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Lunedì sera il Consiglio Comunale di Padova è stato chiamato a esprimersi in merito alla fusione fra AcegasAps e la multiutility Hera. Il consiglio comunale, vista l’importanza della decisione, è stato posto sotto i riflettori: molti i presenti, contestazioni fuori, riunioni dei partiti convocate d’urgenza per tutto il fine settimana. Alla fine il consiglio comunale ha votato sì: nella maggioranza solo Rifondazione Comunista si è opposta alla fusione.

Ciò che ha stupito più Legambiente però è stata la modalità con cui si è arrivati a questa decisione. Qualche articolo agostano, qualche riunione a settembre e poi l’aut aut imposto dal Sindaco. O si vota si, o si va a casa. Ecco, la prima cosa che ha stonato di questa fusione è stato proprio questa fretta. Si può dire ciò che si vuole, si può affermare la bontà dell’operazione, ma non che non si sia cercato di arrivare a un voto blindato nel minor tempo possibile.

Come Legambiente abbiamo chiesto che la decisione venisse posticipata. La città avrebbe potuto discutere con calma e in maniera approfondita: in fondo si tratta di decidere chi gestirà in futuro i nostri servizi: acqua, gas, rifiuti e non solo. Perché non spiegare con calma alla città questa operazione? Perché tutta questa fretta?

Al sindaco Zanonato, lo sappiamo, la partecipazone non piace. Ma d’altronde è comprensibile: diventato sindaco nel 1993, è sempre stato un decisionista e poco incline agli stimoli che venivano dalla società civile. Non cambierà certo modalità ora che è al termine del suo mandato (prova ne è gli insulti scritti con incredibile mano lesta sui social network durante il consiglio comunale, nei confronti di chi osava criticare l’operazione).

Ciò che ancora stupisce è la subalternità di chi è stato costretto a votare questa fusione. Sel, l’Idv, esponenti del Pd (unite a Rifondazione) rappresentavano circa un terzo della maggiornza. E un fronte così compatto avrebbe potuto imporre una discussione più ampia. Avrebbe permesso anche a questi partiti di spiegare meglio ai cittadini quali garanzie hanno chiesto nei confronti della fusione.

Oggi invece appaiano, all’opinione pubblica come deboli e ostaggi del Sindaco.

Non aver chiesto più tempo è stata per loro un’occasione sprecata.

Ci auguriamo però che si impari dai proprio errori. E che nelle prossime occasioni si apra a una vera partecipazione: anche vedendo cosa sta succedendo nel resto d’Italia, che sia questo un monito per i futuri candidati sindaci.

Andrea Ragona – Presidente Legambiente Padova

9 Responses to “Fusione Acegas-Aps HERA, un sì che preoccupa”

  1. Lorenza Annoni ha detto:

    Il”più tempo” , un rinvio per prendere una decisione era stato chiesto dalla consigliera Mancin nella conferenza dei capigruppo precedente al consiglio ed era stato negato a maggioranza!

  2. paolo ha detto:

    Padova ha perso ancora una volta la sua autonomia nel servizio al Comune e nellle decisioni sulla sua pelle
    Secondo me è stato un GROSSO errore che pagheremo caro in futuro

  3. Luca Luciani ha detto:

    … in questo caso non si tratta solo di “occasione sprecata”, ma di una scelta enormemente irreversibile. Quindi di una significativa responsabilità nei confronti dei cittadini tutti.
    Vent’anni di potere e mentre ci si appresta a fare di tutto per procrastinarlo ancora facendo eleggere chi porterà avanti gli interessi che si sono delineati in tutti questi venti anni è qualcosa di deleterio anche per una città troppo accondiscendente come Padova.

  4. Rosa ha detto:

    E’ l’ennesimo esproprio di democrazia da parte di un sindaco che ha un assessorato alla partecipazione! E SEL e IDV hanno votato obbedendo alle indicazioni dei capi e perdendo così qualsiasi credibilità a livello locale. Non bisogna più pensare di entrare per cambiare i partiti, bisogna proporre forme partecipate di far politica, come sta cercando di fare A.L.B.A. alleanza lavoro, beni comuni e ambiente. Guardate il sito!

  5. gianni ha detto:

    Si. Decidersi finalmente di non votarli (chi ancora vota) è una strada buona. Basta con questi metodi -aldilà della fusione Hera.
    Decidiamo insieme una figura di indirizzo, di indirizzo comune e di garanzia(senza partiti, ex partiti, sigle…..professionisti vari,sindacati ) e orientiamoci tutti su quella (Palombarini? o chi?),magari uscendo con un manifesto pubblico unico di firme di tutti -gli indipendenti da tutto. Sfiduciamoli tutti,”padrone” e “servitori”.
    Ci proviamo?
    G.

  6. gianni ha detto:

    non ho capito bene,il lato negativo di questa fusione.

  7. andrearagona ha detto:

    E’ proprio questo il punto, Gianni. Se ci fosse stato più tempo (visto che si è trattato di un passaggio cruciale per la città) anche chi era contrario avrebbe potuto esprimere al meglio la sua posizione.

  8. lucchiari ha detto:

    Ma Legambiente che dice? Come avrebbe votato? Io qui, da ciò che scrive, non l’ho mica capito!

  9. andrearagona ha detto:

    A queste condizione avremmo votato no. Detto questo, ribadisco che se ci fosse stato un approfondimento di discussione sarebbe stato meglio per tutti. Si parla di scorporo dell’acqua, ma non ci si deve fermare lì. Diciamo che se una multiutility lontana dal territorio è condivisibile per il gas e l’elettricità, lo è meno per i rifiuti (e ovviamente l’acqua)

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