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il deserto negli occhi - copertinaIl libro “Il deserto negli occhi”, arrivato nelle librerie a settembre 2013 e presentato al pubblico in anteprima al festival letterario “Pordenone legge” lo scorso 20 settembre, racconta la storia dell’autore, Ibrahim Kane Annour, ripercorrendo le tappe salienti della sua vita. Ibrahim è nato 47 anni fa in Niger, è di etnia Tuareg, il popolo nomade che vive nel deserto del Sahara. Come nella tradizione tuareg, Ibrahim viene fin da piccolo educato alla conoscenza del deserto e della cultura del suo popolo, sparso fra Niger, Mali, Libia, Algeria, Ciad e Burkina Faso. Un contesto difficile, il deserto, ma anche pieno di ricchezza e di bellezza.

E così Ibrahim cresce  attraverso le storie raccontate dalla nonna Fatimata, e in seguito, sotto la guida del padre Kane e dello zio Haidara, va alla scoperta dell’immensità del deserto partecipando all’età di undici anni alla sua prima carovana.

I luoghi della sua infanzia sono l’oasi di Azzel dove nasce e cresce, la città di Agadez porta del deserto e principale mercato del nord del paese, il villaggio di Arlit ove si trova la miniera di uranio dove lavora il padre. Nelle pagine del libro la vita di Ibrahim prende forma attraverso le tappe fondamentali della sua formazione e la consapevolezza di essere anche lui, come tutti i tuareg, un “imohar”, un uomo libero.

La famiglia riesce a farlo studiare e per lui si aprono delle buone opportunità di lavoro nel settore del turismo. Nel rapporto con i turisti stranieri si rafforza ancor di più l’orgoglio per la propria terra e per la cultura del suo popolo. Nel frattempo vengono il matrimonio con Maria Zanabou e la nascita dei primi figli.

Quando nel 2007 in Niger scoppia la rivolta dei tuareg anche lui, che a quella rivola violenta si sente estraneo, viene sospettato di collaborare coi ribelli e alla fine è costretto a fuggire all’estero da solo, trovando riparo e asilo in Italia. A Pordenone infatti vive la più numerosa comunità di nigerini di etnia tuareg d’Italia, sette famiglie in tutto, alcune decine di persone, tra le quali vi sono amici di infanzia di Ibrahim.

Attraverso questo libro possiamo entrare in profondo contatto con il mondo di Ibrahim, la sua cultura, i suoi pensieri, le preoccupazioni, i desideri, con le sue difficoltà ed i suoi sogni. Questo grazie anche alla grande capacità e sensibilità di Elisa Cozzarini, co-autrice del libro, giornalista pubblicista esperta di temi ambientali e di immigrazione, che ha raccolto per lungo tempo i racconti di Ibrahim e ne ha saputo ricostruire con parole misurate anche gli stati d’animo ed i sentimenti più intensi.

Altre informazioni sul libro, il suo autore e la comunità tuareg di Pordenone sono reperibili ai seguenti indirizzi web:

http://valeriacozzarini.blogspot.it/2013/09/il-deserto-negli-occhi.html

https://www.facebook.com/ildesertonegliocchi

http://mondotuareg.wordpress.com/

http://news.centrodiascolto.it/video/tg2/2013-11-02/cultura-e-spettacolo/il-deserto-negli-occhi-presentazione-del-libro-di-ibrahim-

Guido Mosca

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