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I due presídi Ospedalieri (S.Antonio e Azienda Ospedaliero-Universitaria) non sono doppioni ma hanno vocazioni e compiti diversi.

Il S.Antonio fa parte della rete ospedaliera della ULSS (perno del Servizio Sanitario Nazionale a livello locale) che ha la responsabilità istituzionale di garantire la promozione, il mantenimento e il recupero della salute psico-fisica dei cittadiniattraverso le prestazioni e i servizi ad elevata integrazione socio-sanitaria e risponde ai bisogni di salute non più gestibili a domicilio, attraverso un percorso di cura e una forte integrazione con i servizi del territorio.

L’Azienda Ospedaliera – Università, (AOU), non fa parte dell’ULSS ma fornisce il supporto delle attività di didattica e di ricerca della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università nonché interviene per singola prestazione, in situazioni di malattia complessa, come riferimento regionale dell’alta specializzazione. Inoltre concorre a garantire l’assistenza di base per la comunità del territorio padovano. Concorre ma non ne ha la responsabilità .

Non è quindi indifferente se il S.Antonio sarà gestito da un organismo come l’Università che ha istituzionalmente il compito della ricerca e della didattica, e solo concorre alla cura dei cittadini, o se invece continuerà ad essere gestito e organizzato dalla ULSS,  che ha la responsabilità della cura della popolazione di riferimento,  mirando alla globalità dell’intervento assistenziale in base ai bisogni socio- sanitari presenti nel territorio, in collegamento con la Conferenza dei Sindaci.

Nel caso del prospettato passaggio di gestione, i cittadini che avessero bisogno di interventi per patologie comuni (cataratta ecc.) potrebbero dover ricorrere maggiormente agli altri Ospedali della rete ULSS (Piove di Sacco, Camposampiero, Schiavonia, Cittadella), con tutti i relativi disagi.

Neanche dal punto dell’ottimizzazione delle risorse il passaggio del S.Antonio dall’ULSS  all’ AOU  sembra giustificato. A questo proposito è utile accennare al flusso dei finanziamenti che alimenta ciascuna delle due istituzioni (vedi il grafico del flusso finanziario qui).

La ULSS viene finanziata dal bilancio regionale in funzione della popolazione di riferimento (a quota capitaria pesata) e alloca le sue risorse per soddisfare i bisogni di assistenza sanitaria del suo territorio, tra cui i presidi ospedalieri che non hanno un bilancio autonomo. Deve inoltre rimborsare l’AOU, le altre ASL, lo IOV e le strutture sanitarie private convenzionate per le prestazioni che questi istituti forniscono alla popolazione di sua competenza.

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria ha un proprio bilancio e viene remunerata a tariffa dall’ULSS per ogni singola prestazione ambulatoriale e di ricovero. Ciò è appropriato per le patologie ad alta complessità, ma non per quelle a complessità inferiore che l’ULSS potrebbe curare direttamente.

In conclusione, non emerge alcun motivo di razionalità organizzativa né di politica sanitaria che giustifichi il passaggio dell’Ospedale S. Antonio dalla gestione ULSS a quella dell’Azienda OU.

In vista della realizzazione dei due Poli, per i motivi fin qui esposti, logica funzionale e razionalità organizzativa giustificherebbero il passaggio alla gestione ULSS anche dell’Ospedale Giustinianeo. In questo modo sarebbero garantite: le cure ospedaliere integrate con il territorio, gestite dall’ULSS (S.Antonio e Giustinianeo), e le cure ad alta specializzazione, la didattica e la ricerca, gestite dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria  (Polo Est, S.Lazzaro).

La gestione della salute dei cittadini è missione e compito dell’ULSS e non può essere totalmente affidata all’Università, che ha tutt’altra vocazione e struttura organizzativa. L’efficacia del sistema si basa sulla sinergica complementarietà dei ruoli. In sanità nessuno vince da solo.

Nicola Lovisatti – Coordinatore Gruppo Urbanistica, Coalizione Civica

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