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Padova-piazzale-BoschettiContinua la contesa tra Provincia e Comune sul futuro di Piazzale Boschetti.

Le ultime esternazioni del presidente della Provincia Barbara Degani, almeno da quanto riporta la stampa locale, parlano della volontà di contestare il contratto di permuta, stipulato nel 2007, in ragione del quale la Provincia ha ceduto al Comune l’area di Piazzale Boschetti ricevendo in cambio, senza alcun conguaglio, una potenzialità edificatoria di 40.000 metri cubi all’interno del PP1 (piano di trasformazione urbanistica dell’area dell’ex gasometro tra via Valeri e via Trieste).

Tramontato, per la messa in liquidazione della società PP1, il progetto di Boris Podrecca, con la sua torre binata di oltre cento metri e la doppia schiera di ville urbane; tramontato, per il mancato finanziamento della Cassa di Risparmio, l’auditorium in piazzale Boschetti; Provincia e Comune si sono ritrovati con due aree edificabili da riprogettare. Da qui l’inizio delle punture di spillo e delle accuse reciproche tra i rappresentanti delle due amministrazioni, attraverso esternazioni che tradiscono più la volontà di alimentare la competizione politica che non quella di ricercare assieme una soluzione che garantisca il migliore assetto urbanistico delle due aree, nell’interesse della città e dei suoi abitanti.

La proposta della Degani di rientrare in possesso dell’area Boschetti per destinarla a parco è senza dubbio interessante. Peraltro anche il sindaco reggente Ivo Rossi, quando ha deciso di trasferire altrove l’Auditorium, aveva indicato nella sistemazione a parco la futura destinazione dell’area, pur non rinunciando a realizzare una certa volumetria a ridosso dei due edifici esistenti. Ed è proprio la capacità edificatoria delle due aree di proprietà del Comune e della Provincia (rispettivamente 34.000 mc a piazzale Boschetti e 40.000 mc nel PP1) il problema da risolvere.

La soluzione non può essere la revoca del contratto di permuta, in quanto il presidente della Provincia si troverebbe nella stessa situazione del sindaco reggente di dover giustificare la rinuncia al valore immobiliare dell’area qualora decidesse di attrezzarla a parco (peraltro la revoca comporta già la rinuncia a 6.000 metri cubi che l’allora presidente Casarin era riuscito a spuntare nel contratto con il comune). Ma mentre il Comune può decidere di spostare la capacità edificatoria di piazzale Boschetti altrove, risolvendo così l’aspetto economico della diversa destinazione d’uso, ciò non è possibile per la Provincia, che rischia di essere imputata di danno patrimoniale qualora dovesse rinunciare al proprio volume edificabile.

La soluzione non può che essere una variante urbanistica che preveda la destinazione a verde pubblico dell’area di piazzale Boschetti, ritornando alle previsioni originarie dell’urbanista Piccinato, e che risolva nel territorio, per entrambe le amministrazioni, gli aspetti patrimoniali relativi alle volumetrie soppresse.

Un punto fermo deve rimanere la vocazione culturale di questo brano della città, dove l’area a verde di piazzale Boschetti deve essere collegata ai giardini dell’arena e rappresentare la porta verde di accesso all’area monumentale della cappella degli Scrovegni e del complesso degli Eremitani, nonché del percorso culturale che, toccando l’auditorium (da collocare nell’ex Tesoreria), si sviluppa verso il centro Altinate S. Gaetano (da rivitalizzare) e verso le basiliche del Santo e di Santa Giustina.

Il più volonteroso dei contendenti, Rossi o Degani, alzi il telefono ed inviti il collega ad aprire un tavolo di confronto in cui si trovi una soluzione condivisa, tenendo bene in conto le esigenze della società civile sopra rappresentate. I cittadini apprezzeranno.

Lorenzo Cabrelle, direttivo Legambiente Padova

3 Responses to “Comune e Provincia litigano su piazzale Boschetti”

  1. luca luciani ha detto:

    … Centro Culturale Altinate, Altinate, Altinate, Altinate, Altinate … che è già comunque infinitamente più inutile della vera proposta inascoltata all’epoca CAM – Centro Altinate Multimediale …
    … e dell’Altino che si fa? … e delle palazzine art nouveau e stile eclettico italiano esistenti di piazzale Boschetti, all’epoca salvate anche dal personale intervento fotografico atto a mettere in luce la qualità delle decorazioni del fronte e dei lati della più bassa delle due, che si fa? … e con quali risorse economiche?

  2. Alberto Bernardini ha detto:

    Aggiungerei: porta di accesso integrata nell’auspicato Parco delle Mura, ed in particolare alla sezione dei lungargini del Piovego che attraversano il campus universitario fino al Castelnuovo e che hanno come baricentro la Porta, il Porto e la Piazza del Portello.

  3. lorenzo cabrelle ha detto:

    I percorsi culturali che partiranno dalla futura porta verde di piazzale Boschetti dovranno porsi come obiettivo il recupero di edifici storici e monumenti attualmente abbandonati o sottoutilizzati, come le palazzine liberty del piazzale, l’ex tesoreria, l’ex cinema Altino, il centro Altinate, da adattare, perché no, a centro multimediale, la porta Portello ed altri ancora. La finalità deve essere quella di sviluppare il turismo domestico ed internazionale attraverso lo sviluppo del polo della musica e di quello dei musei, la valorizzazione del ciclo degli affreschi di Padova, fra i più importanti al mondo, la creazione del circuito delle chiese e delle basiliche padovane e di quelli delle acque e delle mura, dei luoghi carraresi, dell’università. Insomma investire nella cultura attingendo ai fondi comunitari e se necessario rivolgendosi a mecenati innamorati dell’arte, come Pinault che a Venezia ha ben operato.

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