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Legambiente denuncia i rischi della Nuova Pediatria, in contraddizione con la continuità del Parco delle Mura e delle acque: costruirlo invece altrove permetterebbe di tenere insieme entrambi i progetti del Comune. Pubblichiamo il testo della lettera che che Legambiente ha inviato al Comune di Padova. Pubblichiamo il testo della lettera che che Legambiente ha inviato al Sindaco e Vicesindaco della nostra città.

Legambiente Padova è impegnata con molte altre associazioni e ordini professionali a tenere vivo il dibattito sulla realizzazione della Nuova Pediatria ed ha partecipato al recente convegno, tenutosi lo scorso 17 settembre, nella Sala Gasparini a S. Massimo al mattino, con una visita al bastione Cornaro e ai siti interessati dal Parco delle Mura, e nella Sala Zairo dell’Ordine degli Architetti, il pomeriggio, con la presentazione di oltre 20 relazioni di esperti e professionisti, docenti universitari, presidenti dell’Ordine ed esponenti di note Associazioni socio-culturali e ambientaliste cittadine.

La relazione dell’ing. Lorenzo Cabrelle, socio di Legambiente ha trattato l’importante argomento della conflittualità tra programmazione urbanistica e programmazione ospedaliera, che rischia di compromettere la continuità di quell’Anello del Parco delle Mura e delle acque, che è stato presentato da questa amministrazione comunale come progetto strategico da attuare.

L’analisi parte dalla mancata conformità urbanistica del progetto dell’edificio della Nuova Pediatria, previsto a ridosso del Bastione Cornaro. Il Piano Particolareggiato, che disciplinava la trasformazione dell’area, è infatti decaduto per decorrenza dei termini, e le norme del vigente Piano degli Interventi non consentono l’edificazione di nuovi edifici. Il progetto dovrà quindi essere approvato, in deroga al piano urbanistico, utilizzando l’istituto della Conferenza dei Servizi.

Il Comune, qualora decidesse, nella Conferenza decisoria, di esprimere parere favorevole alla variante urbanistica, dovrà indicare le ragioni per cui ritiene che l’edificazione della struttura ospedaliera debba prevalere sulla destinazione urbanistica di tutela del Sistema Bastionato, rinunciando così al completamento della continuità del Parco delle Mura.

Sono motivazioni di difficile esplicazione se si considera che la localizzazione di Pediatria in un’altra sede (ad esempio a Padova est) consentirebbe di conseguire entrambi gli obiettivi: quello urbanistico e quello ospedaliero.

Sul punto si invita l’Amministrazione comunale a verificare presso la Regione le ragioni per cui la programmazione per l’ospedale di Padova, che in prima istanza prevedeva, per pediatria, solo 20 posti letto nell’area del Giustinianeo e più di duecento nell’area di Padova est, è stata completamente rovesciata nell’ultima versione, dove non è previsto nulla a Padova est mentre nel Giustinianeo vanno più di trecento posti.

È una scelta che lascia perplessi se si considera che a San Lazzaro dovrebbe sorgere il polo dell’alta tecnologia e, a questo punto, non si capisce per quali motivi Pediatria ne venga esclusa. Sorge il sospetto che le logiche della programmazione pediatrica non rispondano tanto alla migliore cura dei bambini quanto ad altre esigenze. È un sospetto che va assolutamente fugato presso la Regione, tanto più in considerazione del fatto che – come ben illustrato nella relazione del progettista del complesso pediatrico Meyer di Firenze, una eccellenza a livello nazionale – tutte le più recenti e significative esperienze di ospedali per bambini indicano l’opportunità di strutture edilizie assolutamente non elevate in altezza, non genericamente studiate per usi polivalenti, bensì specificamente mirate al benessere psicofisico dei giovani pazienti, inserite nel verde ed in un contesto urbano che possa contribuire a non rendere traumatico il loro ricovero.

C’è infine un altro aspetto che ci preme sottolineare: il Piano Particolareggiato prevedeva che fosse presentata, prima della domanda di permesso di costruire, una simulazione tridimensionale di inserimento della nuova costruzione nel contesto. Questa condizione è stata inserita nelle norme del P.P. a seguito di una osservazione accolta dal consiglio comunale ed esprime la preoccupazione di salvaguardare la percezione visiva e la conservazione delle mura cinquecentesche. È quindi necessario che questa attenzione sia assunta dalla Conferenza dei Servizi, che dovrà sottoporre il progetto a una Valutazione di Impatto Ambientale, stante che l’edificio proposto risulta assolutamente fuori scala rispetto al contesto delle mura.

Sulla base di questi dati oggettivi, Legambiente, con le associazioni firmatarie che vengono elencate in calce, affida alla Vostra sensibilità la ricerca di una soluzione (a portata di mano) che tuteli contestualmente la salute dei bambini e l’immagine della città storica.

Legambiente Padova, Italia Nostra, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova, AR/CO, Filosofia di vita, Gli Amissi del Piovego, Il Gruppo del Giardino storico dell’Università di Padova, InCivilis

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