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pendolari-LargeLegambiente e i Comitati Pendolari chiamano a raccolta tutti i pendolari del Veneto, per chiedere che la Regione cambi rotta sui finanziamenti per il trasporto pubblico. Lo fanno convocando gli Stati Generali dei Pendolari per sabato 15 febbraio a Venezia. Gli stati generali, in realtà, sono solo l’ennesima tappa di un percorso già avviato: la strada legale nei confronti della Regione è infatti già stata intrapresa.

Legambiente e Comitati si sono rivolti alla Procura della Repubblica di Venezia per salvare il trasporto pubblico ferroviario presentando un esposto in cui i rappresentanti dei pendolari chiedono di chiarire se sia stato effettivamente rispettato il diritto alla mobilità dei cittadini veneti e di far luce sull’ entità e sull’ allocazione delle risorse stanziate.

Infatti, i fondi del TPL utilizzati dalla Regione Veneto per pagare il servizio cadenzato provengono esclusivamente da trasferimenti statali e devono quindi essere impiegati per coprire il servizio universale, tutelando quindi anche le fasce più deboli, ora fortemente penalizzate.

A questa azione estrema si è giunti dopo aver inutilmente presentato richieste di modifica e integrazione alla Regione e dopo aver inutilmente chiesto un incontro con l’Assessore Regionale Renato Chisso. Non avendo ottenuto risposte dall’ Amministrazione Regionale, Legambiente e Comitati Pendolati hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica, che vuole andare ad evidenziare tutte le problematicità del trasporto ferroviario nella nostra regione.

Disservizi per le fasce più deboli, insensati tagli nei giorni festivi, tanta confusione sulle tipologie di servizio, centinaia di utenti costretti ad utilizzare mezzi propri con conseguente aumento dei costi per i singoli, senza parlare dell’aumento delle emissioni di gas climalteranti dovuto all’ aumento dei veicoli circolanti.

A parità di spesa  si sarebbe potuto tutelare il diritto alla mobilità di tutte le fasce più deboli e disagiate, ovvero i lavoratori turnisti, che vengono pesantemente danneggiate dal nuovo orario. A ciò si aggiunge la scelta assurda di ridurre fortemente i collegamenti su Venezia nelle giornate di sabato e festivi e l’assoluta mancanza di integrazione tra i vari vettori ferro – gomma.

La richiesta di Legambiente e dei Comitati è semplice: La Regione Veneto deve mettersi alla pari delle altre regioni del nord, investendo nel Trasporto Pubblico Locale: il rapporto Pendolaria di Legambiente dimostra come il Veneto spenda solo lo 0,31 del bilancio regionale contro l’ 1,19 della Lombardia o lo 0,76 del Friuli. E nonostante i continui disservizi e gli scarsi investimenti, il numero dei pendolari è aumentato di circa 10.000 unità tra il 2012 e il 2013, da 150.000 a oltre 160.000. La richiesta è che nel nuovo bilancio regionale, in discussione in questi giorni, vengano stanziate adeguate risorse per rispondere alle esigenze di tutti questi cittadini.

Con l’occasione i rappresentati di Legambiente e dei Comitati annunciano che sabato 15 Febbraio sono convocati gli “Stati Generali dei Pendolari Veneti”: dalle ore 10.00 alle ore 14.00, presso la sala San Leonardo, Cannaregio, Venezia (Strada Nuova, 10 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria) i pendolari veneti del ferro e della gomma sono invitati a costituire una forma unica di rappresentanza che rafforzi un movimento importante ma frammentato, unire le singole richieste territoriali per costituire un documento unico per gli investimenti ed i diritti dei pendolari al fine di ottenere dalla Regione Veneto il dovuto riconoscimento e l’immediata costituzione del tavolo per la Mobilità. L’appuntamento sarà accompagnato da un presidio sul piazzale della stazione di Venezia S.L.

Andrea Ragona – Presidente Legambiente Padova

4 Responses to “Pendolari di tutto il Veneto, unitevi”

  1. Andrea Ragona ha detto:

    bella la partecipazione che c’è stata sabato. E’ emerso che i pendolari, associazioni e sindacati si manterranno in contatto e chiederanno a breve un incontro alla regione per chiedere più finanziamenti per il trasporto regionale!
    Andiamo avanti!

  2. Alberto Borgato ha detto:

    Io sono pendolare transregionale, ossia lavoro a Milano con famiglia a Padova.
    Come sapete la cosa più grave è l’abolizione degli interegionali veloci tra Venezia e Milano (altro che macroregione), quindi il costo per la tratta (con gli ES) è più che raddoppiato. Se si tiene conto che ho recentemente perso il lavoro… non posso più tornare a Padova, e comunque non potrei più portare la bicicletta come facevo.
    Secondo me c’è dovreste contestare anche il reato di interruzione di servizio pubblico.
    Essendo a Milano non ho potuto intervenire sabato 15. Ho contattato Legambiente Lombarda per sapere se qui fanno qualcosa qui ma mi hanno totalmente ignorato.
    Spero quindi che almeno Legambiente del Veneto si faccia sentire con la Regione Veneto (principale responsabile dell’interruzione del servizio) anche per il pendolarismo transregionale, non solo per quello regionale.
    Cordiali saluti

  3. Andrea Ragona ha detto:

    Ciao Alberto, grazie per i suggerimenti. Quelle che dici sono cose molto sensate e ipotesi sulle quali ragionare (anche se credo che loro possano farsi forti dicendo che i treni ci sono, basta cambiare a Verona, con tutto quello che comporta). Strano che Legambiente Lombardia ti abbia ignorata, di solito sono attenti a queste tematiche. Se ti capita di sentirli prova a chiedere di Dario Balotta, responsabile della mobilità.

  4. Alberto Borgato ha detto:

    Ciao Andrea grazie per i suggerimenti. Alcune brevi note:
    – col cambio a Verona i tempi si allungano; e comunque non ci sono sempre le coincidenze; alla sera per esempio manca; ho visto anziani con valigie non ricchi dover fare 3 cambi per fare Pordenone-Milano mettendoci quasi una giornata;
    – dove è il risparmio se i treni ci sono ma non sono in coincidenza? 2 treni a breve percorrenza costano meno di 1 a lunga percorrenza? Il problema è che le regioni ognuna ragiona per sè, altro che macroregione (bisognerebbe sottrarre i trasporti ferroviari dalla competenza regionale)
    – c’è in trenitalia del sadismo: alla sera da Milano il treno si ferma a Verona alle 20.20 e quello che parte da Verona parte alle 20.21. C’è la volontà si sabotare il servizio.
    – 10-15 anni fa c’erano molti treni interegionali Milano-Venezia; ora paghiamo molte più tasse ma i treni non ci sono più; che fine fanno le tasse?
    Ciao

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