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Via le maniUn Parco Agro-paesaggistico esteso a tutta l’area metropolitana di Padova: questa è la proposta/richiesta avanzata da una trentina di associazioni culturali ed ambientaliste e da tutte le organizzazioni degli agricoltori, con la finalità di promuovere in positivo la valorizzazione di nuove forme di agricoltura multifunzionale sia in ambito urbano che periurbano, sostenute da una certificazione di qualità e da una immagine più positiva ed attrattiva del nostro territorio.

Nasce, questa proposta, dalla grande potenzialità del nostro territorio rurale,

considerato nei secoli passati una delle meraviglie d’Europa, meta obbligata di scrittori, poeti ed artisti: un patrimonio paesaggistico che si sarebbe dovuto gelosamente salvaguardare, risorsa fondamentale per ecologia, sicurezza e sovranità alimentare e anche a fini strettamente economici, essendo il turismo uno dei settori che potrebbero contribuire ad uscire dalla crisi che caratterizza i nostri anni.

Tutto ciò non è avvenuto. Il Veneto nei decenni scorsi è stato travolto da un’alluvione di cemento e asfalto, che ha cancellato le testimonianze del passato e che non ha saputo dar vita a nuovi paesaggi di una qualche valenza estetica e simbolica. Un’alluvione che non è derivata dall’abusivismo edilizio che ha caratterizzato molte regioni meridionali, ma che è invece stata il frutto di una regolamentata ed ordinata pianificazione urbana e territoriale: fallimento non solo per la classe politica che ha governato la Regione ma anche della stessa concezione dell’urbanistica, dei principi e delle metodologie utilizzate per la gestione del territorio. Un’urbanistica orientata soprattutto a favorire la crescita urbana, considerata condizione imprescindibile e motore di ogni possibile crescita economica.

È questa probabilmente una delle ragioni per cui il territorio rurale e l’agricoltura sono da sempre considerati la Cenerentola della pianificazione urbanistica: nelle cartografie di piano le aree agricole sono a lungo apparse unicamente quali zone di riserva per prevedibili future espansioni urbane.

In anni più recenti è stata in realtà richiesta una qualche differenziazione del territorio rurale. La legge 11/2004 della Regione Veneto prevede inoltre che i nuovi Piani di Assetto del Territorio (PAT) favoriscano sviluppo ed integrità delle aziende agricole tutelando, fra gli altri, i paesaggi rurali storici, gli ambiti di valenza naturalistica e/o paesaggistica, le aree ad elevata utilizzazione agricola.

Di fatto però dette indicazioni sono state largamente disattese: nessuna attenzione, infatti, viene normalmente prestata alle valenze agricole e paesaggistiche del territorio rurale, ed il limite SAU è applicato solo in relazione a nuove espansioni urbane anziché essere utilizzato per rimettere in discussione i vigenti sovradimensionati piani regolatori. Il tema dell’agricoltura, inoltre, non è stato incluso nella pianificazione sovra comunale (PATI), quando proprio questa scala consentirebbe di raggiungere un nuovo disegno territoriale.

La proposta di costruzione del parco agro-paesaggistico parte dal basso. Si tratta in primo luogo di mettere in rete le iniziative e le risorse che già oggi si muovono in questa direzione: mercati di prossimità per la vendita di prodotti a km zero, aziende ad agricoltura biologica o biodinamica, gruppi di acquisto solidale solo per citarne alcune. Una rete che si va formando anche grazie all’Associazione per il Parco Agro-paesaggistico Metropolitano (PaAM) e dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Padova che sta procedendo all’elaborazione di un articolato Piano d’Azione a ciò finalizzato, coinvolgendo tutti i portatori d’interesse con le metodologie partecipative di Agenda 21.

Il nuovo parco agricolo e paesaggistico potrà nascere esteso a tutto il territorio compreso tra Brenta e Bacchiglione, una grande “cintura verde”. Al Comune di Padova spetta il ruolo di capofila per la sua formazione. Prioritariamente serve che il Comune capoluogo (e contermini) definisca gli strumenti di pianificazione e programmazione per l’attuazione del Parco, in primis la perimetrazione delle area di tutela, quelle di maggior pregio e le vocazioni agricole. Un compito per la nuova amministrazione.

Sergio Lironi, Presidente Onorario di Legambiente Padova

 #1 – le richieste “Via le mani dalla città”: su smog e mobilità sostenibile (clicca qui)

3 Responses to “Caro Sindaco: cosa ti chiediamo sul verde”

  1. ecopolis scrive:

    giovedì 8 maggio dalle ore 17.00 alle 19.30 presso la sede di Informambiente, via dei Salici 35, Agenda 21 ha organizzato l’incontro di presentazione del documento finale che raccoglie le idee e le proposte emerse dal Gruppo tematico di Agenda 21 (oltre 40 fra associazioni, gruppi, professionisti, portatori di interessi) a sostegno della creazione del Parco agro-paesaggistico, con la presenza di Sindaco e 3 assessori competenti.

    Poichè l’iniziativa cade a 15 giorni dal voto, riteniamo che questa debba essere allargata alla partecipazione dei vari candidati Sindaco. Ognuno di loro deve poter conoscere un progetto che nasce dal basso, esprimersi e dichiarare le proprie intenzioni al riguardo. Nel pieno rispetto della metodologia partecipativa di Agenda 21.

    • Marina Mancin scrive:

      Carissimi,
      a proposito della vostra proposta di allargare l’incontro dell’08/05 di presentazione dei lavori di Agenda 21 sul Parco agro-paesaggistico metropolitano ai candidati sindaco, facciio presente che si tratta di un incontro squisitamente istituzionale, che vuole concludere un percorso Amministrativo partecipato.
      Per questo motivo ritengo improprio trasformare un’attività di questa Amministrazione in un momento oggetto di dibattito elettorale.
      Ricordo in ogni caso che Agenda 21, proprio perchè strumento di partecipazione è, ed è sempre stato, luogo aperto alla cittadinanza e anche in questa occasione lo sarà.
      Sarete quindi i benvenuti se vorrete partecipare.
      Cordiali saluti.

      Marina Mancin

  2. Andrea Nicolello scrive:

    disarmante la risposta di Marina Mancin ….
    se voleva “concludere istituzionalmente un percorso partecipativo” doveva fare attenzione alle date, da cui dipende la sua agibilità politica.
    Si è forse dimenticata, o fa finta di non capire, che l’unica conclusione possibile di un percorso partecipativo è quella sancita da un Atto Amministrativo che assume in toto, rigetta, o modifica -e quindi parzialmente acquisisce- ciò che è stato elaborato dagli stakeholders?

    Poichè la Giunta all’indomani dell’incontro dell’8 maggio non può fare nulla di tutto ciò, le vostre saranno solo parole, degne, ma sempre solo parole di alcuni candidati in campagna elettorale.
    Più serio sarebbe che ammetteste che il tempo non ha permesso una vera conclusione e apriste ad un confronto; per il bene del progetto e della città!
    Fareste più bella figura mettendo a disposizione del dibattito ciò che avete iniziato ma non avete potuto concludere. Partireste comunque da una posizione di vantaggio rispetto agli altri, voi almeno ci avete provato … (anche se alcuni atti amministrativi dei colleghi di Giunta non vanno proprio nella direzione del Parco, vedi conteggio sbagliato sulla SAU nel PAT segnalato formalmente 2 anni fa da Legambiente e mai corretto).
    Cordialità
    Andrea Nicolello, direttore di ecopolis

    ps: inoltre, facendo un incontro aperto ai tutti, sareste in linea con la Legge 28 del 22.02.2000, art. 9 che prevede che da giovedì 10 aprile a domenica 25 maggio 2014 (cioè dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto) è fatto “divieto per tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.
    senza contare tutte le restrizioni che scattano dal 26 aprile, 30 giorni prima del voto

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