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TheEuropeanChallengeLa collaborazione di PES (Parlamento Europeo degli Studenti), Centro di Ateneo per i Diritti Umani e ADEC (Associazione Docenti Europeisti per la Cittadinanza) ha portato all’organizzazione di un’interessante iniziativa volta al risveglio dell’opinione pubblica e alla conoscenza del pensiero di Altiero Spinelli.

L’iniziativa prende spunto dal trentennale dell’adozione da parte del Parlamento Europeo del Progetto di Trattato sull’Unione Europea, noto come “Progetto Spinelli” e vuole essere l’occasione per riflettere sull’originalità dell’idea di Europa contenuta in quel Progetto e, soprattutto, rilanciarla, in un momento storico cruciale, dando voce ai giovani e guardando al futuro.

Trent’anni fa Altiero Spinelli presentava un progetto di Unione Europea che in molte parti si è realizzato ma che, in altre parti fondamentali, è stato lasciato incompiuto (soprattutto la piena sovranità del Parlamento come espressione dei cittadini dell’Unione Europea e la piena realizzazione di una integrazione politica, economica e sociale che fosse espressione di vera ed autentica democrazia).

L’introduzione dell’Euro, poi, ha creato, come tutti oggi riconoscono, un salto in avanti pieno di gravi scompensi, realizzando un’unità monetaria senza la necessaria integrazione politica, economica e fiscale, rendendo così la moneta europea facile preda della speculazione finanziaria internazionale. La crisi economica, esplosa dal 2008 in poi, ha messo in luce questi gravi limiti del modo (non dell’idea in sé) in cui si è realizzato l’Euro come moneta unica (…) .

La situazione odierna mostra una grave crisi non solo della moneta Euro, ma anche delle economie dei Paesi membri tra i quali si verifica una forte disparità tra Paesi in surplus(Germania) e Paesi in disavanzo negativo (Grecia) e lo spirito di cooperazione tra le leadership che governano questa grave transizione non gode di ottima salute.

La strada che Spinelli aveva in mente era quella del federalismo vero, non quel misto di confederalismo e di funzionalismo tecnocratico, rappresentati a quel tempo e, in parte anche oggi, dal Consiglio Europeo e dalla Commissione, che si è effettivamente realizzato. L’idea portata avanti da Spinelli era che i popoli europei avrebbero dovuto costruire un’unica famiglia o comunità nella quale ciascuna nazione avrebbe dovuto sviluppare le proprie peculiarità, e al contempo vivere in pace sotto leggi comuni.

(…) Oggi, a trent’anni di distanza, pur essendo cresciute alcune prerogative politiche del Parlamento Europeo, la situazione non è cambiata sostanzialmente, anzi, con l’emergenza della crisi economica la perdita di democrazia si è aggravata e le pur necessarie cessioni di sovranità statuali non devono tradursi in privazione di democrazia.

Su questi temi si articola il convegno di sabato 22 febbraio, che vedrà la partecipazione di autorità accademiche come il Magnifico Rettore dell’Università di Padova Giuseppe Zaccaria e gli interventi, fra gli altri, del Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo Pier Virgilio Dastoli. Centrali saranno anche gli interventi degli studenti che esporranno i propri lavori di studio sull’operato di Spinelli. Il convegno si terrà nell’Aula Magna di Palazzo del Bo dalle 9:30.

Se volete leggere l’intero dossier cliccate qui

 sintesi a cura di Giulia Morrone, redazione di ecopolis

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