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Essere Sindaco reggente per il candidato Rossi è un punto di vantaggio: tutti lo conoscono. Ma è anche responsabilità. Avendo ancora 45 giorni di Governo chiediamo che alcuni dei suoi impegni programmatici siano deliberati già entro fine aprile. Pre-determinando il futuro in modo positivo.

Un esempio? La prossima settimana in sede di Conferenza dei Servizi per l’approvazione del PAT – Rossi ridimensioni il PRG con eliminazione delle aree di perequazione non ancora interessate da richieste di perimetrazione. Per questo martedì Legambiente lo ha incontrato.

Tema dell’incontro gli argomenti della cartolina di Legambiente “Via le mani dalla città” che i cittadini stanno firmando e che spediranno simbolicamente ai candidati sindaci, per chiedere impegni su tematiche ambientali importantissime per il futuro di Padova.

Invitiamo tutti a leggere la cartolina e firmarla QUI. Ecco in sintesi i argomenti trattati e le posizioni espresse.

FERMARE CEMENTIFICAZIONE E CONSUMO DI SUOLO
Rossi non intende cancellare i 2 milioni di metri cubi previsti dal Piano di Assetto del Territorio, bensì solo congelarli. Infatti vorrebbe approvare il PAT la settimana prossima in sede di Conferenza dei Servizi con la Provincia. Se da un lato è vero, come sostiene il Sindaco, che questi 2 milioni di metri cubi resterebbero appunto “congelati” e non realizzabili in mancanza di un apposito Piano degli Interventi che li localizzi, d’altro canto è vero anche che confermare la loro previsione sarebbe assolutamente sbagliato. Il problema del consumo di suolo infatti non va rimandato ma affrontato subito, rivedendo la pianificazione strategica del PAT che contiene peraltro grossi errori sulla spropositata stima di crescita demografica e sui limiti di trasformabilità della superficie agricola.

Senza una revisione del PAT – che secondo la Legge regionale comporterebbe “la decadenza dei piani urbanistici attuativi con esso incompatibili , salvo che i relativi lavori siano iniziati…” (LR 11/2004, art 14) – diventerebbe inoltre ancor più difficile contrastare la realizzazione degli altri 2,5 milioni di metri cubi di edilizia residenziale già previsti e localizzati dall’attuale Piano Regolatore, con i quali Padova rischia di vedere costruire migliaia di nuove abitazioni sulle ultime aree verdi rimaste in città come ad esempio il cuneo verde in zona Parco Iris, o l’Isola di Terranegra.

Certo, una messa in discussione dell’attuale PRG può far nascere contenziosi con i privati proprietari dei terreni, ma la giurisprudenza ha più volte ribadito che le previsioni di piano si possono cambiare se nell’interesse pubblico, e l’interesse pubblico ora è di salvare le aree verdi rimaste in un territorio sempre più sofferente anche dal punto di vista idrogeologico. Il Comune di Padova voluto essere innovatore quando si è trattato di introdurre nuova cubatura con la perequazione, mentre da 10 anni è completamente immobile nel cercare soluzioni all’edificabilità che ha introdotto erroneamente in aree verdi delicate e strategiche. E’ arrivato il momento di saper essere innovatori nel fermare il consumo di suolo.

La prossima settimana Ivo Rossi ha una occasione: in sede di Conferenza dei Servizi per l’approvazione del PAT – faccia approvare il ridimensionamento del PRG con l’eliminazione delle aree di perequazione non ancora interessate da richieste approvate di perimetrazione. Una scelta che darebbe sostanza a impegni altrimenti troppo generali.

QUALI OPERE?

Sull’ospedale c’è la volontà da parte di Rossi di ridurre al minimo il project financing (perfino Zaia ha recentemente espresso questa posizione, anche in seguito alla dura critica della Corte dei Conti). Visto che il project financing significherebbe regalare la sanità ai privati che costruiranno l’ospedale, invitiamo il Sindaco a porre dei limiti più vincolanti  contro questa forma di finanziamento, come ad esempio l’eventuale non concessione dell’area sulla quale, ricordiamo, esistono già molti dubbi sui costi per la sicurezza idraulica o per la mobilità.

Tra i numerosi problemi legati alla costruzione del nuovo ospedale, che chiediamo vengano risolti con la dovuta trasparenza e partecipazione, buona la posizione espressa dal Sindaco sul radicale recupero a verde dell’area dell’attuale ospedale.

Bene le iniziative intraprese sulla realizzazione dell’auditorium all’ex tesoreria e le intenzioni di rilancio del castello carrarese come luogo espositivo e contenitore polifunzionale, particolarmente attento alle esigenze giovanili anche con una partecipazione attiva dell’Università.

VERDE

Sul verde si è discusso molto, soprattutto sulla volontà di trasformare a verde Piazzale Boschetti, recuperando e collegando le palazzine esistenti. Ci è stato mostrato un interessante progetto di riqualificazione: rimaniamo in attesa di un atto amministrativo che metta definitivamente la parola “verde” su quell’area.

MOBILITÀ E LOTTA  ALLO SMOG

Aperture sull’istituzione dell’area C all’interno delle tangenziali e la diminuzione del limite di velocità a 30 km orari, temi sui quali sono già stati avviati interessanti studi.  Sul fronte ciclabilità, dove il comune ha già investito e ha intenzione di investire ancora molto, registriamo con favore la promessa di attivazione di un tavolo permanente di confronto con associazioni  e cittadini, e la riapertura della discussione sulla ciclabilità diffusa in centro storico, anche alla luce delle recenti trattative avviate dal comune di Bologna con il Ministero.

ENERGIA E INCENERITORE

C’è la chiara volontà di Rossi di diffondere il porta a porta in tutta la città aumentando così la raccolta differenziata (e il conseguente recupero di materiali risparmiando energia), ma le ipotesi di spegnimento delle due linee dell’inceneritore rimangono residuali: dentro Hera il Comune di Padova conta solo per il 5%. Ma margini di manovra ce ne sono comunque, facendo pressione sulla regione, scorporando l’appalto di raccolta e smaltimento, investendo i dividendi per ammortare prima gli investimenti sulla prima linea.  Su questo abbiamo chiesto al Candidato Sindaco di assumere un impegno più deciso perché a Padova si possa lavorare maggiormente nel recupero delle materie piuttosto che nel loro incenerimento.

Il regolamento edilizio sta per essere modificato per ciò che riguarda la parte di sostenibilità con un testo emerso da un bel percorso partecipato di Agenda 21 che ha coinvolto svariati soggetti. A questo, però, manca una parte riguardante l’efficienza energetica degli edifici: in una città lungimirante le nuove costruzioni dovrebbero essere tutte in classe A. Su questo punto Rossi ha garantito il proprio sostegno qualora la proposta arrivasse al Consiglio Comunale.

Il bilancio dell’incontro è fatto di alti e bassi: bene alcune dichiarazione (ma che se non seguite da atti rimangono tali), mentre rimaniamo ancora perplessi sul consumo di suolo.

E poi questa fretta di fare la fusione APS-Sita: sicuramente necessaria (noi la indichiamo da 15 anni), ma non senza un piano industriale che metta al centro la qualità e il miglioramento del servizio – e non i tagli. Senza sconti per la Regione, che da anni riduce i fondi.

Quindi, per dare più forza alla campagna “Via le mani della città” vi chiediamo di firmare e far firmare la cartolina. Più siamo, più forza avremo.

Andrea Ragona, Presidente di Legambiente Padova

One Response to “Ivo Rossi, 45 giorni per stupirci. O no”

  1. Fernanda Venturin scrive:

    ciao

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