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La petizione al Direttore generale e ai Comitati tecnico-scientifici di Settore del MiBAC è l’ultima azione messa in atto dalla società civile padovana, rappresentata da numerosi Enti, Associazioni e gruppi culturali, per impedire che l’incongruo parallelepipedo della Nuova Pediatria, 72×25 m di pianta per 31 m di altezza, venga realizzato a ridosso delle mura cinquecentesche.

Un edificio decisamente fuori scala, che impatta negativamente sul bastione Cornaro del Sanmicheli, vincolato dalla Soprintendenza, e sui vicini monumenti cittadini della Basilica di S. Antonio, della chiesa di S. Sofia e dell’antico ospedale Giustinianeo.

È dal 2017, anno d’inizio della progettazione, che si svolgono colloqui con i diversi interlocutori istituzionali e si inviano messaggi tramite i mezzi di comunicazione per evitare che la realizzazione della torre della Pediatria, a cui potrebbero seguire altri 5 o 6 edifici analoghi, rompa lo skyline verso le cupole del Santo, simbolo della città. Ciò equivarrà alla distruzione definitiva dell’immagine di questa parte del centro storico, cioè di tutto il quadrante sud-est entro le Mura, sino a oggi mantenuto nelle sagome dell’edilizia storica e in buona parte ben conservato; con presenze importanti come i monumenti già citati a cui si aggiungono il Parco Treves dello Jappelli, le piazze Pontecorvo e Portello, l’adiacente area dell’ex Macello monumentale del Peretti (1904) e le antiche via Altinate, Belzoni, Ognissanti e S. Massimo.

L’ incessante attività finora svolta non ha sortito esiti positivi e la progettazione procede senza alcuna concertazione pubblica verso la ormai prossima Conferenza dei Servizi, alla quale seguiranno inevitabilmente le irreversibili procedure d’Appalto. La locale Soprintendenza, che comunque non ha ancora espresso un parere definitivo, ritiene che l’applicazione degli attuali vincoli non consenta di bloccare il progetto in corso. Non rimane quindi che rivolgersi direttamente al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali mettendo in evidenza il danno ambientale e culturale che si sta perpetrando.

L’edificazione della Nuova Pediatria è infatti del tutto contraddittoria sia rispetto alla prevista graduale ristrutturazione dell’attuale disastrata area delle Cliniche (in corso di finanziamento) sia rispetto alla realizzazione del Parco delle Mura e delle Acque, già da tempo nei programmi dell’Amministrazione e in parte già finanziato nell’ambito del “Progetto periferie”. Interventi, questi, che potrebbero riportare a un assetto inedito e a nuova immagine, una grossa parte – ancora del tutto recuperabile – del centro storico entro la cinta monumentale del ‘500.

Il Parco, in particolare, inteso come una cintura verde continua all’intero del centro storico di una delle città più inquinate d’Italia, con percorsi a raccordo del turismo lento proveniente dal territorio lungo le ciclabili e gli itinerari fluviali che storicamente in esso convergono, verrebbe totalmente azzerato in questa parte della città.

La nuova clinica Pediatrica è di sicuro una necessità e ha tutto il diritto di essere costruita in tempi rapidi, ma non certo in danno dei monumenti e dell’immagine storica della città. Esistono soluzioni alternative a portata di mano, come quella di realizzare il medesimo progetto come lotto iniziale della seconda zona ospedaliera, già programmata ad est della città (S. Lazzaro), oppure recuperando altre aree/strutture sanitarie più consone, anche dal punto di vista della vivibilità, dell’integrazione col verde e della possibilità di future espansioni. Senza dimenticare la proposta già avanzata nell’agosto del 2017 dal Comitato Mura che prevede di realizzare lo stesso volume in sito, riducendo drasticamente l’altezza a 4-5 piani anziché 10.

Questi in buona sostanza gli argomenti posti all’attenzione delle strutture operative del MiBAC, affinché venga trovata una soluzione che salvi l’immagine storica di Padova a ridosso di alcuni dei suoi più prestigiosi monumenti. È questa l’ultima istanza all’interno del confronto con gli Enti responsabili; dopo non resterà che la via dello scontro, con sicuro discredito delle Istituzioni.

sintesi della petizione a cura di Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

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