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I favorevoli alla fusione Hera-Acegas sostengono che non c’è privatizzazione, perché la nuova società sarà comunque a maggioranza pubblica. Si da il caso che anche la nuova società sarà una s.p.a. quotata in borsa, e le remunerazioni agli azionisti pubblici e privati deriveranno dalla maggiore vendita del prodotto. Essendo però questo prodotto l’acqua, un Bene Comune finito, (se ne consuma di più di quello che la natura riesce a procurarci), si dovrebbe invece incentivare il risparmio e penalizzare chi ne abusa. Invece Zanonato, il PD, IDV, e SEL, hanno votato per la fusione, il PRC ha votato contro. (Ovviamente non sono da considerare le posizioni dei partiti di opposizione, artefici per primi di privatizzare tutto, e ora in posizione spudoratamente strumentale).

Con questa operazione è come dicessero ad ognuno di noi: cittadino/a, usane finché vuoi, perché i proventi economici che deriveranno dal pagamento della tua bolletta verranno usati in parte dal tuo Comune, che partecipa con sue azioni alla società Hera -Acegas, per garantirti altri servizi che altrimenti non saremo in grado di darti, visti i tagli economici del Governo e della Regione nei confronti degli Enti Locali. Gli altri andranno in tasca ai privati che posseggono queste azioni.

Ma il risultato referendario contro la privatizzazione dell’acqua aveva dimostrato che la volontà popolare per questo bene primario non considerava l’acqua un bene sul quale far guadagni, né da parte pubblica né privata. Infatti, chi ha avuto la fortuna di impegnarsi approfonditamente nella campagna referendaria ha potuto riscontrare immediatamente una diffusa avversione alla privatizzazione dell’acqua, tutt’ora presente; dovuta alla consapevolezza che l’acqua è un bene vitale per il quale si deve rispettarla e favorirne il risparmio, non specularci sopra. Quindi, una buona Amministrazione doveva subito dopo il risultato referendario mettere in atto una campagna di coinvolgimento, di dibattito con i cittadini che puntasse alla costruzione di un percorso per arrivare alla ri-pubblicizzazione dell’acqua. Istituendo ad esempio fin da subito l’assessorato ai Beni Comuni, un consigliere dell’acqua in ogni quartiere; portare a conoscenza di ciascuno le reti di distribuzione dalla fonte al rubinetto, stabilire una quota minima per tutti e penalizzare gli sprechi, ribassare gli stipendi dei manager, ecc. Allora non è stato fatto.

In questi giorni apprendiamo che l’assessore all’Ambiente Alessandro Zan ha pubblicamente preso posizione perché l’acqua, Bene Comune, torni totalmente pubblica. Chiedendo l’immediata istituzione di un’apposita commissione – così come sottoscritto per accettazione dal sindaco Zanonato – con il compito di pianificare lo scorporo dell’acqua, dalla fusione Acegas-Hera. Dopo tante sacrosante polemiche, può essere una buona notizia. Tutto dipenderà dalla capacità di far diventare il percorso di ri-pubblicizzazione dell’acqua a Padova, un percorso di coinvolgimento e autentica partecipazione della cittadinanza, riscoprendo e promuovendo la Cultura dell’Acqua, e riallacciandosi alle ragioni della vittoria del referendum contro la privatizzazione di questo bene.

Per quanto riguarda la posizione dei lavoratori e lavoratrici di settore, e le loro rappresentanze sindacali, che sono d’accordo con la fusione delle due società, si pone da subito una domanda: “Siete interessati a collaborare perché l’acqua venga scorporata dalla fusione Acegas-Hera e ridiventi totalmente pubblica?

Silvano Cogo

One Response to “Fusione AcegasAps-Hera. Acqua bene comune?”

  1. Davide ha detto:

    Un taglio simile sulla questione padovana ce l’aveva anche l’articolo di greenme.it di Roberta Ragni, dal significativo titolo “A padova si privatizza l’acqua in barba al referendum” http://www.greenme.it/consumare/acqua/8645-padova-acqua-privatizzata-referendum

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