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orto_rosa2Università e Comune di Padova stanno studiando la possibilità di connettere il “Giardino della Biodiversità” (la grande serra in corso di ultimazione nell’area ex Tre Pini, ceduta dall’Antonianum all’Università per l’ampliamento dell’Orto Botanico) con l’Expò 2015 di Milano, il cui tema è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Un’iniziativa positiva e – come da più parti si è sottolineato – sicuramente importante anche ai fini di un incremento del turismo nella nostra città. Riteniamo però che la proposta risulterebbe ancor più significativa ed incisiva, sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista economico, se ad essa fosse associato un più generale progetto strategico della città e della Comunità metropolitana di Padova finalizzato all’alimentazione sostenibile ed alla valorizzazione dell’agricoltura e del proprio territorio rurale. 

Un progetto innovativo d’avanguardia, da presentare ed illustrare proprio in occasione dell’Expò. Un progetto che implica una nuova visione dei principi e delle forze che governano (o che dovrebbero governare) i processi evolutivi dell’organismo urbano e quindi anche un nuovo modo di pensare l’urbanistica, la pianificazione territoriale e la programmazione economica.

La salvaguardia ed il recupero a fini agricoli dei terreni del territorio urbano e periurbano, troppo spesso abbandonati o sottoutilizzati, è oggi una delle questioni centrali affrontate dai programmi della FAO e della Comunità Europea per assicurare – anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto – la sicurezza e la sovranità alimentare delle diverse nazioni. Diverse città europee hanno a questo fine messo a punto in anni recenti apposite strategie e politiche per la protezione degli spazi naturali e agricoli periurbani e per il sostegno a nuove forme di produzione agricola in grado di sfruttare i vantaggi derivanti dalla prossimità con gli insediamenti urbani, di differenziare e qualificare i propri prodotti, di integrare l’attività agricola con l’offerta di una pluralità di servizi sociali e culturali, di favorire la biodiversità, garantendo nel contempo la salute ed il benessere degli abitanti.

Basti ricordare la costituzione da parte della città di Barcellona del parco rurale del Baix-Llobregat, il GrünGurtel di Francoforte, il Parco della Piana di Firenze e Prato o il Programma comunitario UrbAct II che coinvolge una decina di città e comunità locali. Progetti che in molti casi consentono anche di accedere ai finanziamenti europei ed a quelli connessi ai Programmi regionali di Sviluppo Rurale.

Sono queste considerazioni che evidenziano la positività e l’estrema attualità della proposta avanzata nei mesi scorsi da una trentina di associazioni ambientaliste, culturali e di categoria per la formazione anche nel nostro contesto metropolitano di un Parco Agro-paesaggistico in grado di associare gli aspetti della salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici presenti nel territorio al sostegno delle aziende agricole e dell’occupazione nelle attività connesse, nonché alla incentivazione e promozione di pratiche agricole rispettose dell’ambiente e della biodiversità.

L’istituzione del Parco è stata richiesta alla Regione Veneto sia nell’ambito del nuovo Piano Paesaggistico regionale, sia tra le azioni previste dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale in corso di elaborazione per gli anni 2014-2020.

Ciò per cui ci si dovrebbe con urgenza impegnare è però anche l’elaborazione, con le metodologie partecipative di Agenda 21, di un Piano di Azione locale per l’alimentazione sostenibile che definisca con precisione, oltre alle finalità generali del parco, gli obiettivi specifici da raggiungere, gli attori, i tempi e le risorse da mettere in campo, attivando nel contempo un efficace coordinamento delle buone pratiche già avviate (si pensi ai mercati di prossimità, ai gruppi di acquisto solidale, alle aziende che praticano l’agricoltura biologica, all’azione didattica e formativa di Università, Istituti tecnici e associazionismo culturale, alla rete degli orti urbani, al parco etnografico di Rubano, all’agriturismo, agli itinerari ciclabili tematici…) e realizzando, prima del 2015, alcuni significativi interventi in grado di anticipare ed esemplificare le strategie e gli indirizzi del piano. Tra questi, in primo luogo, la Fattoria Urbana prevista nelle aree del Basso Isonzo.

Sergio Lironi, Presidente onorario Legambiente Padova

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