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votazioni3originalAbbiamo guardato alle primarie con grande attenzione perchè discutere della città non può che fruttare a Padova: abbiamo accolto i risultati di Fiore e Zan, che insieme ottengono il 56% dei voti, con grande soddisfazione.  Soprattutto perché questo risultato è stato conseguito  su programmi dalla forte caratterizzazione ambientalista e in grande discontinuità con quanto realizzato su queste tematiche dalle giunte Zanonato e Rossi.

Già prima delle primarie avevamo analizzato i loro programmi (QUI) per cui ci viene naturale sottolineare come la maggioranza della base del centrosinistra si sia espressa chiaramente su alcuni punti fondamentali per il futuro della città. Vediamo quali.

Sul territorio (le alluvioni di questi giorni ci ricordano di quanto sia cruciale questo argomento) Fiore chiede l’annullamento dei quasi cinque milioni di nuova cubatura previsti da Pat e Prg. E almeno sui due milioni e mezzo previsti dal Pat ha il sostegno di Alessandro Zan. Entrambi poi si sono espressi per la creazione del parco agropaesaggistico anche per via delle opportunità lavorative che potrebbe creare questa innovazione.

Inoltre sia Fiore che Zan hanno detto un chiaro NO alla costruzione dell’ospedale in Projcet financing (poichè il rischio di svendere la sanità ai privati è troppo alto).

Sui rifiuti Fiore preme per la chiusura delle prime due linee dell’inceneritore (come chiesto anche da Zan in passato) e una filiera del riciclaggio per creare nuovi posti di lavoro, e a questo si può arrivare solo ampliando la raccolta Porta a Porta fatta partire dal deputato di Sel quando era assessore.

Anche sulla mobilità si sono espressi entrambi per un potenziamento del servizio pubblico.

Questi sono temi che ci stanno a cuore e ci da speranza vedere che stanno a cuore anche alla maggior parte dei cittadini che hanno votato alle primarie. 

Visto il risultato non certo esaltante per Rossi e il PD, ritengo che sia necessario che questi ultimi farebbero bene ad accogliere queste istanze e dirlo nettamente e pubblicamente. Perché per vincere le elezioni di maggio, avranno davvero bisogno di tante energie nuove che vengono da fuori il partito. Suggerisco a Fiore e a Zan di contrattare uniti il programma della futura coalizione di centro sinistra con Rossi, per dare più forza alle istanze ambientaliste.

Andrea Ragona, Presidente Legambiente Padova

segnaliamo, fra le molte, l’analisi del voto alle primarie condotta dal prof. Stefano Allievi che in un punto scrive che si augura che Rossi “sappia includere i contenuti e coinvolgere le persone che, intorno a Fiore, si sono impegnate nell’elaborazione di un progetto sulla città, sulla sua vivibilità. Ci sono un sacco di buone energie, di buone motivazioni, di buone competenze…“; dal blog di Stefano Allievi leggi qui

 

14 Responses to “Primarie centro sinistra: premiate le istanze ambientaliste”

  1. Francesco Guerzoni ha detto:

    ingenui, ingenui, ed ingenui ancora.
    Ma vi siete letti le analisi delle teste pensanti del PD padovano?
    Elio Armano: “pochi i votanti a causa degli attacchi a Zanonato”; ” primarie imperdonabile ingenuità”; “Rossi legittimato ora niente pastrocchi su argomenti chiave” (leggi, niente discussione sul programma)
    Gianni Berno: “tante famiglie padovane (l’iper cattolico non si smentisce neanche nel lessico) non si sono più di tanto preoccupate di dover partecipare alla consultazione del 2 febbraio, dando per scontato l’esito di un voto già molto consistente a favore di Ivo Rossi”; “non possiamo assistere ad immediati mercanteggiamenti che sanno tanto di “vecchia politica”;
    La Lincetto (chi?) si è pure dispiaciuta di aver impiegato risorse di partito per dare visibilità a chi prima (delle primarie) non l’aveva.
    E dunque, cari ingenui, cosa vi aspettate da un gruppo dirigente così chiuso a riccio, incapace di ragionare sugli elementi di novità e cambiamento? che propone Ivo Rossi, in consiglio comunale dal 1982!! come il candidato innovativo?

  2. Federico Sangati ha detto:

    Lettera Aperta ad Alessandro Zan: La svolta mancata a Padova
    https://plus.google.com/112310122904910528261/posts/MrYxnrHu6F4

    Caro Alessadro Zan,

    Ti scrivo con molta amarezza. Lo faccio un po’ per sfogarmi, ma non per polemizzare. Voglio soprattutto cercare di capire.

    Me ne sono andato da Padova e dall’Italia 10 anni fa. La settimana scorsa sono rientrato con la speranza viva in corpo che qualcosa potesse cambiare. Dopo i risultati delle primarie di domenica ho capito che con Ivo Rossi sindaco probabilmente nulla cambierà, almeno per i prossimi 5 anni. Dovrò ancora aspettare.

    Dicono che un bravo politico è colui che pensa alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni. Vorrei capire in che modo la scelta di SEL di candidarti a due mesi dalle primarie possa essere stata lungimirante in questo senso.

    Penso che si sarebbe potuto fare di più in termini di confronto e dialogo alla luce del sole tra Padova2020 e SEL. Mio fratello Marco molto coinvolto in Padova2020 mi ha detto che hanno cercato più volte di trovare una mediazione con SEL, ma senza incontrare segnali di apertura. Dall’altra parte, Giovanni, un attivista di Arcigay, pochi giorni fa, mi ha spiegato che Padova2020 non ha nemmeno nominato la parola “gay” o “omosessuale” nel programma. Ho controllato. Aveva ragione. Penso che questo sia stato un grosso errore da parte loro, non so se per dimenticanza o frutto di una strategia politica. C’è chi dice che il tema è più nazionale che locale. Non sono d’accordo, le battaglie sociali si fanno soprattutto sul territorio, incluso quelle per il diritto omosessuale, sia con gesti simbolici che con atti pratici (e.g., dando appoggio per eventi tipo Gay Village e Gay Pride).

    Ma ti chiedo: è forse questa la ragione di tale separazione? Ce ne sono altre? E sopratutto, c’è stato il tentativo da parte vostra di confrontarvi con loro riguardo a questi temi?

    Nell’attesa di una tua risposta ti auguro di cuore di fare le scelte migliori per il bene delle prossime generazioni nel tuo percorso politico.

    Un caro saluto,
    Federico Sangati

  3. Stefano Dall'Agata ha detto:

    Ivo Rossi era dei Verdi. 3 ambientalisti su 3.

  4. Maria Carla Tinivella ha detto:

    eih ragassi, ma guardate che il dibattito non è mica qui, è tutto sulla pagine del facebook (che la dice lunga sulla voglia di approfondimenti).
    E’ lì che il Cavazzana Paolo e la Lincetta Paola, consiglieri del Pd, da stamani difiniscono Fiore Francesco “lo sconfitto”. E che non sono amica del Tiso Nereo, chissà cosa sarà riuscito a scirvere.
    Qui son tutti a giocare a fare il D’Alema che “vinciamo noi che abbiamo le armate, dove sono quelle del Papa (Francesco)?”

    • ecopolis ha detto:

      A questi lettori di ecopolis – così preoccupati per la chiusara paventata da alcuni consiglieri del Pd – segnaliamo un post dell’ex senatore Paolo Giaretta, che entra maggiormente nel merito delle questioni http://www.paologiaretta.it/2014/02/la-lezione-delle-primarie-di-padova/

      • Gianni ha detto:

        Interessante.
        Giaretta che ha attraversato da protagonista gli ultimi 30 anni della politica locale ( e che infatti coerentemente scrive -diomio- che il “buon governo del passato è una garanzia”)
        e’ lo stesso che scrive che “queste primarie esprimono una voglia profonda di novità”;
        ed è lo stesso che scrive che a tale novitas : “bisogna dare espressione, attorno ad un Sindaco sperimentato occorre costruire novità di metodo di lavoro”.
        Novità di metodo di lavoro?
        Da Giaretta?
        C’ è da aspettarsi che ci indichi anche come e in che direzioni??
        ….
        Mi vien da pensare (in piccolo, certo!) al vecchio De Michelis che dopo Tangentopoli e la fuga di Craxi si presentava a Venezia alle assemblee socialiste a dire come si dovevano cambiare le cose e moralizzare il partito….
        …..
        Virtuosi del trapezio.
        Gianni

  5. Luca Leone ha detto:

    Considerazioni sulle primarie di Padova

    Premessa: alle primarie ho votato in maniera convinta Francesco Fiore. Il suo programma, la sua attenzione ai temi ambientali e una assoluta voglia di chiedere il ventennio Zanonato mi hanno persuaso e sono naturalmente dispiaciuto che alla fine per pochi voti non ce l’abbia fatta.
    Parliamo di fatti. Ivo Rossi entra per la prima volta nel consiglio comunale di Padova nel 1982. All’epoca il sindaco era eletto dall’assemblea (Ettore Bentsik, sindaco di tutt’altra caratura morale aveva finito il suo ciclo politico da poco) , il segretario del P.C.I. Berlinguer era ancora vivo (morirà proprio a Padova nel 1984), Pertini era il Presidente della Repubblica, Bearzot il CT dell’Italia (di lì a pochi mesi avrebbe vinto il Mundial), Napolitano allora era il capo dei miglioristi del PCI, poi diventati “piglioristi”, che a Milano si facevano finanziare il giornale da Berlusconi, Platini, Maldini, Maradona e Baggio ancora dovevano esordire nel campionato di calcio italiano e Franco Pecorini non era ancora il dominus di Tirrenia (lo sarà dal 1984 al 2012 evviva).
    Dove sarebbe la novità di Ivo Rossi? Nessuna: la sua sarà una politica sulla falsariga di quella di Zanonato.
    Non discute il risultato, anche se non è stato un trionfo né un plebiscito, aldilà dei ridicoli commenti che pongono come argomento primo del fallimento delle primarie la pioggia.
    Il programma di Fiore è chiaro e non può che essere e rimanere antitetico a quello di Rossi, convinto cementificatore (già dimenticata la storia dell’auditorium a due passi dalla Cappella degli Scrovegni?).
    Un esempio sulla poca lungimiranza di Rossi e del PD. Esempio già fatto dal Movimento 5 stelle cittadino, ma che conviene ricordare. In Francia un intero quartiere basato su scienza e cultura costato 53 milioni che ha dato lavoro a più di 5000 persone, a Padova investimento previsto per l’auditorium è di 50 milioni con lavoro per 1000 persone a essere generosi.
    Quanto a Zan, c’è poco da dire. Dove è la serietà di una persona eletta circa un anno fa al Parlamento e che ora vorrebbe candidarsi a sindaco? D’altronde se S.E.L. ha preso alle ultime politiche ha preso a livello nazionale il 2,97% (per non parlare dei “fratelli coltelli” di Rifondazione comunista, che in totale nella lista Rivoluzione Civile ha ottenuto l’ 1,8%), al netto del bombardamento televisivo e della generalizzata mancanza di cultura in questo Paese, un problema di scelte e lungimiranza politica evidentemente esiste, ma i dirigenti proprio non lo capiscono.
    Il risultato è stato quello di far vincere Rossi, coadiuvato anche da persone nell’arco degli ultimi anni son passati attraverso altri partiti, in teoria antitetici al PD.
    Se Fiore vuol davvero continuare ad essere la novità della politica cittadina, un interlocutore intelligente per tutti quelli che vogliono una città più sostenibile, moderna e matura, a partire proprio dal Movimento 5 stelle con cui per forza di cose si dovrà confrontare, a mio parere deve evitare di essere inglobato nel PD o in S.E.L., ché sarebbe l’anticamera della messa in angolo, senza la possibilità di attuare nemmeno la minima parte del programma, così ben strutturato.
    Se invece deciderà di farsi cooptare, di contro ci sarà una bella emorragia di voti.
    Per tante persone che vogliono una città più ecosostenibile, pulita e moderna, poco importa che siano Fiore con Padova2020, il Movimento 5 stelle, S.E.L., liste civiche o un’alleanza che si estrinseca di volta in volta su queste questioni, a portare avanti queste idee: l’importante è che lo si faccia.

    • Luca Leone ha detto:

      La presenza di Rifondazione farà scappare gli elettori, ormai a livello locale e ancor di più nazionale Rifondazione non conta alcunché, poco ma sicuro, è uscita dal Parlamento nel 2008 e non vi farà più ritorno. Secondo un sondaggio riguardante le imminenti elezioni europee, le intenzioni di voto Rifondazione è data allo 0,6% a livello nazionale e la stessa percentuale nel Nord Est. Fossi in Fiore non andrei a perdere tempo con loro, la politica purtroppo si fa con i voti. Se Fiore resta con Rossi non andrà da nessuna parte, se cercherà su proposte serie e concrete di volta in volta l’appoggio del Movimento 5 stelle forse qualcosa cambia.

  6. Yuri ha detto:

    Pensavo che ci fosse un po’ di dignità in giro… vedo invece consumati e democristiani modi di ragionare.

    Rifondazione nei sondaggi è tra l’1% e l’1,5%, a Padova invece è più alta, tanto per precisare. sono decine i comitati e le associazioni che lavorano assieme a Rifondazione.

    Rifondazione è nei comitati in difesa del verde, in difesa del campo di via Dottesio, contro gli sfratti, in supporto a chi non arriva alla fine del mese e via dicendo. Non facciamo scappare nessuno, solo i prevenuti possono pensar male.

    Ti lascio volentieri la caccia ai voti tanto per averne, tranne poi esplodere nelle contraddizioni e credere di essere appoggiati “di volta in volta”.

    Con l’assenza di una linea politica, un movimento diventa comitato elettorale, dove dominano i porta voti e le logiche contrarie all’ambientalismo, come vediamo ogni giorno.

  7. Luca Leone ha detto:

    Calma con la parola dignità innanzitutto, non giudicare se non vuoi essere giudicato.
    Ho citato i dati Ipsos sulle intenzioni di voto del 5 febbraio 2014 (http://www.repubblica.it/politica/2014/02/05/news/elezioni_europee_le_intenzioni_di_voto_secondo_ipr_pd_al_primo_posto_fiato_sul_collo_del_m5s-77713090/), secondo i quali Rifondazione è appunto allo 0,6% a livello nazionale. Anche se fosse come dici tu addirittura l’1,5%, sebbene quasi il triplo non cambierebbe la sostanza, cioè il peso politico e quindi decisionale nullo di tale partito. Questo è un dato di fatto, certificato da tutte le tornate elettorali dal 2008 ad oggi, europee 2009 comprese, quando fece il 3,4% portando 0, dicasi 0, deputati a Strasburgo. Non si discute la loro attività in difesa dell’ambiente e il lavoro assieme a molte associazioni, ma non è un assioma il fatto di lavorare con un partito e poi votarlo. Rimanendo a Padova nel 2009 hanno ottenuto (per di più assieme ai Comunisti italiani, una sorta di revival della Rifondazione anni 90, quando arrivava a circa il 7%) il 2,2% dei voti piazzando 1 solo consigliere. Non lo definirei esattamente un trionfo. Sarà democristiano il mio ragionamento ma la politica è fatta di proposte che devono essere votate ed approvate. Con il peso politico di Rifondazione non si cambia nulla, poco ma sicuro, nè a livello locale né tantomeno nazionale. Sono convinto che farà un’altra debacle alle Europee, al netto della lista Tsipras, e sarà davvero un trionfo se riuscirà a piazzare qualche consigliere nelle regioni rosse alle amministrative. Ormai la votano quasi solo vecchio nostalgici, difficilmente vedo le nuove leve di elettori correre a votare Rifondazione o uno dei mille partitini autodefinitisi comunisti nati dal 2008 ad oggi.
    Detto ciò non vorrei che questo post avesse una deriva sulla questione di lana caprina su che fine farà Rifondazione comunista.

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