Feed on
Posts
Comments

carpoolingIl carpooling è uno degli ambiti di intervento della mobilità sostenibile e consiste nella condivisione di un’automobile tra un gruppo di persone con il fine principale di ridurre i costi del trasporto. Il suo successo sembra un fenomeno legato soprattutto alla pubblicità che se ne fa, via internet ma anche attraverso gli altri mezzi di comunicazione.

Non più di una settimana fa è stata annunciata l’uscita di un’applicazione che misura la quantità di CO2 risparmiata attraverso i viaggi condivisi. Risparmio che diventa tangibile in sconti, convenzioni, promozioni. A lanciarla è BringMe, una delle (ormai) moltissime piattaforme italiane per il carpooling.

Blog e testate online rilanciano la notizia, ricordando la differenza tra carpooling e carsharing (Greenme.it), o facendo una rassegna dei siti che offrono il servizio in Italia (Repubblica.it).

C’è anche chi come Vita, lo scorso ottobre ha fatto un passo ulteriore, dedicando la copertina alla sharing economy e provando ad approfondire la dinamica della condivisione con l’efficace e beneaugurante claim “Condividere crea sviluppo”.

E’ un fatto di pubblicità, perché la condivisione non può esistere se non attraverso il concorso e la disponibilità di molti, animati da un – almeno uno – obiettivo comune. E’ un fatto di marketing, quindi di mercato, perché, anche secondo l’analisi di Vita, è proprio l’aver visto il potenziale di sviluppo economico la chiave del successo dei servizi che funzionano.

Commenta, sempre su Vita, Ivana Pais, Ricercatrice in Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università Cattolica di Milano: “Se è improbabile che la sharing economy sostituisca i modelli tradizionali, come auspicato da alcuni suoi sostenitori, ci si può aspettare che – nei prossimi mesi – le piattaforme di condivisione delle risorse possano rispondere a bisogni e desideri finora latenti e, aspetto forse più interessante, favorire l’innovazione dei modelli esistenti, sia profit sia non profit. E’ dunque importante aprire tavoli di confronto, che coinvolgano anche la pubblica amministrazione, per valorizzare le opportunità offerte da questa prospettiva.”

Ed ecco che la promozione parte anche da settori che sembrerebbero in conflitto con l’idea di ridurre il trasporto privato, come le società che gestiscono le autostrade: Autobrennero lancia addirittura una sua applicazione (QUI) e una campagna di comunicazione ad hoc. Qui trovate il video.

Visto che è un fatto di comunicazione, per concludere vi segnaliamo un sistema meno noto, ma che a poco a poco sta trovando espansione (da Rimini attraverso il Trentino e oltre). Si tratta di Jungo, un sistema di autostop sicuro, in cui tutti gli utenti possono essere tracciati ed è prevista una compartecipazione delle spese. Anche Jungo si presenta con un video, a voi decidere se siete tipi da carpooling, carsharing, surfing o se state addirittura per inventare il prossimo innovativo sistema di mobilità sostenibile.

Annalisa Scarpa – Redazione di ecopolis

Leave a Reply