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ospedaleNei documenti di programmazione regionale il territorio è identificato come una delle aree strategiche della sanità, soprattutto nell’assistenza continuativa e post ricovero dei pazienti, con particolare impegno per quelli affetti da malattie croniche e per le fasce di pazienti più a rischio – bambini, anziani e immigrati (il cui buon stato di salute è tra l’altro un guadagno per tutta la comunità). Il nuovo ospedale sarà sempre più chiamato ad erogare prestazioni ad alta complessità nella fase acuta ed immediatamente post acuta della patologia e dovrebbe divenire anche più di adesso un centro di eccellenza, di programmazione regionale e di riferimento per alcune emergenze (per quel che mi riguarda penso ad esempio alla emergenze neonatali).

Le criticità di questo progetto sono individuabili sia nella scelta del project financing con coinvolgimento dei privati, sia nell’area scelta. Inoltre, quello che fino ad ora non è assolutamente stato chiarito è come si intende sostenere l’assistenza territoriale per l’assunzione di nuovi e impegnativi compiti.

Ad esempio: quali risorse economiche, di personale ed organizzative, verranno date al territorio per la presa in carico in modo globale e completo dei pazienti, anche attraverso l’attuazione di forme di aggregazioni e collaborazione tra varie figure professionali? Quali meccanismi di riduzione dei tempi di attesa si intendono attuare per alcune prestazioni essenziali e non differibili – ora gravate da tempi che troppo spesso spingono verso il privato (cosa tra l’altro alla portata di sempre meno persone attanagliate dalla crisi se non dalla perdita del lavoro)?

Quali saranno i rapporti tra vari operatori della sanità e tra ospedale e territorio, che non rimangano un semplice enunciato teorico? Quale incremento indispensabile si intende dare all’assistenza domiciliare?

In conclusione, fino ad ora l’impressione è che sull’ ospedale si sappia qualcosa (non tutto neppure su questo per la verità) sui costi, sulla sede, sul numero totale dei posti letto, ma poco nulla sul reale impatto sulla sanità padovana e credo che su questo si dovrebbe dibattere per riflettere se è davvero di un nuovo ospedale che i cittadini padovani hanno bisogno, o se si tratta di un’altra “grande opera” calata dall’alto e decisa a tavolino, senza un reale coinvolgimento di tutti gli interessati.

Roberto Marinello – Pediatra di base

 

2 Responses to “Nuovo Ospedale: è di questo che i padovani hanno bisogno?”

  1. claudio carrara ha detto:

    Bravo, come medico di base, a Ponte San Nicolò sono d’accordo su tutto .
    Tempo fa i giornali hanno pubblicato una mia lettera sull’argomento, e anche la FIMGG e L’Ordine sono stati informati, però come sai La Giunta Comunale, e i nostri rappresentanti sindacali sono entusiasticamente e forse interessatamente favorevoli all’operazione.
    Speriamo che le elezioni portino consiglio.
    Un saluto, Claudio Carrara

    • gianni ha detto:

      …ma anche dalla lettura dei quotidiani di oggi(14 gennaio 2014)si evince che loro vanno avanti lo stesso.
      Belli dritti.
      Non che avessimo dei dubbi, ma almeno il Project financing …..
      mah!
      Gianni

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