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Si è svolto sabato 26 ottobre 2019 davanti al Municipio di Ca’ Morosini, un sit-in con Conferenza stampa per illustrare e denunciare l’ampliamento strisciante della Discarica di Sant’Urbano.

Il tutto è avvenuto tenendo all’oscuro la popolazione e i Sindaci del territorio circostante che stanno ancora attendendo risposte alle osservazioni presentate contro la richiesta di ampliamento di 1 milione di metri cubi di rifiuti, spacciato per “riconformazione morfologica della copertura finale della discarica”.

Con due Decreti pubblicati sul BUR n.119 del 18/10/2019, a firma del Direttore dell’area Tutela e Sviluppo del territorio dott. Nicola Dell’Acqua, si alza a 9.000 t/a il quantitativo di rifiuti in arrivo dalla provincia di Belluno e si proroga per altri 3 mesi il conferimento di 11.850 t di rifiuti vari provenienti da Verona. Poiché la discarica sta già sopperendo alle cosiddette emergenze gestionali anche di Venezia e Treviso, con una prassi anomala e discutibile, nello stesso Decreto n.69 del 27/09/2019 si autorizza di aumentare per l’anno in corso la capacità di smaltimento di rifiuti, passando da 156.000 a 170.000 t.

Ricordiamo che il Progetto di ampliamento, già bocciato nel 2015 dalla Regione Veneto per l’opposizione dei Comitati e degli amministratori comunali dell’epoca, all’inizio di quest’anno è stato sfacciatamente ripresentato.

Questo accade dopo aver verificato che decine di migliaia di tonnellate di fanghi provenienti dalla Miteni di Trissino, sono finite in questa discarica sotto il codice «070712» ovvero «fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti»: come riportato da PadovaOggi, nel solo 2016 la Miteni ha conferito 361 tonnellate di questi fanghi.

A maggio 2018, il Comune di Sant’urbano è stato inserito nella mappa dei comuni veneti a rischio Pfas. La GEA srl (società che gestisce la discarica) si è prontamente attivata per realizzare un impianto (unico nella Regione), per il trattamento del percolato e l’abbattimento dei PFAS.

Dopo le nostre iniziative, il Sindaco di Sant’Urbano Dionisio Fiocco ha dichiarato alla stampa che “gli ambientalisti non sanno che in sede di tavolo tecnico io mi sono opposto, come peraltro ho sempre fatto” – e ancora, che “ è in ballo un ampliamento di un milione di metri cubi e gli ambientalisti continuano a sostenere che io sono favorevole. Eppure non sanno che proprio io ho chiesto una Valutazione d’Impatto Sanitario che ho affidato all’Istituto Mario Negri di Milano”. In realtà leggendo le due Delibere regionali in questione si capisce che il Sindaco ha dato parere favorevole.

La richiesta di Valutazione d’Impatto Sanitario era stata valutata positivamente, ma non abbiamo nascosto il nostro disappunto sulla scelta dell’Istituto, sicuramente di prestigio, ma altrettanto noto per la sua posizione in difesa degli inceneritori. Fossero stai coinvolti gli amministratori e i Comitati del territorio, magari si perveniva ad una scelta condivisa.

Nella scorsa primavera si sono svolti diversi incontri informativi nei vari Comuni, Sant’Urbano compreso, ai quali però il Sindaco non è mai intervenuto. Ora, se la sua volontà di confronto è reale, la nostra disponibilità rimane confermata.

Va precisato che questa discarica insiste su un’area caratterizzata dalla presenza di una fitta rete idrografica compresa tra il canale Gorzone e il fiume Adige, che alimenta gli acquedotti delle provincie di Padova e Rovigo e dove persiste il rischio d’alluvioni.

Il proposito di ampliamento non riguarda quindi solo Sant’Urbano, ma tutto il territorio. Chiediamo di procedere con il percorso virtuoso “rifiutizero” evitando così il ricorso a inceneritori e discariche, che per gli affari di pochi, devastano l’ambiente e minano la salute di migliaia di persone.

Comitato popolare “Lasciateci Respirare” di Monselice, Terre nostre – Veneto, Associazione L’altra Este

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