EcoForum veneto 2019, tutti i dati sulla gestione dei rifiuti

Premiati con la IV edizione dell’Ecoforum Veneto i 232 Comuni rifiuti free della nostra regione, cioè quelli che differenziano più del 65% dei rifiuti e producono meno di 75kg all’anno per abitante di rifiuto secco non riciclato.

Quali sono i migliori della nostra regione? Risponde il dossier Comuni ricicloni Veneto 2019 a cura di Legambiente Veneto, grazie ai dati certificati dall’Osservatorio Regionale Rifiuti di ARPAV.

Monfumo (TV) conquista per la prima volta il primo posto, con un secco residuo di 23 kg/ab e una raccolta differenziata all’86%. Per le altre province i primi classificati sono San Gregorio nelle Alpi (BL) con un residuo di 26 kg e una differenziata all’86% e Castegnero (VI) con un residuo di 37 kg e una differenziata all’80%. A concludere la classifica ci sono Grezzana (VR), Ceggia (VE), Barbona (PD) e Pontecchio Polesine (RO). Come nelle scorse edizioni solo tre dei bacini d’ambito dei rifiuti si qualificano come rifiuti free: sul gradino più alto del podio Priula con 43,6 kg di secco per abitante all’anno anno e una raccolta differenziata che sfiora l’84%, al secondo posto il bacino Sinistra Piave-CIT con 54 kg/ab ed una differenziata al 80% e Belluno con 74,4 kg/ab e una differenziata del 75%.

Per quanto riguarda invece i Comuni sopra i 30mila abitanti tutto il podio va al trevigiano, con Montebelluna (TV) con 45,5 kg di rifiuto secco per ab. eq. per anno e una raccolta differenziata all’83,2%, Castelfranco Veneto (TV) con 56,6 kg/ab eq. per anno e una raccolta differenziata all’82% e Treviso con 60,5 kg/ab eq. per anno e una raccolta differenziata all’82,7%. Al quarto e quinto posto troviamo invece Mira (VE) e Belluno con rispettivamente 61,9 e 70 kg/ab eq. per anno e una raccolta differenziata al 79,1 e al 74,3%. Sono dati che mostrano con chiarezza che anche i Comuni medio-grandi (non solo i piccoli Comuni) possono arrivare a prestazioni di eccellenza.

Per quanto riguarda invece i capoluoghi tra 15mila e 30mila abitanti il primo posto va a Vedelago (TV), con 34,4 kg di rifiuto secco per ab per anno e una raccolta differenziata di 81,4%, il secondo posto a Preganziol (TV) e il terzo a Paese (TV); per i Comuni tra 5000 e 15mila abitanti il primo posto va a Istrana (TV), con 26,6 kg/ab di rifiuto secco ed una raccolta differenziata di 86%, seguito da Maser (TV) con 26,8 kg/ab e l’86% di RD, al terzo posto e Trevignano (TV) con 27,8 kg/ab e l’85% di RD; per quanto riguarda infine i Comuni come meno di 5000 abitanti, il podio è composto dai già citati Monfumo (TV) e San Gregorio nelle Alpi (BL) e da Zenson di Piave (TV) con 27,3 kg/ab di rifiuto secco e una percentuale di raccolta differenziata di 88.

Complessa la situazione dei capoluoghi di provincia: Treviso, si conferma il capoluogo più virtuoso con un rifiuto secco di 60,5 kg/ab per anno (RD 83%); segue poi sul podio Belluno con 70 kg/ab (RD 74,3%), unico altro capoluogo a potersi fregiare del titolo di capoluogo rifiuti free. Segue a distanza Vicenza con 152 kg/ab per anno (RD 70%). Al centro della classifica troviamo Venezia e Verona: se il capoluogo di regione invia segnali incoraggianti riducendo la produzione di secco pro-capite con 229 kg/ab (RD 53,4%), Verona stagna a 242,9 kg/ab e non raggiunge nemmeno il 50% di RD.

A chiudere la classifica Rovigo e Padova: Rovigo mostra un notevole miglioramento rispetto al 2017 abbassando la propria quantità di secco a 217,4 kg/ab (RD al 59%), Padova invece, pur continuando a progredire per ciò che riguarda la percentuale di RD, superando il 51% non migliora  nella produzione di rifiuto non riciclato pro-capite attestandosi a 264,7 kg/ab per anno.

I dati della situazione regionale ci mostrano un Veneto ormai collaudato che consente alla nostra regione di attestarsi in vetta alla classifica nazionale per la capacità di raccolta e riciclo dei rifiuti.  Un sistema che però nel 2018 si è stabilizzato e non cresce più, con una raccolta differenziata al 68,7% (+0,7% rispetto il 2017) e un aumento della produzione complessiva di rifiuti con un +2,8% rispetto allo scorso anno, segnale che l’economia circolare non abbia ancora scalfito a sufficienza l’innovazione nei processi dell’industria, ad esempio quella degli  imballaggi e del packaging.

Secondo Legambiente Veneto per far decollare i modelli virtuosi servono obiettivi più ambiziosi, spetta alla prossima Giunta regionale il compito di predisporre un Piano per l’economia circolare dei rifiuti.

Legambiente Veneto

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