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perequazione_Monte_Rua_impattoLa Giunta di Padova ha approvato una lottizzazione a Brusegana in un’area agricola compresa tra il supermercato Top Ten (fronte ex “Salata”), il Bacchiglione e il Brentella (clicca qui). Il progetto prevede una cinquantina di lotti con villette singole, bi-tri- quadrifamiliari e a schiera, per un totale di 43.938 mc, cui potrebbero aggiungersi altri 7.000 mc con l’approvazione del 2° stralcio.

L’avvallo al progetto da parte del Comune di Padova è assolutamente non condivisibile, innanzitutto perché sottrae all’agricoltura più di 50.000 mq di superfice permeabile in un’area soggetta sia al rischio di ristagno idrico, sia al rischio di esondazione dei fiumi, come indicato nella Carta delle fragilità del Piano di Assetto Territoriale. Giova poco a questo proposito ricordare che le sempre più frequenti piogge intense e le piene dei fiumi sono fenomeni in sé differenti: in quest’area infatti il rischio è doppio.

Il progetto di lottizzazione in via Monte Rua prevede uno scolo a cielo aperto che raccoglierà le acque, scaricandole sul Brentellae di qui poi sul Bacchiglione. Ma cosa accadrebbe se una forte pioggia avvenisse in contemporanea ad una piena del Bacchiglione? Nel 2010 e nel 2013 i due fenomeni si sono verificati a maggio, quindi nello stesso periodo stagionale, e nel febbraio di quest’anno è bastata la piena del Bacchiglione a impedire il deflusso del Brentella, provocando tracimazioni dei canali ad esso collegati proprio in questa zona. E allora perché non pensare alla prevenzione evitando di urbanizzare un’area a rischio?

Lo stesso CdQ 6 aveva espresso parere contrario, prevalentemente per l’impatto viabilistico lungo la già trafficata Via dei Colli, ma ancor più grave per noi è l’impatto edilizio in un’area censita come “ambito naturalistico di livello regionale”. A tal proposito, il documento finale del percorso partecipato sul Parco agro-paesaggistico indica, tra le sue finalità, la “riduzione del consumo di suolo e la salvaguardia dello spazio dell’agricoltura” e addirittura la “riconversione, dove possibile, di spazi urbanizzati per l’agricoltura e l’allevamento”, l’esatto contrario di quanto l’Amministrazione sta facendo!

Infine, con questo progetto il Comune si vanta di acquisire una quota dei terreni per la realizzazione di un parco pubblico; in realtà, col baratto della perequazione non si aumenta il verde e si permette anzi la cementificazione di terreni che andrebbero preservati. Il verde pubblico che ne risulterà sarà a destinazione agricola nelle aree di rispetto fluviale, che sarebbero rimaste comunque campi, e a destinazione parco a ridosso delle nuove case. Ma è davvero interesse della collettività realizzare e mantenere con soldi pubblici del verde pubblico di fronte alle nuove villette?

Il progetto di via Rua si poteva fermare se lo scorso 21 marzo il Sindaco Ivo Rossi non si fosse ostinato a voler approvare un PAT concepito nel 2009 e assolutamente inattuale, basato sulla previsione di 24.000 nuovi residenti in 10 anni a fronte di un effettivo calo di 4.000 unità negli ultimi 4, invece di optare per una sostanziale revisione. Per la legge veneta, il PAT può anche far decadere i piani urbanistici attuativi incompatibili con esso: un PAT diverso, che fermasse urbanizzazioni come questa per restituire ai terreni la loro vocazione agricola senza oneri per il Comune, era possibile, così come è ancora possibile una sua Variante. Ora, lo strumento che rimane per limitare i danni è quello della Variante. Per questo scopo, Legambiente e altre associazioni stanno raccogliendo le firme sulle cartoline indirizzate ai candidati sindaci delle prossime elezioni (firma anche tu, clicca qui) che verranno consegnate all’incontro pubblico di venerdì 16 maggio alla Fornace Carotta (partecipa anche tu, clicca qui per maggiori informazioni).

Sandro Ginestri, coordinatore Legambiente Padova

5 Responses to “Piove cemento a Brusegana”

  1. Sergio Lironi scrive:

    E’ da notare che una consistente parte dell’area rientra per legge tra le fasce di rispetto idrogeologico relative ai fiumi ed ai corsi d’acqua e dunque poteva considerarsi soggetta ad un vincolo ricognitivo che non richiede indennizzo.
    Si poteva quindi riconfermare la destinazione a verde pubblico di quest’area (com’era in precedenza) senza la corresponsione economica ai proprietari privati.
    L’Amministrazione (assessore Mariani) ha invece inserito queste fasce tutelate nell’ambito della perequazione, attribuendo loro un indice di edificabilità che i privati sfruttano nel cuore dell’ambito.

    C’è però un altro argomento su cui insistere: essendo stata delegata ai privati la formulazione del piano di lottizzazione, il piano attuativo approvato, marginalizzando e frammentando le aree -pur di consistente entità- da cedere al Comune, rende di fatto impossibile la progettazione di un vero e proprio parco agricolo e di una fattoria didattica (che pure l’amministrazione ha dichiarato di voler in futuro realizzare, non potendo sostenere i costi di realizzazione e di gestione di un parco urbano) in grado di risultare significativi dal punto di vista funzionale e paesaggistico ed in grado di autosostenersi economicamente.

  2. spartaco vitiello scrive:

    Costruire nuove case su terreno agricolo quando la città è piena di appartamenti vuoti è una follia, funzionale solo a chi ha il problema di trasformare i propri soldi ( evidentemente tanti ) in un bene reale.
    Siamo in grado di proporre modalità di gestione del patrimonio abitativo più funzionali agli interessi della collettività o dobbiamo rassegnarci a una realtà disegnata dagli interessi del capitale finanziario ?

    • Monica Fantini scrive:

      ciao Spartaco
      non ci conosciamo ma hai ragione, serve inventarsi una nuova modalità di gestione del patrimonio abitativo. Un tema che è uscito dalla attività politica e governativa da anni.
      Ma per restare sul concreto quello che mi fa incazzare è che speculazioni come queste vengano fatte con l’avvallo del PD + SEL. E io non voglio votare il populismo di Grillo, ma ….
      Grande rabbia e sconforto
      Monica di Albignasego

  3. lorenzo cabrelle scrive:

    Il PUA di Brusegana dimostra plasticamente come, nell’applicazione dell’istituto della perequazione urbanistica a Padova, l’interesse privato prevale su quello pubblico. La zona destinata ad essere edificata si mangia, infatti, il cuore della pregevole area di perequazione ambientale, mentre l’area da cedere al comune viene marginalizzata nelle fasce di rispetto fluviale del Brentella e del Bacchiglione. E’ necessario che il comune si riappropri della capacità di autorevole indirizzo nella formazione dei piani attuativi, affinché l’area destinata a servizi sia mantenuta nella consistenza e nella continuità necessarie a garantirne la migliore organizzazione e funzionalità. E’ inoltre opportuno che, al fine di conseguire questo obiettivo, il comune, oltre a modificare i propri regolamenti, assoggetti la trasformazione delle zone di perequazione ad un processo partecipativo.

  4. Devis Casetta scrive:

    Il PD padovano ed il suo vicesindaco reggente Ivo Rossi si pronunciano in campagn aelettorale per lo stop al consumo di suolo (fatti salvi i diritti acquisiti). Di acquisito non c’è niente finché l’amministrazione Comunale non approva un Piano o non rilascia un permesso a costruire. Inutilmente abbiamo cercato come Padova2020 di far ritornare l’ammninistrazione sui suoi passi, considerato che il PAT è un documento vecchio di 10 anni, scritto in periodo ante crisi economica e rimasto nei cassetti per 5 anni. Lo scenario globale è cambiato e Ivo Rossi non se n’è accorto. Continuiamo a cementificare in cambio di superfici cedute al pubblico che il Comune non sa cosa farsene perchè non ha soldi per realizzare nuovi parchi e manco i soldi per garantire un adeguato sfalcio di quelli esistenti. Ma llora cosa se ne farà di queste aree? Ne darà una destinazione agricola per affidarle in gestione a qualche cooperativa? Ma perchè invece di costruire case che resteranno vuote, il Comune non fa da regia ad una riorganizzazione efficace dell’agricoltura periurbana per fare produzioni a km 0 e tenere in piedi aziende agricole invece di continuare a dare sfogo ad una speculazione edilizia che non serve a nessuno?

    Di queste cose ne discutiamo oggi MARTEDI’ 13.05 alle ore 21 al BLACK EAGLE HOUSE in Via Sette Martiri 170. Saremo Francesco Fiore candidato Sindaco di Padova 2020 e il sottoscritto Devis Casetta, candidato capolista in consiglio comunale. Vi aspettiamo numerosi, il confornto e l’informazione sono essenziali

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