Feed on
Posts
Comments

E’ alla firma del Presidente Napolitano il decreto-sviluppo o decreto per la “crescita”, approvato dal Parlamento la scorsa settimana e contenente interventi per la diffusione delle tecnologie digitali che di fatto porteranno ad un aumento della esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Le Associazioni che, come la nostra, si occupano di questo tema si sono attivate nelle scorse settimane con una petizione on-line e con delle lettere ai singoli deputati e senatori affinché si convincessero a non approvare il famigerato articolo del decreto che, da come era stato redatto in prima battuta, avrebbe liberalizzato l’installazione di ripetitori per la telefonia mobile obbligando i proprietari ad accettare sui propri immobili le antenne, di fatto minando lo stesso concetto di proprietà privata.

Il Parlamento ha poi glissato su questa norma, introducendo invece la liberalizzazione per scavi e condutture elettriche aeree e sotterranee necessarie per sviluppare la banda larga e ultra larga, riducendo i tempi dei permessi e indicando che “l’operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della propria rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettroniche. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione”. L’insulto alla proprietà privata sembra scongiurato ma in realtà ci impongono solo un modo più morbido per abituarci alla cosa, perciò dobbiamo aspettarci che in futuro la norma sulla liberalizzazioni delle antenne verrà riproposta e passerà, perché così vuole “big phone” nonostante le nostre proteste.

Ancora più grave è il fatto che è stata introdotta una modifica ai criteri di misurazione del campo elettrico e magnetico che aumenta sostanzialmente i limiti di esposizione (modifica che non era stata approvata lo scorso anno grazie alla caduta del governo Berlusconi). Il valore di attenzione – 6 V/m- (stabilito dalla tabella 2 all’allegato B del D.P.C.M. 8 luglio 2003), per i luoghi ove la permanenza umana e’ superiore a 4 ore giornaliere, sarà ancora applicato alle parti abitative compresi balconi terrazzi e cortili ma “esclusi i tetti anche in presenza di lucernai ed i lastrici solari con funzione prevalente di copertura, indipendentemente dalla presenza o meno di balaustre o protezioni anti-caduta e di pavimentazione rifinita, di proprietà comune dei condomini”. In sostanza in queste zona (ad es. nelle terrazze condominiali) saranno considerati i valori della tabella 1 dell’ Allegato B del citato vecchio decreto, ossia 20,40,60 V/m a seconda delle frequenze. I valori in queste zone dovranno essere rilevati e mediati su un arco di 6 minuti. Nel caso di edifici abitativi con permanenza superiore alle 4 ore i valori saranno invece la media nell’arco delle 24 ore, di fatto aumentando di molto l’esposizione della popolazione.

Questo facilitera’ lo sharing o co-siting: i gestori ne hanno bisogno perche’ la diminuzione delle tariffe sta comportando guadagni minori e concentrare molti impianti su di un unico traliccio costituisce un forte risparmio che pero’ fino ad ora comportava il pericolo dello sforamento dei limiti. Da oggi non sarà più così e questo gli semplificherà la realizzazione dei siti per la telefonia di banda larga mobile (LTE). Secondo il ministero i gestori potrebbero condividere circa 20 mila siti su 30 mila necessari per questa nuova rete mobile. Nulla importa se i cittadini dovranno subire più radiazioni. Così mentre il Consiglio d’Europa richiama i governi a fissare per l’esposizione a lungo termine alle microonde soglie preventive che non superino, in accordo con il principio di precauzione, gli 0,6 volt/metro e a ridurre, nel medio termine tale, valore a 0,2 V/M, il nostro governo spensieratamente aumenta una considerata soglia già molto alta dal mondo scientifico internazionale (non corrotto).

Le nostre preoccupazioni invece aumentano. La Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito le radiofrequenze come possibili cancerogeni e da più parti sono stati prodotti studi scientifici ben condotti sull’aumento di patologie legate all’esposizione a radiofrequenze in vicinanza a concentrazioni urbane di antenne per la telefonia mobile e di sistemi wi-fi, poco potenti questi ultimi, ma funzionanti a frequenze biologicamente attive. Le segnalazioni di disturbi legati alla elettrosensibilità sono in continuo aumento anche all’interno degli uffici sia pubblici che privati, senza contare poi i danni dovuti alla esposizione da telefoni mobili.

Certo non si torna indietro e il cellulare trilla nelle tasche di tutti grazie alle antenne che gli fanno da copertura, ma, forse non sarebbe meglio cominciare a far circolare di più l’informazione?

info@applelettrosmog.it

Laura Masiero pres. A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog)

One Response to “Decreto sviluppo, pericolo elettrosmog”

  1. anna Maria ha detto:

    assolutamente d’accordo con voi, questa tematica mi preoccupa da mesi, qui abbiamo un progetto approvato per un traliccio di 24 metri dove proprio la telefonia mobile e il segnale internet andava installato. Progetto sottoposto in sordina da un privato; ormai scaduto, forse in attesa di finanziamenti. Il comune ha promesso la banda larga a tutti e chi non ha l’antenna vicino adesso aspetta il “super collegamento”. Non ci si rende conto che nelle zone agricole con poca concentrazione abitativa il segnale per divulgare la banda larga sarebbe molto potente perche’ deve coprire una vasta area per ottenere gli utenti necessari per giustificare gli investimenti e non hai bisogno di essere vicino all’antenna per subire i pericolosi effetti delle radiazioni elettromagnetiche radio. La disinformazione e’ allucinante ma non si trova personale qualificato anche se si volessero organizzare eventi informativi come nel nostro caso. Le amministrazioni comunali, le scuole gli ambienti lavorativi sono tutti sotto una grande pressione dalle lobbi della telefonia mobile e l’attegggiamento generale e’ quello che e’ gia’ tutto intorno a noi e non ci si puo’ fare niente. Cosi’ anche dove si potrebbe fare molto per evitare la via del non ritorno non si fa niente, non c’e’ una rete informativa incisiva a livello nazionale a supporto dei singoli che si stanno svegliando a questa realta’ ed alla preoccupazione delle scuole che vedono i propri alunni sempre piu’ immersi nel mondo digitale e distaccati da quello sociale. Vi ho gia’ contattato perche’ ho organizzato un sondaggio nella nostra scuola per la raccolta di fondi per fare una conversione via cavo nella scuola. Il prossimo passo dovrebbe essere una campagna informativa sull’uso delle nuove tecnologie da parte dei nostri ragazzi e delle famiglie, per rendere consapevoli dell’inqinamento dentro le nostre scule e nelle nostre case che potremmo prendere come punto di partenza per richiedere una maggiore attenzione alla salvaguardia della salute di tutti.
    Questa consapevolezza e’ la sola chiave per avere una reazione della massa ai provvedimenti presi recentemente dal nostro governo e a quello che ci stanno preparando i big della telefonia mobile. L’urgenza e’ la banda larga e questo se veramente verra’ distribuita attraverso i viadotti dei cavi elettrici puo’ essere una valida alternativa per una connessione che ci porterebbe ai livelli europei. Dobbiamo imparare a distinguere tra cio’ di cui abbiamo bisogno per un moderno sviluppo del nostro paese e cio’ che vogliono gli operatori della telefonia mobile per aumentare i profitti. Livio Giuliani ha detto ieri ad un convegno di Roma sull’elettrosensibilita’ che chi prende le decisioni nel nostro governo riguardo ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici non ha alcuna formazione o conoscenza scientifica a riguardo e si fa consigliare direttamente dagli esperti delle stesse compagnie della telefonia.Tony Blair anni fa decise di ignorare le raccomandazioni di William Stewart e ad andare avanti con l’installazione del wi fi nei luoghi pubblici. L’OMS stessa non e’ piu’ immune dagli interessi delle lobbies . Ma la tutela alla salute della popolazione da dove deve venire oramai se non da una forte richiesta della massa? I giovani ormai sono disillusi, non trovano in loro stessi ne’ la motivazione, ne’ l’energia di cambiare le cose, credono di essere informati ma non lo sono a pieno e sono loro i piu’ grandi consumatori di cellulari. Se fa male non si vede e pensano che vivranno per sempre nonostante tutto e se non e’ cosi chi se ne frega.
    Per questo i vostri interventi nelle scuole sono fondamentali perche’ cosi’ la tematica e le informazioni entrano nelle famiglie, arrivano ai genitori che ancora tengono alla salute dei figli e si crea un contrasto a tutte quelle pubblicita’ prenatalizie voltate a prodotti “senza fili” e a consumatori di cellulari sempre piu’ giovani. Ci sono genitori che vorrebbero fare di piu’ ma non trovano il supporto necessario e non possono avere la credibilita’ di chi ha studiato per anni in questo campo.

Leave a Reply