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sitaapsLa commissione che si è svolta mercoledì 4 pomeriggio riguardo alla fusione di Bus Italia (ex Sita) e Aps Mobilità ha fatto capire molte cose sull’attuale situazione politica in città.

L’incontro, essendo stato una riunione congiunta fra 3 commissioni, non solo vedeva presenti un discreto numero di consiglieri comunali, ma aveva attratto su di sè un’ attenzione tale da raccogliere un folto pubblico, in primis gli autisti di Aps direttamente coinvolti nella vicenda.

Veniamo subito al merito della questione: troppi sono i dubbi espressi prima dalle Rsu e poi da consiglieri di diverso colore politico per poter dare l’accelerata alla fusione, come sarebbe piaciuto al sindaco reggente Ivo Rossi.

Dopo la relazione del Presidente di Aps Holding Amedeo Levorato, sono stati molteplici le domande e i dubbi di natura industriale e sindacale ma anche dal punto di vista del trasporto pubblico. Dubbi che in parte sono stati risolti dall’ Ing. Mazzoncini di Bus Italia, che nonostante una chiara relazione non è però riuscito a convincere tutti.

Chiariamo che la maggior parte delle persone presenti in commissione (compreso chi scrive) è a favore della fusione: una scelta necessaria per migliorare il trasporto eliminando gli sprechi e le sovrapposizioni, razionalizzando le strutture, istituendo il biglietto unico (che si potrebbe comunque realizzare anche ora) e creando una società forte che possa vincere le gare quando si passerà a questo tipo di assegnazione.

Ciò che ha creato diverse perplessità rispetto alla fusione però, oltre a legittimi e moltissimi dubbi di contenuto, sono state le modalità con cui si aveva intenzione di portare a termine l’operazione. Esattamente com’è stato fatto con Hera, i cittadini, le associazioni ambientaliste, di categoria, dei consumatori, sono state tenute all’oscuro delle operazioni dall’amministrazione, che avrebbe voluto portare la proposta in commissione per arrivare a piè pari in consiglio e sbrigarsela così.

Se la cosa però aveva funzionato con Hera e con Zanonato presente, pare non funzionare per questa nuova fusione. Sembra che ora la città abbia capito che operazioni così importanti vanno discusse pubblicamente e non subite, ridando così finalmente dignità alla partecipazione, modalità alquanto malsopportata durante l’era Zanonato.

Andrea Ragona, Presidente Legambiente Padova

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