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auditoriumItalia Nostra scrive in questi giorni, in cui si è riaperto con forza il dibattito sull’(in)opportunità di realizzare un auditorium a p. le Boschetti.

Lo fa rivolgendosi al Sindaco Ivo Rossi, all’assessore alla cultura Andrea Colasio e al Presidente della Commissione cultura Giuliano Pisani (questi ultimi due da sempre contrari all’ipotesi Kada). “Va salutata con incondizionato favore – scrive Renzo Fontana, vicePresidente di Italia Nostra sezione di Padova – la sempre più concreta ipotesi, ventilata dall’Amministrazione comunale, di rinunciare all’auditorium in piazzale Boschetti per una sua diversa ubicazione nell’ex Tesoreria della Cassa di Risparmio in piazza Eremitani o al Centro congressi in Fiera. Diciamo subito che a parità di capienza riteniamo senz’altro preferibile la scelta dell’ex Tesoreria, che con l’adiacente Conservatorio Pollini darebbe vita a un’organica cittadella della musica. In ogni caso, ed è la cosa più importante, con il definitivo tramonto del progetto Kada, da noi sempre avversato, piazzale Boschetti potrà tornare alla sua originaria vocazione di spazio destinato a verde, nel pieno rispetto della Cappella degli Scrovegni.

Sulla quale tuttavia – conclude Renzo Fontana – continua a incombere la minaccia del grattacielo più alto del Veneto (108 m), quello di Podrecca, già in cantiere nell’area PP1 affacciata su via Trieste: un intervento incompatibile con il capolavoro di Giotto, sia in termini di sicurezza idraulica sia in termini di impatto visivo. Si tratta peraltro di un progetto che sta segnando il passo a causa della crisi economica e che potrebbe trarre profitto da una riprogettazione meno impattante e più praticabile sul piano economico e di mercato”.

Anche Legambiente si è sempre opposta alla scelta della navicella aliena di Kada da far atterrare a fianco del Piovego. Nel febbraio 2012 Lorenzo Cabrelle di Legambiente così ricostruiva gli errori di localizzazione dell’auditorium al Boschetti: La giunta Destro ha commesso il primo errore: avere aumentato per complessivi 34.000 metri cubi la volumetria edificabile all’interno dell’area Boschetti, accogliendo un’istanza speculativa della Provincia, il cui obiettivo era più quello di reperire risorse finanziarie. Il secondo errore, commesso dalla giunta Zanonato, è stato la permuta, tra Comune e Provincia, della potenzialità edificatoria all’interno del PP1 con l’area Boschetti. La finalità di insediarvi il futuro Auditorium era certo più nobile di quella iniziale della Provincia, ma non sufficiente a giustificare la saturazione edilizia di una delle poche aree libere a ridosso del centro storico. Saturazione che compromette la possibilità di realizzare un fondamentale tassello del Parco delle Mura e delle Acque, che fa tutt’ora parte dei programmi di questa stessa amministrazione”.

Soluzioni alternative? Nel tempo ne abbiamo indicate molte (fiera, ex Tesoreria, Arcella). Quello che chiediamo da sempre è un auditorium come nuovo monumento all’interno delle periferie storiche o di nuove centralità.

Vorremmo confrontarci su un’idea nuova di città, in cui i residui spazi liberi siano recuperati come verde connettivo della città densa ed in cui un auditorium diventi un primo concreto passo per una radicale riqualificazione e rigenerazione di un quartiere, degradato ma strategico per tutto l’organismo urbano.

redazione di ecopolis

Il titolo di questo articolo è lo stesso di un nostro dossier di febbraio 2012 (clicca qui). Un anno fa era una richiesta, oggi sta diventando una realtà. Ma ora vogliamo la “restituzione” di p.le Boschetti ad area verde come previsto da Piccinato (nel PRG degli anni ’50, leggi l’intervento di Roberto Gambino) per essere area di salvaguardia e valorizzazione delle mura e Cappella degli Scrovegni

2 Responses to “Auditorium sì, ma non lì”

  1. marinella juvarra ha detto:

    mi dispiace…si vede che non siete mai andati ad un concerto di musica classica e che non tenete conto di chi frequenta le sale da concerto!….non è un evento straordinario come per i concerti di musica “altra” dove si aspira al tutto esaurito per compensare gli altri costi organizzativi (per cui più grande è lo spazio meglio è). Il concerto di musica classica fa parte della vita quotidiana delle persone (giovani appassionati di musica ma soprattutto anziani, molti!)….ci si va a piedi, in bici, in taxi, qualcuno in macchina, fa parte dei luoghi storici della città…come lo erano i cinema e i teatri (è come se il teatro Verdi fosse all’Arcella o alla fiera….ma per carità!). Quindi non vedo l’orrore nell’accostare un auditorium di musica con la cappella di Giotto…(che si cambi progetto!). Sono già stati buttati fuori i giovani dal centro (multisala, geox, discoteche) adesso anche gli altri? Ben venga l’ex tesoreria!
    Saluti, marinella juvarra

  2. lorenzo cabrelle ha detto:

    L’auditorium, secondo le previsioni progettuali presentate già nel 1999, non era stato pensato per i soli concerti di musica classica ma doveva costituire una vera e propria “cittadella della musica” fruibile in tutte le ore del giorno, integrata con il Conservatorio, con tre sale di ascolto, sala prove, sala di regia, sala incisione, torre scenica, foyer, mediateca specializzata, caffetteria, spazi per l’amministrazione e di servizio. Il progetto si è via via ridotto fino all’attuale versione, che prevede una sola sala da 1200 posti. A questo punto l’auditorium può ben trovare sede nell’ex tesoreria, come giustamente sottolinea Renzo Fontana di Italia Nostra. Ma se si dovesse tornare ad un’ipotesi di auditorium degna di una città metropolitana di livello europeo, la sua localizzazione va pensata con criteri urbanistici, che devono privilegiare l’accessibilità della struttura, da affidare prevalentemente ai mezzi pubblici, e l’organizzazione policentrica della città. Va quindi abbandonato il criterio di concentrare tutti i monumenti all’interno del centro storico, per di più in aree pregiate sotto l’aspetto ambientale come piazzale Boschetti, ma va perseguito un programma di delocalizzazione, che privilegi, anche al fine di nobilitarli e di sottrarli al loro destino di periferia, i quartieri dove di fatto si concentra la gran parte della popolazione.
    saluti, Lorenzo Cabrelle

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