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n-GATTA-large570Un sabato mattina di aprile, con i partecipanti del corso per volontari di Salvalarte 2013 che si rintanavano sotto gli ombrelli per proteggersi dalla pioggia, la nostra guida Gabriele Righetto ci accompagnava alla scoperta della Padova antica. Era un percorso dal ponte romano di San Lorenzo all’Arena attraverso via VIII febbraio: un tragitto diverso da quello classico della Padova romana, per scoprire quelle tracce del passato che non sono facilmente visibili, e a cui non sempre si fa attenzione quando si cammina velocemente tra le vie del centro storico. Arrivati all’incrocio con via Sant’Andrea ci siamo soffermati anche sulla “Gatta”. Che in realtà è un leone ….

… i padovani lo scelsero come trofeo di guerra, nel 1209, quando sconfissero Aldobrandino I marchese d’Este. Il destino però sembrava scritto. Nel 1797 la statua della Gatta andò distrutta a seguito del  Trattato di Campoformio che segnò la fine della Repubblica di Venezia. Tutti i domini veneziani passarono sotto il controllo francese e tutti i simboli della Serenissima vennero distrutti. Appena fu possibile, però, i padovani fecero fare una copia della Gatta e la ripristinarono come era in originale. Altre vicende hanno segnato la statua, tanto che si presentava già senza testa, ma almeno resisteva al suo posto da secoli, fino a lunedì mattina quando un furgone maldestramente …. Ad aprile, finita la spiegazione, sempre più inzuppati d’acqua, ci siamo mossi verso la colonna di Piazza Garibaldi. Fu momento breve, ma che ha portato l’attenzione su un’opera “minore”, lontana dal classico percorso turistico.

Questo è lo scopo di Salvalarte, puntare i riflettori su tutti quei monumenti che vengono estromessi dai percorsi di visita perché non fanno numero, e che quindi rischiano di essere dimenticati e di non essere valorizzati come dovrebbero. Da quindici anni lavoriamo in città con questo scopo (vedi qui le nostre attività di volontariato e come unirti al gruppo), siamo attivi con quasi cento volontari e con un “sistema” di monumenti che ora sta avendo il giusto riconoscimento. Le conquiste sono state tante (ad es. il restauro della scuola della Carità sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio) e anche il Comune di Padova ci aiuta e sostegne il progetto.

Ma bisogna continuare, e dopo l’incidente di lunedì, si è capito che tutto quello che si è fatto non è bastato. Il gruppo Salvalarte di Legambiente Padova continua a portare avanti i propri obbiettivi, sperando che in un futuro, come dice la nostra vicepresidente, non servirà più un gruppo Salvalarte perché tutto sarà salvato. 

Finita l’estate alla ripresa delle attività a pieno regime abbiamo scelto una frase: “la bellezza ci salverà”, per ricordare a tutti quali sono i nostri obiettivi e come portarli avanti. L’abbiamo stampata su magliette e borsette, affiancandola al disegno del monumento più riconoscibile del circuito di Salvalarte, la Torre dell’Orologio di Padova.

In modo che chiunque condivida con noi l’attività di volontariato, i nostri obbiettivi o che voglia semplicemente sostenerci, con un piccolo gesto ci può aiutare: acquistando la maglietta, al costo di 8 euro o la borsetta (sottoscrizione di 5 euro). Vedi qui foto e dove trovarla.

La sola maglietta sarà data in omaggio a chi si iscriverà a Legambiente (vedi qui) direttamente ad uno dei monumenti del circuito Salvalarte oppure presso la nostra sede di p.tta Caduti della Resistenza 6: unitevi a noi, che da anni lottiamo per la difesa del territorio e del patrimonio storico-artistico.

Tiziana Mazzucato – volontaria Legambiente Padova

One Response to “Scempio Gatta. Ma la bellezza ci salverà”

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