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quadrante orologioTra gli oltre 4.300 visitatori che nell’ultimo anno hanno salito gli stretti gradini della Torre dell’Orologio di p.zza dei Signori, su fino a sfiorare e scoprire gli antichi meccanismi che regolano il funzionamento della “copia” del 1430 del più antico Orologio astronomico del Mondo costruito nel 1344 da Jacopo Dondi e poi distrutto dalle guerre di fine trecento – ci sono state anche le discendenti della famiglia Dondi dell’Orologio e Mister Chris Mckay, il Temperatore del Big Ben di Londra.

E’ successo domenica 28 aprile quando, in occasione delle Celebrazioni per il settimo Centenario Dondiano; con loro anche il prof. Bullo del Comitato delle celebrazioni Dondiane, accompagnato dalla prof.ssa Marisa Addomine studiosa dell’orologeria meccanica e dal prof. Pennestri dell’università di Roma Tor Vergata.

Un episodio importante, come in realtà sono stati tutti i 170 giorni di aperture, tra ordinarie e straordinarie, che si sono susseguiti dal mese di ottobre 2012 al 30 settembre 2013. Tre giorni fissi di apertura la settimana, il mercoledì, venerdì e sabato hanno consentito a 2.605  visitatori di accedere ad uno dei monumenti più caratteristici di Padova, mentre 1.755 sono coloro che hanno approfittato delle aperture straordinarie domenicali, per un totale di 4360 visitatori, di cui il 50,6 % è residente nella città di Padova.

Come è possibile raggiungere questo risultato? Grazie all’impegno di 28 volontari coinvolti da Legambiente; ad ogni turno di apertura sono presenti dai 2 ai 4 volontari che si dividono i compiti di accompagnamento dei visitatori, illustrazione dell’orologio, accoglienza e prenotazioni visitatori.

E di cose da scoprire sull’Orologio ce ne sono moltissime (vedi qui la dispensa del corso di aggiornamento per i volontari).

Che sia un monumento simbolo, visibile da lontano e che comunica identità alla nostra città ce lo ricorda la lapide collocata sul lato sud del Battistero (qui tradotta dal latino), in memoria del suo ideatore: “Io Jacopo ero nato in Padova, e rendo alla terra ciò che essa mi diede. Ecco una piccola urna racchiude il mio freddo cenere. Colla mia opera fui utile alla patria, e abbastanza noto alla città. Ho appreso l’arte della medicina, e quella del cielo e delle costellazioni dove ora mi dirigo sciolto dal carcere del corpo. L’una e l’altra arte rimangono in verità illustrate nei miei scritti, ché anzi sappi, lettore carissimo, essere mia l’invenzione che ti annuncia il tempo delle stagioni e le ore di mutevole durata che anche di lontano cogli dalla sommità della torre. E in silenzio prega per me pace e perdono”.

Siamo soddisfatti dell’affluenza dei padovani e dei visitatori da fuori Padova e stranieri. C’è molto interesse e curiosità per un sito che è stato inaccessibile per lungo tempo, quanto meno fino al 2010 quando si sono completati i lavori di restauro.

Visto il crescente successo delle aperture Legambiente – Salvalarte ha realizzato una maglietta e una borsa ricordo dell’orologio. Sono reperibili nel circuito dei monumenti; chiediamo in cambio una offerta. Ci è utile per migliorare l’accoglienza, i materiali e le attività formative del gruppo Salvalarte e di Legambiente.

Non sfugga ai lettori (ed ai visitatori) che Legambiente-Salvalarte apre gratuitamente un “sistema di monumenti” cosiddetti minori: la Reggia carrarese, la Scuola della carità e l’oratorio di Santa Margherita (vedi qui l’elenco e gli orari)

Ma Salvalarte è anche una occasione di volontariato, culturale ed ambientale, a favore della nostra città e del suo patrimonio storico ed architettonico. Chi fosse interessato ad unirsi al gruppo può rivolgersi a Legambiente la mattina di lunedì, mercoledì e venerdì chiedendo di Tiziana (piazza Caduti della resistenza 6) per telefono 049.856.12.12 o via e-mail:  salvalarte@legambientepadova.it

Salvalarte – Legambiente Padova

One Response to “La nostra storia dentro la Torre dell’Orologio”

  1. Tiziana scrive:

    Quello che noi abbiamo quantificato è solo il numero delle persone che sono venute a visitare la Torre dell’Orologio. Dietro ai numeri c’è molto altro, come la disponibilità, la pazienza e la competenza di tutti i volontari, e a volte anche la loro resistenza fisica, alle scale, al freddo…e per tutto questo si è ripagati solo dal grazie dei visitatori.
    Quindi per tutto questo a tutti i volontari del circuito, Grazie.

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