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Trenitalia_ic_plus_milanoIl 30 dicembre scorso, dopo 15 giorni in cui si è negato, finalmente Luca Zaia ha preso atto che il nuovo orario del servizio regionale ferroviario passeggeri è inadeguato e insufficiente. Benvenuto tra noi Presidente. Da tempo siamo convinti che sia necessario migliorare il servizio regionale passeggeri, in quantità e qualità, iniziando ad intervenire dai nodi strutturali. Abbiamo insistito tutto il 2012 e 2013 a spiegare che la proposta di “cadenzamento orario” non poteva partire dai tagli del servizio negli orari di punta (mattina e sera) e dalla soppressione del servizio nei giorni di sabato e festivi.

Si è voluto fare lo stesso, con le sole risorse economiche assegnate dal Fondo Nazionale Trasporti senza alcuna aggiunta di finanziamenti regionali.

Si badi bene che il gestore non è immune da mancanze sia gestionali che organizzative, ma non ci piace lo sport di cercare di allontanare le proprie responsabilità addossandole a Trenitalia Spa, quando derivano da una programmazione regionale profondamente sbagliata.

Memore del lungo contenzioso legale 2007/2009 da 50 milioni di euro, la Giunta ha deciso saggiamente di non far scattare la risoluzione anticipata del contratto di servizio per inadempienza contrattuale, ma di indicare la gara alla naturale scadenza del contratto in vigore. Lo ribadiamo in modo chiaro: la gara è una modalità possibile di procedura per assegnare il servizio (per altro lo era anche nel 2007 quando si è scelta la trattativa diretta con la clausola del 6 + 6 anni), ma non è la procedura di aggiudicazione che migliora il servizio.

Francamente ci fa sorridere l’ipotesi di gestione del servizio da parte di società veneta. La Regione ha una società di scopo interamente posseduta (Sistemi Territoriali Spa) che non ha forza economica e patrimoniale sufficiente, né le competenze professionali e gestionali per sostituire Trenitalia Spa. Per altro se si chiede la gara al termine dei 6 anni, in campo non c’è “l’ipotesi veneta”, ma quella della assegnazione alla migliore offerta, consapevoli che non saranno molti i competitori in grado di partecipare. Meglio prepararsi al fatto che, come già capitato nel passato, ci sia un’unica offerta in campo disponibile a prendersi il servizio con l’applicazione dei prezzi dei servizi a catalogo.

Dal 7 gennaio 2014, si riparte con il servizio modificato durante le festività. E ci saranno almeno altri 3 anni con l’attuale contratto di servizio e medesimo gestore (i bandi di gara prevedono il termine massimo di due anni post aggiudicazione per il subentro!) per cui è bene garantire la continuità del trasporto ferroviario e impegnarsi per migliorare quanto quotidianamente offerto. Questa è la priorità di questa legislatura regionale. Per farlo è bene non pensare alla soluzione salvifica delle gare, molto in là da venire, mentre i problemi chiedono risposte tempestive.

La gara richiede molto impegno e tempo, per cui è utile che gli uffici regionali siano già al lavoro. Ma perché la gara sia partecipata da più competitori italiani ed esteri bisogna che sia una gara adeguatamente finanziata con risorse certe e stabili che delineano sviluppi industriali verso un’unica azienda regionale integrata gomma ferro. Esattamente il contrario della odierna situazione regionale fatta da frammentazione del servizio in quaranta aziende del TPL, scarsa integrazione gomma ferro, ricavi insufficienti, nessuna politica di reale potenziamento o di priorità del servizio rispetto all’uso dell’auto privata. Servono maggiori risorse per la spesa corrente e in conto capitale. Da un lato si deve pagare un servizio effettivamente diffuso, capillare, cadenzato, dall’altro si deve ammodernare l’intera flotta di 100 treni che servono a garantire oltre 800 servizi quotidiani.

Altrimenti temiamo che la gara possa andare deserta o con una sola offerta come già capitato nel 2001, per cui si finisce per richiedere all’attuale gestore la “disponibilità” a proseguire il servizio.

Ora la Regione Veneto ha due compiti:

  1. nel breve periodo bisogna ritarare servizi e orari, con ripristino di corse. Lavoro in corso per supplire alla inadeguata partenza del cadenzamento che anzichè curare i guai cronici né ha fatti di nuovi.
  1. nel medio periodo bisogna puntare alla quantità e qualità del servizio, da inserire nel bando di gara. Serve ripartire dalle fondamenta con investimenti almeno pari a quelli dedicati nel decennio scorso a favore delle strade regionali, per l’acquisto di treni necessari ad ammodernare la flotta, all’incremento del servizio in modo ad es. che sia realmente praticabile il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale SFMR. La qualità deve essere a bordo e a terra, regolarità, puntualità, alte frequenze nei collegamenti della dorsale principale di trasporto pubblico veneto.

Ilario Simonaggio – segretario generale FILT CGIL

One Response to “Disastro Treni: da sola la gara non basta”

  1. davide scrive:

    quanta demagogia da parte di Chisso, che scarica colpe su trenitalia. La verità è che basta copiare dalle migliori realtà internazionali e finanziare adeguatamente. ma questo significherebbe tagliare poltrone e prebende..

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