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trashed film 1Dal 12 giugno sono iniziate le proiezioni nelle sale cinematografiche italiane del docu-film “Trashed” della regista Candida Brady, interpretato dall’ attore Jeremy Irons, un importante inchiesta sui sistemi di smaltimento dei rifiuti in tutto il mondo e sul loro impatto sull’ ambiente e sulla salute.

Si inizia dalle discariche con le immagini di una montagna di rifiuti alta 40 metri su una spiaggia del Libano ed il commento di un profugo palestinese che vive su quella montagna; l’ Inghilterra è il paese europeo con più discariche, a New York ci sono 14 discariche ormai tutte sature, mentre a Pechino semplicemente non c’ è più spazio fisico per costruirne di nuove.

La situazione del sud-est asiatico è ancora peggio: a Giakarta, capitale dell’ Indonesia, 11 milioni di abitanti sversano i propri rifiuti direttamente vicino al fiume della città, il quale stracolmo di rifiuti rappresenta anche la principale fonte di acqua potabile per i poveri del posto.

Si passa poi agli inceneritori, definiti da alcuni “l’alternativa pulita alle discariche”: si va in una cittadina islandese dove l’ inceneritore ha avvelenato i campi vicini con l’ emissione di diossine, poi in una piccola valle del sud della Francia dove il nesso diossine-tumori è stato provato e l’ inceneritore chiuso ed abbattuto; non esistono numeri precisi sugli inceneritori esistenti al mondo, ma alcuni dati sono certi: il paese che ne ha di più è il Giappone, ben 469, ma non esistono dati del governo giapponese sulle emissioni. In USA ci sono 190 inceneritori.

Oltre al professore Paul Connet, molto noto anche in Italia, promotore della strategia “Rifiuti zero” (oggetto tra l’ altro di una raccolta firme che ha come obiettivo la presentazione in Parlamento di una legge di iniziativa popolare per la chiusura di inceneritori e discariche) numerosi sono gli altri esperti di fama internazionale intervistati. Le conclusioni a cui giungono sono inequivocabili: una percentuale tra il 50% e l’ 80% dell’ inquinamento da diossine nel mondo è dovuto agli inceneritori, queste sostanze entrano nei nostri tessuti e accumulandosi nel tempo provocano danni all’ organismo, pure la nostra catena alimentare è inquinata dalle diossine, la stessa riproduzione è a rischio attraverso l’ avvelenamento della placenta, malformazioni neonatali e morti precoci. Dati e conclusioni scientifiche che vanno mostrate ai governi di tutto il mondo ed anche ai mezzi d’ informazione che troppo spesso ignorano la pericolosità degli inceneritori.

Ci si sposta poi in Vietnam per vedere gli effetti della guerra con gli USA, i cui aerei militari spruzzarono sulla foresta l’ “agente orange”, ossia nuvole di sostanze tossiche e diossine; le immagini di bambini nati malformati sono un pugno nello stomaco per lo spettarore.

Dagli sfregi della guerra si passa all’ inquinamento dei mari, ed è qui che il capitano Charles Moore racconta di come scoprì la famosa isola di plastica nell’ oceano.

“Trashed” ci mostra anche le alternative, dal trattamento a freddo dei rifiuti, al modello San Francisco passando per il compostaggio e la vendita di prodotti senza imballaggi; soprattutto lancia una speranza nel presente: il cambiamento inizia ora, ed è accogliendo questo appello che invitiamo tutti ad andare a vedere il film e a sostenere fin da oggi le lotte dei comitati parmensi per bloccare l’ accensione definitiva dell’ inceneritore nella loro città, diventato ormai un simbolo della battaglia contro questi ecomostri, lotte che riprenderanno con intensità dopo i mesi estivi.

Roberto Marinello

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