Feed on
Posts
Comments

Assurdo incidente domenica scorsa nel canale della Giudecca a Venezia.

Una grande nave da crociera, l’“Opera” della società MSC, ha avuto un’avaria e si è scontrata contro la banchina di San Basilio e una piccola imbarcazione turistica che era ormeggiata lì (VIDEO).

Gravi danni alla banchina e alcuni feriti lievi a seguito un incidente che ha seminato il terrore tra le persone presenti. Legambiente chiede provvedimenti immediati ed efficaci per tutelare Venezia e il suo fragile ecosistema dai danni prodotti da quelli che, per dimensione, sono a tutti gli effetti dei grattacieli in movimento.

La dinamica dell’incidente è in fase di chiarimento, ma si mostra con chiarezza quello che più realtà ambientaliste denunciano da sempre: il passaggio delle grandi navi nel canale di Venezia non è sostenibile per tutelare non solo l’ecosistema veneziano ma anche la sicurezza dei cittadini e dei turisti. Si tratta infatti di imbarcazioni di enormi dimensioni che possono raggiungere una lunghezza di 400 metri, una larghezza di oltre 40 metri, con altezze di 50-60 m (a cui vanno aggiunti 10 metri di profondità).

Imbarcazioni che non solo producono un grandissimo inquinamento e il cui moto ondoso danneggia le fondamenta del capoluogo veneto, ma che, come mostra l’incidente di domenica scorsa, mettono a rischio la vita delle persone; e solo nel 2018 si è stimato il passaggio di 594 navi da crociera, circa due al giorno.

Dopo l’incidente il Sindaco Brunaro e il prefetto di Venezia parlano di misure urgenti, ma sono anni che ci sono molte proposte sul tavolo che attendono di essere realizzate. La proposta del Comitatone, composto da Regione, Comune e Provincia, è chiudere al transito il canale della Giudecca, adeguando il canale Vittorio Emanuele III con l’utilizzo della bocca di porto di Malamocco e mantenendo la centralità dell’esistente Stazione Marittima con l’arrivo delle navi da Sud.

Il Comitato No Grandi Navi chiede invece la costruzione di un nuovo porto per le grandi navi al Lido e ha nel frattempo lanciato una manifestazione per sabato 8 giugno, a cui parteciperà anche LegambienteEntrambe proposte che però fanno temere per la tenuta dell’ecosistema e per la tutela del paesaggio veneziano.

«L’incidente di domenica mostra con chiarezza quanto sia pericoloso far entrare le navi da crociera nell’area del centro storico veneziano, un problema che come associazione denunciamo da sempre – dichiarano Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto e Paolo Franceschetti, presidente del circolo veneziano dell’associazione – la soluzione però non può essere né lo scavo di nuovi canali né l’escavo di quelli già esistenti, motivo per cui respingiamo la proposta dell’Amministrazione Comunale, che intende adeguare il canale Vittorio Emanuele».

«È invece necessario – concludono – che le imbarcazioni si fermino a Porto Marghera, a patto che l’accesso venga regolamentato e consentito solo a navi di tipologie e dimensioni adeguate alla morfologia lagunare, e si attui così finalmente il decreto Clini-Passera del 2012».

Una soluzione che secondo l’associazione ambientalista sarebbe anche una grandissima opportunità per bonificare e rigenerare l’area del vecchio polo industriale di Marghera, creando nuovi posti di lavoro e salvaguardando quelli della stazione Marittima, una volta riconvertita per le navi più piccole. Cruciale però, secondo Legambiente, che la soluzione si misuri sia con le criticità del Canale dei petroli, in particolare l’innalzamento del livello della marea nella laguna centrale, sia che non si prescinda dalla valutazione d’impatto ambientale.

Fondamentale, infine, secondo l’associazione ambientalista affrontare con la massima serietà la questione dell’innalzamento del livello del mare causato dal surriscaldamento globale, fenomeno che colpirà pesantemente VeneziaDi fronte a un’ecosistema veneziano sempre più fragile a causa dell’emergenza climatica (ne abbiamo parlato qui) – per tutelare Venezia e il suo ecosistema servono oggi scelte radicali e responsabili da parte di tutti.

Luca Cirese – redazione ecopolis

3 Responses to “Grandi navi, Legambiente: “Tutelare subito Venezia e il suo ecosistema””

  1. Francesca Compagnone ha detto:

    Le grandi navi a Venezia uno dei tanti esempi di come trattiamo i nostri gioielli artistici!!! Francesca

  2. Sergio Finesso ha detto:

    Non so perche’ tra le varie soluzioni proposte non si parli piu’ del Porto di S.Leonardo, vicinissimo alla bocca di Malamocco e profondo 14-15 metri.La commistione tra traffico merci e traffico persone sarebbe limitatissima e forse non si dovrebbe scavare neanche un metro cubo di fanghi Sergio Finesso

    • daniela ha detto:

      in effetti! sarebbe una soluzione ottimale ,ovviamente con un po’ di adeguata sistemazione..ma forse non si spenderebbero abbastanza soldi! non so è sia ricompresa tra le 14 proposte del comitatone..

Leave a Reply