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degani_cartaLa Presidente della Provincia di Padova Barbara Degani è stata nominata sottosegretario all’ambiente del governo Renzi, uno dei ruoli fondamentali per lo sviluppo sostenibile del paese. Le mandiamo i migliori auguri di buon lavoro.

Uno degli obbiettivi raggiunti dalla sua amministrazione in Provincia è stato l’approvazione del progetto 3L (Less Energy, less cost, less impact) che coinvolge 40 enti locali in 2 provincie per la riqualificazione energetica del loro patrimonio edilizio pubblico e che porterà un finanziamento di 62,5 milioni di euro dalla European Investment Bank creando una forte spinta allo sviluppo locale.

Auspichiamo, quindi, che il suo lavoro all’interno del ministero possa continuare proprio in questo senso. Perché le opportunità date da una sempre più indispensabile, ma vera, svolta green dell’economia del nostro paese sono veramente eccezionali.

Nella pianificazione territoriale i risultati sono stati meno brillanti. Sicuramente sul fronte del metodo l’approccio è stato innovativo: sulla scorta delle strategie del proprio strumento di coordinamento territoriale – il P.T.C.P – in questi ultimi 4 anni la Provincia ha coordinato la co-pianificazione con i Comuni e la Regione, gli 11 Piani di Assetto del Territorio Intercomunale. Ma non aver introdotto nella pianificazione i tematismi della edilizia residenziale e dell’agricoltura ha consentito ai Comuni di andare in ordine sparso. Un caso fra tutti: il PATI di area metropolitana ha una previsione di aumento al 2017 del 40% delle emissioni di CO2 dovute alla viabilità, nonostante alcuni interventi di compensazione.

Una moral suasion più convinta sul contenimento delle emissioni climalteranti andava condotta senza tentennamenti. Ma per questo serviva annullare quella grande opera viabilistica che Provincia e Comune capoluogo hanno immaginato insieme: il grande raccordo anulare padovano che noi abbiamo sempre giudicato inutile e dannoso per il territorio.

Dati gli impegni europei e la condizione di rischio nel paese, il lavoro della Presidente Degani dovrà essere incisivo e disegnare un percorso chiaro per un futuro sostenibile. Ricordiamo alcune azioni alcune che, a nostro avviso, possono essere decisive per raggiungere l’obiettivo.

Promozione delle rinnovabili: le fonti rinnovabili sono l’unica via per la produzione di energia diminuendo la produzione di gas serra e limitando quindi i cambiamenti climatici. Puntare sulle rinnovabili vuol dire rilanciare un mercato interno ricco di innovazione e professionalità che renderebbe l’Italia sempre più autonoma per ciò che riguarda l’approvvigionamento energetico, rendendoci sempre più indipendenti e meno vittime di possibili ricatti internazionali.

Questa fase potrebbe partire proprio da piccole azioni che hanno un alto valore simbolico come ad esempio, l’abolizione per gli impianti fotovoltaici domestici, dell’obbligo di accatastamento e della tassazione della Tariffa Omnicomprensiva del V conto energia, che rischiano di penalizzare i cittadini che hanno voluto investire nella produzione di energie rinnovabili se venissero confermate le circolari emesse in proposito dall’Agenzia delle entrate.

Riqualificazione Energetica: con il settore dell’edilizia in forte crisi e dato per assodata la necessità di ridurre al massimo il consumo di suolo è necessario continuare nel percorso di incentivazione di riqualificazione dell’esistente partendo proprio dalla riconferma delle detrazioni fiscali al 65% per le riqualificazioni energetiche degli edifici. Sono 14000 le aziende che solo in Provincia di Padova ne trarrebbero beneficio.

Tutela del suolo: il dissesto idrogeologico del territorio è ormai sotto gli occhi di tutti, la penisola è continuamente martoriata da alluvioni, allagamenti, frane ecc. La sicurezza del territorio deve essere la principale linea di intervento del governo, investire sul territorio, passando per una legge che metta finalmente un freno al consumo di suolo, vuol dire creare la più grande opera pubblica mai creata e valorizzare il bene più prezioso che abbiamo. Solo in Veneto in Veneto sono quasi 350 i Comuni a rischio idrogeologico

OGM: implementare l’attività normativa portata avanti dal precedente governo prevedendo sanzioni e una chiara catena di responsabilità, per rispettare la volontà dei cittadini veneti ed italiani che da sempre risultano contrari agli ogm, tutelare la produzione alimentare italiana ed il made in Italy nel mondo. In Veneto i consorzi dei prodotti eccellenza (solo tra vini e formaggi) sono 88 e certamente rappresentano una fetta rilevante dell’economia del settore.

Con l’auspicio di vedere una svolta nella centralità dell’ambiente nelle politiche nazionali, ribadiamo l’augurio di buon lavoro al neo sottosegretario all’ambiente padovano, sicuri che troveremo in Lei un interlocutore attento. Legambiente, come al solito, sarà propositiva e giudicherà nel merito dei provvedimenti, non sottraendosi al confronto. Lo abbiamo fatto a livello locale in questi anni, lo farà ora il Nazionale.

 Piero Decandia, responsabile energia Legambiente Padova

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