Fase 2. Ripartiamo in bici

In questi giorni è al via la fase 2, periodo in cui conviviamo ancora con il Coronavirus e effettuiamo le prime prove tecniche di ripartenza a partire da azioni quotidiane come uscire di casa e muoversi.

 

Ora ci pare indispensabile ripensare la mobilità, individuando soluzioni innovative e prive di effetti negativi su salute e ambiente.

Prevenzione sanitaria e sostenibilità climatico-ambientale, infatti, presentano numerosi punti di contatto. Riduzione dell’inquinamento e uso di mezzi alternativi all’auto fanno bene alla salute: i cittadini respirano aria pulita e, pedalando o camminando, si mantengono più attivi. Inoltre alcuni recenti studi http://www.ecodallecitta.it/notizie/392794

indagano su possibili correlazioni tra inquinamento da micropolveri e coronavirus. Pur in assenza di certezze a riguardo, il principio di precauzione impone di mantenere basse le emissioni per non correre rischi.

Purtroppo nei prossimi mesi i mezzi pubblici trasporteranno meno passeggeri per garantire il distanziamento sociale, indispensabile per contenere il contagio. L’auto potrebbe apparire ai cittadini l’unica soluzione per proteggersi dal virus, con tutte le conseguenze che possiamo facilmente immaginare. Per questi motivi riteniamo che l’Amministrazione, ispirandosi a un nuovo modello di città, debba riorganizzare la mobilità, ricalibrando il ‘Piano urbano mobilità sostenibile’ http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=25024#more-25024 (PUMS) e favorendo il più possibile l’uso della bicicletta, oggi avviene in molte città (Milano in particolare). Infatti è la bicicletta il mezzo che permette il miglior distanziamento sociale, come sottolineato dall’OMS.

Attualmente gli spostamenti effettuati in bicicletta a Padova sono il 21% secondo i dati forniti dal PUMS. Riteniamo che si possano aumentare del 50% in breve tempo e senza investimenti faraonici, adeguando e completando la rete ciclabile esistente. Come Legambiente, abbiamo presentato alcune proposte, che l’Amministrazione ha già in parte già assunto come impegni. Le richiamiamo qui, impegnandoci a collaborare per una rapida realizzazione.

Bicipolitana. è possibile attivare in tempi brevi e con investimenti ridotti alcune delle linee di forza (i percorsi ciclabili che insistono sulle principali vie di spostamento) previste dal progetto http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=21445, anche in una sua versione emergenziale. Basta spostare risorse già assegnate alle infrastrutture per auto. Teniamo conto che, grazie al nuovo codice della strada, sarà più facile aprire nuove piste ciclabili.

Zona 30. gli interventi di moderazione della velocità veicolare su zone prestabilite http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=12820 sono realizzabili in poco tempo, garantiscono sicurezza e libertà di movimento a ciclisti e pedoni e consentono a tutti l’utilizzo della carreggiata, allargando spazi disponibili e garantendo così un maggior distanziamento sociale.

Anello delle riviere. progetto di un percorso circolare http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=23344 che corre lungo le mura e le riviere, a integrazione della Bicipolitana. In parte esiste già e consentirebbe a molti  ciclisti di andare a lavoro, alla stazione, e all’università, senza attraversare una giungla di strade a senso unico, automobilisti indisciplinati o in divieto di sosta.

Ciclabilità diffusa. Si tratta di strade a senso unico percorribili in bicicletta in entrambi i sensi grazie ad un’apposita segnaletica http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=22521. Esempi? Via Ospedale, via Zabarella, via San Francesco e via Manin. Perché non estenderla a tutta a tutta la ZTL e nelle aree 30, come già avviene in molte città (Ferrara, Reggio Emilia, Piacenza e Bolzano) ?

Bike sharing. Da rimettere a regime (visto il deterioramento osservato negli ultimi mesi) e da estendere a parcheggi scambiatori e ai quartieri finora scoperti. Perché non promuovere una tariffa agevolata (parcheggio + abbonamento bike sharing) incentivando così l’intermodalità auto-bici nei parcheggi all’entrata di Padova?

Aree sosta per bici. Da aumentare il numero e la qualità delle rastrelliere esistenti in città, individuando inoltre nuovi spazi per la sosta sorvegliata.

 

Qui il comunicato stampa integrale

Legambiente Padova