IN NOME DEL POPOLO INQUINATO

Seconda “puntata” della serie che Ecopolis dedica alle tappe e ai risultati più importanti di Legambiente Padova dalla sua nascita, 35 anni fa, a oggi.

Nel giro di pochi mesi dalla sua fondazione, il 13 febbraio 1985, Legambiente Padova riuscì a mettere in campo i principali temi riguardanti la qualità ambientale della nostra città, come testimoniano alcuni articoli usciti sui giornali di quel periodo che potete vedere nelle foto pubblicate in questo articolo a fine pagina. . Temi che, grazie a tante formiche verdi, ai soci e ai volontari dell’associazione, vengono perseguiti caparbiamente negli anni successivi, riuscendo ad ottenere importanti risultati, come quello per la salubrità dell’acqua potabile raccontato in Ecopolis lo scorso 9 aprile. Di seguito le principale campagne realizzate dall’Associazione che saranno approfondite nei prossimi numeri di Ecopolis. Per continuare a migliorare la nostra città l’associazione ha bisogno del tuo sostegno: iscriviti a Legambiente, dona il 5 per mille.

Tutto iniziò da un Bowling

Come ricorda Sergio Lironi, Presidente di Legambiente Padova dal 1985 al 2009: “il primo passo per promuovere la realizzazione di un organico sistema del verde urbano e periurbano fu il convegno organizzato il 21 marzo 1985 (foto 1).

Faranno seguito nei mesi e negli anni successivi numerose iniziative contro il consumo di suolo e per la per la salvaguardia delle aree verdi, a cominciare da quella a favore del Basso Isonzo, allora minacciato dal progetto di costruzione di una mega struttura destinata al Bowling che avrebbe compromesso la possibilità di creare il grande parco previsto dal Piano Regolatore (Prg). Come lo erano le aree del Roncajette a Terranegra sulle quali insisteva un progetto che avrebbe eliminato gli antichi meandri del fiume ed i resti del convento di Sant’Orsola. Nel 1986, grazie alla mobilitazione nostra e di altre associazioni, la minaccia del Bowling fu sventata.  Al Roncajette il Prg fu modificato: viene arretrata l’area destinata a zona industriale, così salvaguardando quel che resta del convento di Sant’Orsola e poi sull’area dei meandri del fiume sorse l’attuale Parco Roncajette”.

In tempi più recenti, ma ne riparleremo, abbiamo difeso il Basso Isonzo da una micidiale variante al Prg e recentemente abbiamo proposto di farne il primo tassello di un grande parco agropaesaggistico tra la Brenta e il Bacchiglione.  Ancora, per anni ci siamo battuti per salvaguardare ed ampliare il parco Iris (insieme all’omonimo comitato). Da ricordare inoltre la riqualificazione, che negli anni ’90 coinvolse alcune scuole superiori, dei Giardini della Rotonda e del Parco di via Fistomba.

“A ruota libera”

Il 1 luglio 1985, con un blitz notturno applicammo una finta segnaletica stradale per segnalare decine di vie a senso unico dove invece sarebbe stato possibile transitare in bici (foto 2). Fu l’inizio di una lunghissima “battaglia” che portò all’attuale rete di piste ciclabili che oggi vogliamo migliorare ancora istituendo la “Bicipolitana” e le aree a ciclabilità diffusa.

Straffichiamoci

Il 6 luglio, facendo il verso ad un noto “Carosello”– interpretato da Ernesto Calindri, sorseggiammo un lungo ed anomalo aperitivo sulle strisce pedonali di Piazza del Duomo, (foto 3)  allora totalmente invasa dal traffico, chiedendone la pedonalizzazione, poi in parte ottenuta. Iniziò così di una lunga lotta per ampliare le pedonalizzazioni e la ZTL, per la mobilità sostenibile e contro lo smog.

Da “bidone selvaggio” al porta a porta

Sempre quell’anno lanciammo il “censimento popolare delle discariche abusive” (foto 4), una vera piaga del nostro territorio. Ne scovammo moltissime, le fotografammo e le denunciammo tutte alla magistratura. Successivamente il nostro impegno continuò con “Puliamo il mondo” e le varie iniziative volontarie di raccolta dei rifiuti abbandonati su argini ed aree verdi di Padova. Iniziammo a far pressione per introdurre la raccolta differenziata, che a Padova allora non si faceva, promuovendo, tra le altre cose, la raccolta autogestita della carta in alcune scuole e l’annuale Festa del Recupero, fino al sostegno informativo alla cittadinanza via via che, in anni recenti, si è iniziato a passare al metodo “porta a porta”.

Attila sui Colli

In autunno denunciammo ripetutamente le concessioni fuorilegge date ai cementifici per ampliare le cave sui colli (foto 5) e ci affiancammo alle associazioni che già si battevano per far approvare una legge regionale finalizzata alla costituzione del Parco dei Colli Euganei. La legge sarà approvata nel 1989 istituendo l’Ente Parco.

 

Lucio Passi – Coordinatore di Legambiente Padova dalla fondazione al 2009

2- continua