzate per espandere le attività di formazione che già l’istituto pratica, mentre gli spazi della Caserma potrebbero diventare sede di attività di ricerca e di laboratorio in campo agronomico; inoltre verrebbero creati punti vendita di prodotti di qualità e a produzione locale, coltivati dall’istituto scolastico e dalle aziende agricole collocate nel vicinato.

Un ulteriore “vuoto urbano” collocato al centro della città è l’ex Caserma Prandina, estesa per 65.989 mq, della quale si iniziò a parlare già nel 1957 con il Piano Regolatore Generale, che prevedeva che parte dell’area di proprietà militare fosse convertita a verde pubblico. Nel 1971 è stato approvato il disegno di legge che autorizzava lo Stato a vendere al comune di Padova una parte dell’immobile pari a circa 49.000mq.

Attualmente la proprietà dell’area è dell’Agenzia del Demanio, la quale l’ha provvisoriamente affidata ai Vigili del Fuoco, alla Forestale e alla Prefettura, che ne usa un fabbricato come archivio. All’interno dell’ex caserma è già presente un grande spazio verde, oltre a numerosi fabbricati del Novecento classificabili come archeologia industriale.

Le sue sorti sono state prese in considerazione dall’attuale amministrazione, la quale prevede la costruzione di un parcheggio per 500 posti auto e la chiusura del parcheggio in Piazza Insurrezione. Questo “trasferimento” potrebbe provocare un ulteriore incremento del traffico all’interno delle mura padovane, dato che un parcheggio così grande all’interno del centro storico presenta tutti i presupposti per diventare un nuovo attrattore di traffico. Gli spazi dell’ex Caserma Prandina potrebbero invece conoscere sorti migliori, come la trasformazione in parco, ilrecupero delle palazzine di archeologia industriale, o l’affidamento a cooperative di giovani per avviare attività culturali e coworking.

Numerose sono le idee di come recuperare lo spazio all’interno delle Caserme (vedi convegno Mir del 2011), ma a distanza di decine d’anni le sorti di queste aree, dense di storia, sono ancora sconosciute.

Per approfondimento leggi qui la scheda sull’Area Brentelle, la prima di una serie di approfondimenti che raccontano storia, situazione attuale e prospettive future sui Luoghi del Paesaggio per il Parco agro-paesaggistico-metropolitano.

Anna Lorenzetto, Legambiente Padova

Sintesi a cura di Marco Perini, redazione di ecopolis

One Response to “Spazi inutilizzati, “marciamo” per la riconversione delle ex Caserme”

  1. Legambiente Padova ha detto:

    ecco come è andata …. 700 persone in marcia !!! ecco le foto https://www.facebook.com/media/set/?set=a.670608656310132.1073741842.268536013184067&type=1

    ora la Prandina non può diventare un parcheggio, se lo ricordino i candidati a Sindaco

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