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insieme-x-il-quartiereUn marketing che funziona? E’ quello che fa l’occhiolino al mondo del no profit, al volontariato, all’impresa sociale. Ci sono fondazioni che da tempo perseguono tra i propri scopi istituzionali quello dell’ “accesso dei giovani al patrimonio culturale del nostro paese e del sostegno a iniziative culturali direttamente promosse da organizzazioni a carattere giovanile”: è il caso della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che presenta proprio in questi giorni due nuovi bandi dedicati alle imprese culturali giovanili: Funders 35 (in collaborazione con altre fondazioni bancarie) e Culturalmente. Il primo punta a valorizzare imprese già esistenti e, appunto, under 35, sostenendone gli aspetti organizzativi e gestionali. Il secondo si rivolge ai giovani artisti e alla loro “capacità di impatto su tematiche di particolare attualità per il territorio di riferimento, quali pratiche di sostenibilità e tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico, riqualificazione degli spazi urbani e suburbani, promozione della cultura e valorizzazione del territorio attraverso le nuove tecnologie”. L’obiettivo non è solo quella di fornire mezzi ad un settore in crisi, ma anche riconoscere che “la cultura ha avuto e sta avendo un ruolo importante nei progetti di rigenerazione urbana” e che sia “strumento di sviluppo, alimentandosi delle tante “energie positive” prodotte dall’associazionismo culturale, soprattutto giovanile”. Non è un caso che anche Legambiente fosse tra i soggetti finanziati nel precedente bando, e la riuscita del progetto Artisti non per caso (vedi qui) dimostra una risposta del territorio più che coerente con queste premesse.

Ma se le Fondazioni sono per loro natura attente al finanziamento del no profit (soprattutto quello consolidato e ben strutturato), ci sono anche soggetti decisamente più commerciali a proporsi come finanziatori (e, quindi, catalizzatori) di un’azione sociale e attiva sul territorio.

E’ il caso di un concorso lanciato dalla catena Bricocenter (che già il Csv ha intercettato e segnalato in newsletter), Insieme per il nostro quartiere, vedi qui. Il principio è semplice: darsi da fare, insieme, per migliorare attraverso dei piccoli lavori un luogo del quartiere con una destinazione di utilità sociale, in gruppi anche spontanei.

La partecipazione richiede un titolo per il progetto, la descrizione dei lavori da effettuare, l’elenco dei materiali necessari (fino a 1.000 euro), i tempi di realizzazione (2-3 giorni), e il numero di persone coinvolte; oltre alla registrazione sul sito dell’iniziativa. Per poter realizzare il progetto sarà necessario ricevere voti dai visitatori del sito e dei negozi, pubblicizzando la propria iniziativa… e anche la catena: ed è un piacere farlo, a riprova del fatto che queste strategie di marketing funzionano, e anzi, sarebbe bello fossero ancora più diffuse.

Se volete presentare una vostra iniziativa, avete tempo fino al 23 giugno. Se, invece, volete votare una di quelle venete già presenti, potete scegliere tra diversi orti urbani, sistemazione di istituti scolastici o impianti (sportivi, ma c’è perfino una sala musica), sedi di associazioni. Quando il progetto sarà stato selezionato, non resterà che sporcarsi le mani.

Annalisa Scarpa – redazione di ecopolis

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