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In questi giorni tutti abbiamo negli occhi e nella mente le immagini terribili della basilica di San Marco allagata  e dei depositi librari della biblioteca Querini Stampalia sommersi dall’acqua a causa delle alte maree straordinarie che hanno invaso Venezia negli ultimi giorni.

Un patrimonio culturale prezioso e unico al mondo, è in pericolo a causa degli effetti del cambiamento climatico e degli errori o dell’incuria degli uomini nei confronti dell’ambiente in cui vivono.

Il modo migliore per preservare, custodire e valorizzare i beni storici e artistici, ricevuti in eredità dal passato è insegnare ai più giovani a conoscerli e comprenderli nei loro significati culturali. Solo così formeremo adulti consapevoli, dotati di senso critico e di creatività e, proprio per questo capaci di guardare con rispetto e attenzione ai beni e ai manufatti che testimoniano il passato di una comunità o di una città.

Questa è la scommessa educativa alla base del progetto didattico Impara il museo promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Padova per l’anno scolastico 2019/20: proporre ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie un approccio attivo e coinvolgente al museo, alle sue collezioni e ai suoi strumenti, in modo da suscitare in loro interessi e motivazioni che, se ben coltivati, li renderanno persone mature, attente e sensibili al bello che ci circonda.

La ricca offerta didattica predisposta include itinerari: vere e proprie visite guidate interattive a tema, dove studenti, guidati da figure esperte, si allenano a ricavare da soli informazioni dagli oggetti esposti, siano essi reperti archeologici o opere d’arte. Alcuni itinerari ripercorrono la storia degli antichi Veneti o restituiscono la realtà della Patavium romana e della Padova medievale, negli aspetti più significativi della vita quotidiana (i luoghi pubblici, i riti, il gioco, i mestieri, il mercato e le botteghe, l’arte, la scrittura, il fascino della vita di una corte medievale…), grazie all’uso di fonti archeologiche e letterarie (ad es.reperti, iscrizioni di monumenti funerari, passi delle opere di Tito Livio…) e alle ricostruzioni virtuali in 3D.

Altri itinerari offono interessanti chiavi di letture per analizzare il patrimonio artistico medievale, moderno e contemporaneo: analizzando diverse opere, viene evidenziata l’evoluzione dell’iconografia sacra,  del paesaggio e della figura femminile nella rappresentazione pittorica nell’arco di più secoli. Molto interessante anche l’indagine su simboli, attributi e dettagli che caratterizzano la raffigurazione dei soggetti religiosi e mitologici e la ritrattistica: tali elementi sono individuati e riconosciuti nella loro  funzione comunicativa.

Inoltre gli itinerari sono abbinati a laboratori, momenti molto utili per sperimentare, a livello  pratico e manuale, le conoscenze apprese nello studio, consentendo una comprensione più completa dei materiali esposti nei musei.

I percorsi si articolano in sezioni tematiche (Archeologia e storia antica, Arte medievale e moderna, Numismatica, In città e nel territorio, Arte contemporanea) e sono suddivisi per tipologia scolastica (primaria, secondaria di primo e secondo grado), adattandosi alle esigenze delle diverse fasce di età. 

Quest’anno l’offerta didattica presenta una novità: è integrata da itinerari e laboratori interattivi, proposti nell’ambito della mostra “L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi”  ospitata Centro culturale Altinate San Gaetano fino al 28 giugno 2020. Bambini e ragazzi saranno accompagnati alla scoperta dell’antico Egitto e dei suoi reperti attraverso giochi e stimoli sensoriali.

Speriamo che la capacità di raccontare in modo efficace il passato, stimolando emozioni, creatività e intelligenza, contribuisca a salvare il futuro.

Silvia Rampazzo – redazione ecopolis

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