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patLo scorso giugno il gruppo di lavoro promosso da Legambiente e nato dopo la presentazione del Piano di Assetto Territoriale da parte dell’Amministrazione di Saonara aveva chiesto un confronto per presentare il risultato del lavoro svolto e condividere con l’Amministrazione alcune modifiche per rendere la pianificazione strategica più rispettosa dell’ambiente. La risposta era stata secca e sprezzante: nel corso degli 8 anni precedenti, le amministrazioni avevano promosso gli incontri con la cittadinanza previsti dalla legge regionale e quindi non c’era ragione di perdere ulteriore tempo. Qualsiasi proposta di modifica al P.A.T. avrebbe trovato risposta nella discussione delle osservazioni che i cittadini avrebbero potuto presentare.

Un malcelato senso di fastidio per tutto ciò che odora di processo democratico e che nella testa del primo cittadino rappresenta un ostacolo ai piani di sviluppo pensati per il paese. Piani di sviluppo che, dai numeri espressi, significano esclusivamente nuova cementificazione, in spregio alla già più che sufficiente area da urbanizzare prevista dal vecchio Piano Regolatore, alle centinaia di case sfitte o invendute presenti nel territorio comunale, all’inesistente pressione demografica.

Abbiamo calcolato che la Superficie Agricola Utilizzata, se consideriamo il nuovo P.A.T. nelle sue varie destinazioni d’uso, il P.A.T.I. che come piano sovra ordinato consuma suolo per uso produttivo secondario ed il vecchio Piano Regolatore tuttora vigente, arriva all’enorme cifra di 700.000 mq., senza considerare l’effetto del nefasto Piano Casa approvato recentemente dalla Regione Veneto!

Per giustificare questo dato, il massimo di consumo di Superficie Agricola prevista dalla legge, si è arrivati ad ipotizzare dimensioni abitative esistenti che non hanno trovato alcuna giustificazione né nel metodo di calcolo, né nel confronto con dati ricavabili da documenti ufficiali della Provincia o da fonti terze assolutamente attendibili.

Ribadiamo che la gravità dell’atteggiamento, dando per scontata la buona fede con cui sono stati estrapolati i dati utilizzati dall’Amministrazione, è stata quella di respingere ogni tentativo di sedersi ad un tavolo e di discutere seriamente e pacatamente di dati oggettivi che non possono essere drammaticamente diversi a seconda del metodo di calcolo utilizzato. E per fortuna che le premesse del Sindaco in sede di presentazione del PAT  erano state quelle di massima attenzione al consumo di suolo!

Ammirevole l’impegno di due dei tre consiglieri di opposizione che per ognuna delle 30 principali osservazioni nel corso del consiglio hanno presentato una specifica dichiarazione che puntigliosamente ribadiva il principio ispiratore della stessa e contestava la pretestuosità della contro osservazione.

Cosa è rimasto quindi del grosso lavoro svolto da una trentina di cittadini delle più diverse estrazioni politiche? Vedremo se la Provincia di Padova, chiamata ad analizzare tutto il Piano, la Valutazione Ambientale Strategica e tutte le 210 osservazioni presentate dai cittadini e contro dedotte dall’Amministrazione, avrà il coraggio politico di valutare seriamente il contributo dei cittadini e quantomeno chiedere all’Amministrazione di Saonara un supplemento di analisi a conforto di dati che ad avviso di Legambiente e di tutto il Gruppo di lavoro sembrano a dir poco irrealistici.

Mauro Dal Santo –  circolo Legambiente “la Sarmazza” di Saonara-Vigonovo

info@legambientesarmazza.it  www.legambientesarmazza.it

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