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finanziamento-per-fotovoltaicoNegli ultimi dieci anni è avvenuto un notevole aumento  del prezzo delle bollette elettriche per le famiglie italiane. Secondo i dati dell’Autority per l’energia, la spesa annua per l’elettricità è passata da una media di 338,43 euro nel 2002 a 515,31 Euro nel 2012. Un aumento del 52,5%.

Nelle bollette la troviamo alla voce “energia e approvvigionamento”, ossia i servizi di vendita che comprendono l’importazione di fonti fossili e la produzione in centrali termoelettriche. Questa voce, legata all’andamento del prezzo del petrolio, negli ultimi 10 anni è semplicemente decollata, con un aumento del 177,2%.

Questo esclude di poter fare delle riflessioni sui costi dell’energia e sul peso che su di essi fanno gravare gli incentivi per le rinnovabili. Il problema, sia chiaro, esiste, ma per affrontarlo con serietà è bene partire da numeri veri e certi. Il rischio, altrimenti, è di scegliere risposte e soluzioni inutili o controproducenti, come peraltro sembra nelle intenzioni del Governo Letta.

In Italia l’energia costa di più se il confronto è con la Germania, il paese di riferimento essendo la locomotiva d’Europa e grande paese manifatturiero come l’Italia. E’ vero per le piccole e medie imprese, ma non per tutte le altre categorie di consumatori. Quindi, una prima scelta utile potrebbe consistere nello spalmare in modo diverso i costi elettrici, magari imitando proprio i tedeschi e tutelando di più, come fanno loro, le imprese più esposte sul mercato.

Il costo degli incentivi che si legge ovunque è 12 miliardi all’anno. In realtà quello è il costo del totale delle componente A3, nella quale sono compresi anche costi che nulla hanno a che fare con le rinnovabili (come il Cip6, che ha regalato decine di miliardi a petrolieri e produttori fossili con il trucco delle “assimilate”).

Un’altra azione da seguire per ridurre il costo dell’energia elettrica è fare pulizia tra le voci che concorrono a formare il costo in bolletta. Ad esempio: i diversi oneri per la messa in sicurezza dei siti nucleari, quelli speciali alle Ferrovie, e i sussidi legati a inceneritori e raffinerie (le assimillate).

Per ciò che riguarda le rinnovabili, il peso direttamente attribuibile agli incentivi è tra i 6,7 miliardi al fotovoltaico e i 3 destinati alle altre fonti. Le cifre sono in linea con la Germania. Quest’anno i cittadini e le imprese tedesche sosterranno un costo del tutto analogo a quello italiano, cioè di circa 20 miliardi (in un mercato elettrico doppio rispetto al nostro).

Lamentarsi del fatto che l’energia costa troppo ed accusare di questo i troppi impianti rinnovabili, come fa Zanonato in qualità di Ministro, è una considerazione miope. Le rinnovabili sono l’unica fonte che ci consente di limitare la nostra dipendenza dalle importazioni delle fonti fossili e quindi l’unica scelta che ci tutela da ulteriori aumenti.

Infine, occorre premiare i risparmi realizzati da aziende e famiglie: il miglior modo per ridurre la bolletta energetica nazionale è quella di ridurre sensibilmente il consumo, per esempio riqualificando i propri edifici o installando impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Vanno proprio in questo senso le azioni che Legambiente promuove ormai da anni con ottimi risultati come i Gruppi di Acquisto Solare e la rete degli Sportelli Energia.

Piero Decandia – Responsabile Energia Legambiente Padova

 

5 Responses to “Zanonato sbaglia: non è colpa delle rinnovabili”

  1. Zanonato ha presente che in quel costo ci sono anche i CIP 6 dell’inceneritore APS di Padova?

    • Gianni Sbrogiò scrive:

      Zanonato non sbaglia. La sua è una scelta ragionata, industrialista e privatistica. Di dati ne ha più di noi per sapere di chi è la colpa. La sua è una linea maggioritaria nel PD e che sarà totalitaria con Renzi. Zanonato (filo Bersani/Cuperlo) a Padova, come sindaco, l’ha dimostrato con l’incorporazione di Acegasaps ad Hera e lo sta dimostrando oggi, come ministro, facendo riunioni con le multiutility del settore energia e dei servizi pubblici locali. Cosa vuole? Eliminare quello che esiste ancora di gestione pubblica. Vuole fare una legge che premi i sindaci che vendono le quote delle varie aziende pubbliche che gestiscono acqua, rifiuti, trasporti. Sveglia!!!!!!!

  2. federico scrive:

    Poichè penso che Zanonato, come tutti i politici, giochi sull’equivoco e la speranza che la maggioranza dei cittadini non se ne accorga, non sarebbe possibile predisporre un messaggio pre-confezioanto da inoltrare al ministro, tramite un semplice link, da parte di tutti i cittadini che lo vogliano fare?

  3. ecopolis scrive:

    purtroppo il nostro giudizio negativo sul Ministro Zanonato viene confermato leggendo quanto questo è andato a dichiarare ieri ad Ecomondo a Rimini di fronte a centianaia di imprenditori della green economy
    http://www.qualenergia.it/articoli/20131108-agli-stati-generali-della-green-economy-2013-un-ministro-dello-sviluppo-da-secolo-passato

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