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Il tempo sta per scadere ed il Comune di Padova è in grave ritardo in quanto non ha adeguato il PAT vigente, decisamente sovradimensionato rispetto alle reali esigenze insediative della città e non in linea con i limiti di consumo di suolo imposti dalla Regione, ma ha solo pubblicato un bando di gara per la revisione del Piano degli Interventi, che richiederà più di due anni prima che il Piano sia approvato.

I Comuni del Veneto devono infatti adeguare entro il prossimo 25 novembre i loro piani regolatori ai limiti imposti dalla L.R. 14/2017 e dal successivo provvedimento n 668/2018 della Giunta Regionale, che hanno fissato per ogni comune, pur con generose e molto discutibili deroghe, la quantità massima di suolo non urbanizzato che potrà essere consumata da qui al 2050, anno in cui in coerenza con l’obiettivo comunitario dovrà essere azzerata. Pubblichiamo l’importante presa di posizione della CIA-Agricoltori Italiani in cui sollecita l’urgente revisione dei piani regolatori.

Per formare 1 centimetro di suolo fertile servono 100 anni, e in 1 ettaro di terreno ci sono 5 tonnellate di microorganismi indispensabili al mantenimento della biodiversità. Secondo una ricerca dell’Università di Padova, negli ultimi decenni l’84% del suolo fertile della regione è stato utilizzato per costruire case.

Gli ultimi dati forniti dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra) sulla cementificazione nella provincia di Padova, trasmettono un messaggio che va esattamente nella direzione opposta rispetto alle richieste della CIA-Agricoltori italiani: Padova è il 5° capoluogo in Italia per suolo edificato, con quasi il 50% di superficie consumata, pari ad un’area di 49,51 chilometri quadrati, e la provincia è la prima in Veneto, con il 19% di suolo cementificato.

“La CIA di Padova si sta impegnando da anni su questo fronte – dichiara il Presidente provinciale, Roberto Betto -. L’urbanizzazione sta mettendo seriamente a rischio l’ambiente in cui viviamo, la nostra alimentazione e la sopravvivenza delle aziende agricole. A loro spetterebbe, infatti, il compito di tutelare il paesaggio, garantire la biodiversità e consentire alla popolazione di alimentarsi con cibi sani. Bisogna lasciare spazio all’agricoltura, ed è indispensabile rivedere i Piani regolatori, considerando l’enorme valore del terreno, non solo da un punto di vista economico. Fermare la cementificazione significa anche assicurare la tenuta idrogeologica del terreno, in un’epoca caratterizzata da sconvolgimenti climatici ormai all’ordine del giorno”.

CIA-Agricoltori italiani di Padova

One Response to “Stop al consumo di suolo, gli agricoltori padovani chiedono di invertire la rotta”

  1. Luca Luciani ha detto:

    ” … Padova è il 5° capoluogo in Italia per suolo edificato, con quasi il 50% di superficie consumata …”: scritta/proposta così è la solita FAKE NEWS di LegaLottaContinuaAmbientePadova. Ogni città d’Italia ha una superficie comunale diversa una dall’altra. Parlare quindi di percentuale di edificato in relazione ad una determinata superficie non conoscendo quest’ultimo dato (omettendo questo valore), e di conseguenza sparare in modo assoluto una classifica nazionale delle città più edificate, significa raccontare delle bugie ad arte per impressionare il lettore. Padova, tra le città capoluogo di provincia italiane, come estensione del proprio territorio, si colloca nella posizione 73° su 111 (https://www.tuttitalia.it/capoluoghi/superficie/): ha quindi una superficie territoriale tra le più piccole (con una popolazione maggiore di quelle di altre città come ad esempio Ravenna o L’Aquila che hanno superfici territoriali immensamente più grandi). Ne consegue che la quantità effettiva di edificato rispetto alle altre città non la colloca nella supposta quinta posizione dichiarata da questa FAKE NEWS.

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