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Copertina_generaleSmart city, ovvero un ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini: è l’idea che ci sta accompagnando da qualche anno e che si ripercuote nella visione e nella progettazione della città futura.

Tecnologia, architettura, ambiente, mobilità, partecipazione, sostenibilità: parametri che un approccio creativo e sistemico lega assieme in una nuova ecologia della mente per recepire il mondo circostante non un luogo da sfruttare, ma un ambito con cui interagire con rispetto. La strada da percorrere è lunga – bisogna recuperare l’oltraggio inferto nel corso degli ultimi decenni – ma dalle premesse si può dire ormai imboccata.

Be City Smart! Scenari & progetti per un’urbanità 2.0 (per info: QUI) raccoglie gli esiti e le successive riflessioni del bando LAB_Smart_City (lanciato dall’ Associazione Giovani Architetti di Padova nel maggio 2013) nonché i risultati del workshop partecipato RE-PLAY Salboro, svolto dagli architetti in collaborazione con l’Associazione Culturale Salboro Incontra, oltre che una sintetica serie introduttiva di micro-saggi a tema.

Attraverso Be City Smart! i Giovani Architetti di Padova e Provincia (Gi.Ar.P.: sito e pagina Facebook) propongono ad amministratori e professionisti operanti sul territorio linee guida per lo sviluppo futuro delle città, passando dal modello novecentesco ad una città consapevole, guidata dalla sinergia tra cittadini, amministrazione e tecnologie.

Smart city non è un modello ma una strategia (o una raccolta di strategie) dedicata alla possibilità di immaginare una città futura grazie agli strumenti di innovazione (tecnologica e sociale) e partecipazione che la networking society sta mettendo a disposizione di città, pianificatori, start-upper e abitanti.

Gli undici lavori selezionati riguardano sia progetti di trasformazione fisica della città in senso tradizionale, sia metaprogetti che indicano strade percorribili nel contesto delle trasformazioni comportamentali: dal civic crowdfunding ai progetti di mappatura degli edifici abbandonati; dalle proposte per nuove mobilità alle reti di servizi per cittadini, fino alle reti di trasporto urbane per prodotti specifici.

Nella terza parte del volume il lavoro congiunto degli architetti dell’associazione e degli abitanti di Salboro ha portato alla stesura di alcune proposte progettuali mirate alla risoluzione dei punti critici del luogo. Queste riguardano sia il recupero di relazioni inter-generazionali attraverso la rivitalizzazione di spazi sociali pubblici (emeroteca, biblioteca, ludoteca,..), che il ridisegno del verde e dei percorsi ciclabili, fino alle proposte progettuali in grado di intrecciare lavoro, cohousing, partecipazione alle pratiche produttive e ridotto impatto ecologico.

Pensare “smart” significa in qualche modo hackerare l’esistente: guardare ai nostri stessi strumenti come una fonte di energia da ricollegare ad un circuito sociale, per il quale occorre con urgenza individuare un patrimonio culturale comune e paradigmi condivisi, volti alla riattivazione del nostro territorio nazionale.

Julian W. Adda, Enrico Lain, Alessio Barollo

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